Manifestare

Sempre nel mondo alla rovescia, dove le forze dell’ordine si schierano in tenuta antisommossa per evitare che i pericolosi antifascisti possano disturbare una legittima manifestazione di fascisti, a Bologna scoppiano dei tafferugli.
«Speriamo che Enrico non si metta nei guai» dice mio marito.
«Ma che dici! Enrico è un ragazzo pacifico, non farebbe male a una mosca!»
Qualcuno, però, potrebbe far male a lui, così il giorno dopo la manifestazione, alle due del pomeriggio, un’ora in cui sono relativamente sicura di non svegliarlo dal sonno del giusto, lo chiamo.
«Allora? Ti hanno menato?»
«No, no, tutto bene. In effetti c’ero, alla manifestazione: io e un gruppo di ragazzi ci siamo seduti per terra e abbiamo cantato. Se cerchi su internet mi trovi in un video…»
Proprio come successe tantissimi anni fa, quando una mia compagna di scuola andò a Roma a partecipare a un corteo: ufficialmente era andata al mare con un’amica, e fu grande la sorpresa dei genitori quando la videro in televisione che sventolava una bandiera…

https://video.repubblica.it/edizione/bologna/proteste-per-forza-nuova-a-bologna-dopo-le-cariche-sit-in-pacifico-degli-antifascisti/297411/298030

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Chiudere la bocca

«Devo stare più attenta a quello che mangio, ieri guardandomi allo specchio dopo la doccia ho scoperto un rotolo di ciccia che prima non avevo. Sono ingrassata!»
«Anch’io sono ingrassata…»
«Ah, guarda, l’unico sistema in questi casi è chiudere la bocca. Perché si sa, mangiare piace a tutti, ma se si mangia meno i chili di troppo fanno presto a sparire!»
«Io per esempio non sono mai stata golosa, eppure adesso mi piacciono i dolci. Ho preso l’abitudine di finire ogni pasto con qualcosa di dolce… che male c’è?»
«Sapessi quanto ti capisco! Ieri ho preso un vasetto di marmellata di cotogne e senza accorgermene me lo sono finito a cucchiaiate!»
«No, no! Bisogna starci attente! Chiudere la bocca, è quello che dico sempre. A me per esempio quello che mi rovina è il formaggio. Figurati che ho comprato il Philadelphia… se non ci sto attenta, a furia di spalmarlo sul pane e di spolverarlo di zucchero, me ne faccio fuori una vaschetta come minimo!»
«Hai ragione, assolutamente. Bisogna semplicemente smettere di ingozzarsi. Ehi, chi ha lasciato questo mezzo bicchiere di vino? È un peccato sprecarlo! Fammici inzuppare questa fetta di pane… passami la zuccheriera, per favore!»

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Visite

Suona il campanello della porta. Mi affaccio sul balcone del mio studio e vedo un uomo il cui aspetto mi è vagamente familiare, che mi saluta con grande affabilità. Scendo ad aprirgli e appena mette piede in casa e apre bocca mi ricordo chi è: è l’uomo degli infissi, quello che mi ha cambiato le finestre la scorsa primavera e che era affetto da un esilarante intercalare.
«Tra virgolette, signora, sono io, tra virgolette, quello delle finestre. Sono venuto tra virgolette a portarle questo documento che le sarà necessario per inserire i lavori, tra virgolette, nella dichiarazione dei redditi. Per le detrazioni, sa, tra virgolette.»
Prendo il documento, lo ringrazio, e nella confusione del momento mi dimentico di dirgli che la finestra del bagno, tra virgolette, non chiude tanto bene.

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San Valentino

Non ho mai amato San Valentino. L’ho sempre vista come una festa fasulla, indotta dalla pubblicità, intrisa del più bieco consumismo. Dal 2003 poi il 14 febbraio è diventato un giorno triste. Sono quindici anni oggi, Maurizio. Ave atque vale.

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La scrittrice obesa

Edgardo Franzosini alla libreria Les Bouquinistes è un’occasione da non perdere: è sempre interessante ascoltare il geniale scrittore che si è specializzato in biografie, un po’ vere un po’ inventate, di personaggi marginali e bizzarri di ogni ambito e epoca: avevo letto il delizioso Questa vita tuttavia mi pesa molto imperniato sullo scultore animalista Rembrandt Bugatti; ora mi appresto a leggere Il mangiatore di carta, il cui protagonista, Johann Ernst Biren, uno scrivano vissuto nel XVIII secolo, aveva il vizio di mangiare carta, preferibilmente inchiostrata, e così si mangiò importanti trattati internazionali. Questo singolare personaggio è citato nel romanzo di Balzac Illusioni perdute, pertanto è d’obbligo parlare anche del grande scrittore francese, che nella sua vita è stato letteralmente colonizzato da due ossessioni, quella per il cibo e quella per la scrittura. Non appena sento dire queste parole il mio cuore ha un balzo: non posso non pensare all’eroina di uno dei miei romanzi inediti, La scrittrice obesa. Anche lei, come Balzac, non ha che due passioni nella vita: scrivere e ingozzarsi di cibo spazzatura. Cara scrittrice obesa! Speriamo che Balzac ti porti fortuna…

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Cover

Da quando le abbiamo regalato lo smartphone Zia Marietta, che non ha mai posseduto un computer in vita sua e che tuttora non sa mettere in funzione il videoregistratore avendone sempre delegato l’utilizzo a suo marito, il cui spirito ora cavalca nelle Grandi Praterie, ha acquisito un’abilità sorprendente nell’usare il diabolico apparecchio. A parte qualche chiamata partita per errore e qualche messaggio indecifrabile, piccoli incidenti che accadono nelle migliori famiglie, ha imparato in tempi rapidissimi a inviare messaggi testo e messaggi vocali su WhatsApp, a inserire opportunamente faccine nella più ampia gamma di espressioni, a cercare su internet ricette di cucina e informazioni di qualsiasi genere.

Sono a cena con le mie amiche Mara e Marella e non sento squillare il cellulare; solo all’uscita dalla pizzeria leggo sul display “chiamata persa da Zia Marietta”. Ci siamo viste appena due ore fa: che cosa le sarà successo? Non si sarà mica sentita male? La chiamo e dopo vari squilli sento la sua voce chioccia urlare:
«PRONTO!»
«Tutto bene Zia Marietta?»
«Benissimo!»
«Mi avevi chiamato?»
«Oh, sì, scusa se ti ho disturbato, è una sciocchezza…»
«Dimmi pure.»
«Ti ricordi che abbiamo parlato di Ermal Meta?»
«Il vincitore di Sanremo? Sì.»
«Io ti avevo detto che l’anno scorso aveva fatto una cover ma non mi ricordavo quale fosse… ho cercato su Google e l’ho trovata. Si tratta di una canzone di Domenico Modugno, Amara terra mia!»
Mara e Marella sono sconcertate.
«Zia Marietta ha lo smartphone?»
«Riesce ad andare su internet?»
«Che cos’è una cover?»
«Che cos’è Google?»

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Scherzi della memoria

Nuova puntata della saga «Il mondo alla rovescia». Poiché vi sono degli antifascisti particolarmente ostinati che non ne vogliono sapere di “essere responsabili” e di rinunciare alla manifestazione di Macerata per “non alimentare tensioni”, la prefettura, obtorto collo, non trova altra soluzione che autorizzarla. Ma la città viene blindata come mai a memoria d’uomo: negozi sprangati, saracinesche abbassate, mezzi di trasporto sospesi, scuole e chiese chiuse, persino le lezioni di catechismo sono sospese. Eh, sì! Gli antifascisti fanno davvero paura, metteranno la città a ferro e fuoco, del resto, in tempi non così lontani, non andavano in giro armati di manganello e bottiglie di olio di ricino, cantando a squarciagola “Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza”?
Come? Non erano gli antifascisti quelli? Erano i fascisti? Ah! la memoria, che brutti scherzi gioca!

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Sono venuto quando ho potuto

Non voglio essere banale. Le cose che sto per dire le hanno già dette in tanti e molto meglio di come posso dirle io. E allora che le dici a fare…
Le dico perché sono inquieta, preoccupata. Le fiacche parole dei politici “di sinistra” o “democratici” a proposito della sparatoria di Macerata. Le terribili parole, viceversa, pronunciate da esponenti della destra. La manifestazione annullata: il sindaco che scongiura gli antifascisti di non manifestare per amore della quiete della città. Gli antifascisti che “responsabilmente” decidono di dar retta alle parole del sindaco. Il ministro Minniti che “menomale, altrimenti avrei dovuto proibirla”. Lo stesso ministro che si congratula con se stesso per i famigerati accordi con la Libia per frenare gli sbarchi, perché lui i fatti di Macerata li aveva immaginati, previsti, e sarebbero sicuramente accaduti, senza il suo provvedimento.
Come dite? Sono accaduti lo stesso? Ah…
E misure straordinarie che tutti promettono, da destra e da sinistra. Espulsioni di massa. Rafforzamento dei confini. Assunzione di poliziotti. La religione islamica deve diventare illegale. E nessuno che fa visita ai feriti, tranne il ministro Orlando, dopo quattro giorni, “sono venuto quando ho potuto”…

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Lavori in corso

Da qualche giorno la mia casa si è trasformata in un castello medievale. Impenetrabili barriere la circondano, un fossato è stato scavato davanti al cancello e un ponte levatoio è stato allestito per permettermi di uscire. Da una feritoia vedo arrivare mia figlia: per attraversare il ponte solleva graziosamente il suo lungo abito di velluto bordeaux.
«Venite avanti senza timore, monna Francesca» le dico, «ma fate attenzione al fango. Non vorrete imbrattare i vostri preziosi stivaletti!»
«Cosa succede, madre?»
«Gli uomini del re hanno scavato una fossa lungo tutta la strada… credo che vogliano proteggere le nostre abitazioni…»
«Ma che dite, madre! Stanno semplicemente riparando le condutture dell’acqua. Ricordate quel sibilo che udivamo nelle fredde notti invernali?»

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Delizioso

Invecchiare ci rende più tolleranti? Dovrebbe essere così, e io in effetti, se ripenso alla me stessa giovane e un po’ arrogante, penso di essere diventata, con gli anni, più indulgente verso gli altri, anche quando palesano idee che proprio non condivido. Ma evidentemente è rimasto in me qualcosa della Marisa sarcastica e tagliente di una volta.
Sono con le mie amiche Mara e Marella che nei giorni tra la fine di gennaio e l’inizio del Festival di Sanremo, in concomitanza con la Giornata della Memoria, si sono sorbite una serie di film sulla Shoah di cui parlano con entusiasmo.
«Una storia drammatica, ma addolcita dallo sguardo innocente di un bambino… una poesia, ti dico…»
«E Schindler’s List… un film delizioso!»
Poesia? Delizioso? GRRR…

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