Racconto della settimana

Con un giorno di ritardo, condivido il mio racconto del venerdì su Masticadores Italia.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Racconto della settimana

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Andersen! Andersen! Lo gridano anche gli ucraini ai russi ^_^

  2. wwayne ha detto:

    Su una cosa l’imprenditore ha ragione: “Non è vero che non c’è lavoro, lavoro c’è, basta volerlo, basta dimostrare che si ha voglia di sgobbare”. Casomai manca il lavoro IDEALE, quello a tempo indeterminato, con ferie pagate e tredicesima, ma se uno ha voglia di sgobbare un lavoretto che gli permette di tirare a campare lo trova sempre.
    Peraltro, se uno ha voglia di sgobbare può ottenere anche il lavoro ideale: basta farsi un mazzo così per superare un concorso pubblico, e a quel punto i privilegi sopra elencati te li becchi tutti, uno dietro l’altro. Io lo so bene, perché quando mi preparai per un concorso pubblico studiai 10 ore al giorno tutti i giorni per 2 mesi di fila: se invece avessi passato quei 2 mesi tra smartphone, Play Station, discoteche e altre amenità del genere, adesso probabilmente sarei uno dei tanti precari che cambiano 3 lavori in un anno e non sanno dove saranno impiegati da qui a un mese.
    Chiaramente questo discorso non vale per chi vive in delle aree economicamente depresse come Castrovillari o Cetraro: lì effettivamente può morire di fame anche chi si dà molto da fare. Ma per tutte le altre zone d’Italia vale ciò che ha detto quell’imprenditore: per chi vuole sgobbare il lavoro c’è, e quindi se sei povero e disoccupato è soltanto colpa tua.

    • marisasalabelle ha detto:

      Sul fatto che bisogna aver voglia di lavorare, non fare i lavativi, essere disponibili, specialmente da giovani sono d’accordo; tuttavia penso che sarai d’accordo anche tu sul fatto che c’è uno sfruttamento inaudito, con precariato a vita, orari di lavoro che chiamarli elastici è fargli un complimento e paghe da fame. Te lo dico per esperienza perché ho sotto gli occhi moltissimi giovani e anche non più giovanissimi che si fanno un mazzo tanto e sono molto poco garantiti e sottopagati. Il concorso pubblico anch’io ai miei tempi lo vinsi, ma è qualcosa che riguarda solo i lavori per lo stato e la pubblica amministrazione: nel privato le cose sono ben diverse. E comunque anche nei concorsi lo scandalo dei test a crocette assurdi e spesso sbagliati è sotto gli occhi di tutti.
      Volevo anche dirti che ho letto la tua mail, che ho risposto ma che il server mi dice che non è stato possibile recapitarla: forse la tua casella è troppo piena. Mi dispiace per il disguido di cui hai subito le conseguenze: se avessi soltanto immaginato che saresti venuto ti avrei scritto per informarti del rinvio della presentazione. Ho fatto un post su Facebook, volevo farlo anche qui sul blog ma mi è passato.
      La biblioteca non vuole dare visibilità ai candidati durante la campagna elettorale… e così ho pagato le conseguenze del mio impegno politico!
      Ho in programma alcuni eventi durante l’estate e come ti avevo promesso ti avviserò. Scusa per l’inconveniente e grazie per essere venuto.

      • wwayne ha detto:

        Ecco, se non altro la mia gita a Pistoia è servita a qualcosa: infatti mi ha fatto scoprire indirettamente che ho la posta elettronica piena, e quindi mi ha indotto a liberare un po’ di spazio. Senza il disguido di oggi non l’avrei scoperto per chissà quanto, perdendomi per strada chissà quante mail importanti.
        Confesso che ero molto arrabbiato con la biblioteca per aver rinviato la presentazione, perché come sa per me la parola data è sacra, e quindi quando uno dice una cosa poi non può più rimangiarsela; tuttavia, adesso che ho scoperto la motivazione del rinvio la trovo perfettamente sensata, e quindi la rabbia ha lasciato spazio alla comprensione.
        A proposito di politica, dedico questa canzone a Giorgia:

  3. zipgong ha detto:

    Li preparano a diventare degli imbecilli. Ma motivati.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Già. L’aneddoto risale a qualche anno fa… ma penso che in certi ambienti si ragioni ancora così

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