Magnifica idea

Quindi, ci saranno le zone rosse. Quartieri centrali delle città dove non potranno entrare quei rompipalle dei mendicanti, zingari, neri, asiatici, ultras… ah, no. Mi dicono dalla regia che gli ultras sì, perché poi sono simpatici e fanno tanto colore locale. Ricapitolando, allora: niente più neri, froci, rom e senzatetto. Che magnifica idea!

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Segnalibri

«Buongiorno, ha per caso un segnalibro di Paolo Longhi?»
Segnalibri, ne abbiamo per tutti i gusti, abbiamo segnalibri di tutti gli autori che sono stati presentati nei secoli a Les Bouquinistes, e sono tutti bellissimi, grazie allo straordinario talento del grafico Tirez sur le graphiste, ma questo Paolo Longhi… hmmm…
«Paolo Longhi?»
«Sì, quello scrittore… poeta… Paolo Longhi!»
«È stato qui in libreria?»
«Sì, non più di un mese fa… Paolo…»
«Ah, ma lei parla di Paolo Albani!»
«Certo, sì, Paolo Albani! Scusi, mi stavo confondendo… e quindi, ce l’ha un segnalibro?»
«Dovrei averlo, sicuro, aspetti, si tratta di trovarlo in mezzo a tutti questi fogli» e accenno alla scrivania ingombra. Prendo un mucchietto di cartoncini e inizio a scorrerli:
«Eccolo!» fa l’uomo, «È questo, lo riconosco dalla barba bianca.»
«No, no, questo è Alessandro Gentili, che è stato qui la settimana scorsa. Il segnalibro di Albani è marroncino…»
«Questo, allora!»
«No, questo è Giuseppe Grattacaso… ha un po’ di barba anche lui, ma sale e pepe. Eppure… oh! Eccolo!»
Gli do due segnalibri e una cartolina, tutti con l’effigie di Palo Albani, e l’uomo se ne va contento.

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Notre Dame

notre dame

Quanto è grande la nostra capacità di commuoverci, di soffrire autenticamente per eventi che non ci colpiscono direttamente? Cosa ci provoca veramente angoscia, cosa non riusciamo a toglierci dalla mente e cosa invece, nonostante tutto, ci scivola addosso come l’ennesima tragedia di fronte alla quale ci sentiamo del tutto impotenti? Di fronte a tanta commozione espressa spontaneamente ieri sera sui social di fronte alle terribili immagini di Notre Dame in fiamme, non è mancato chi ha redarguito severamente i dolenti: terremoti, guerre, naufragi sono in corso e voi piangete per una chiesa?
Non penso che sia così. Certo, la vita umana è il bene più prezioso, certo guerre e calamità sono atroci. Ma anch’io confesso di non riuscire a provare, a volte, molto più che un generico dispiacere di fronte all’ennesimo reportage. Ci sono stati alcuni eventi, prendendo ad esempio solo l’ultimo anno, che mi hanno causato il classico nodo allo stomaco. Le immagini delle carceri libiche e le testimonianze dei tanti torturati, delle tante donne violentate. Le vicende delle navi tenute per giorni in mare col loro carico umano grazie alla “politica dei porti chiusi”. Gli sgomberi feroci, la povera gente buttata in strada. Ma mi rendo conto che questi non sono i soli episodi tragici avvenuti nel mondo, anzi, ne rappresentano solo una piccolissima porzione.
D’altra parte, come si fa a soffrire per tutto il dolore, tutta la povertà, le distruzioni, le guerre, le violenze? Dopo un po’ diventano numeri, immagini che scorrono su uno schermo. Il nostro cuore, la nostra mente si difendono così.
Ma lasciate che una morsa mi attanagli il cuore per Notre Dame che brucia. Non è “solo una chiesa”. Non è “allora i bambini che muoiono di fame, allora le vittime del terremoto”. È Notre Dame. Lasciatemela piangere.

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Damanhur

Se cerchiamo Damanhur su Wikipedia possiamo leggere che si tratta di una autodefinita Federazione, i cui membri sono chiamati cittadini, situata nel paese di Valdracco, in Piemonte, poco distante da Torino. Federazione? Cittadini? Ma Valdracco è in Italia o fa parte di un altro Stato? Se poi ci informiamo meglio, per esempio sul testo Nella setta di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, possiamo apprendere che Damanhur non è altro che una delle molte sette che pullulano in Italia. Damanhur è una specie di repubblica a sé, un idilliaco paesino di montagna dove si praticano l’agricoltura e l’artigianato e ha luogo un notevole flusso turistico: hanno una propria Costituzione, una propria moneta, proprie regole e hanno persino inventato il matrimonio a tempo. Ogni membro di Damanhur cambia il proprio nome assumendone uno che contenga in sé un elemento animale e uno botanico: Falco Tarassaco, il fondatore, ne è un esempio. Non è difficile essere affascinati da una setta, da quello che ti propone al primo impatto: vita comunitaria, un pizzico di filosofia orientaleggiante, esperienze ricche di pathos e quel famoso love bombing, la bomba d’amore, che accoglie coloro che si avvicinano a questo genere di movimenti e li fa sentire amati e apprezzati. Solo in seguito emergono gli aspetti negativi del vivere in una setta: sfruttamento economico e del lavoro, molestie, abusi, violenza. Uscire da una setta è molto più difficile che entrarci perché scatta una serie di ricatti affettivi, psicologici ma anche banalmente materiali. Ma c’è chi riesce a tirarsene fuori e racconta cose raccapriccianti.
Per questo sono saltata sulla sedia quando ho letto che la sezione soci Coop di Pistoia aveva organizzato una conferenza dal titolo Il mondo delle piante, la cui relatrice sarebbe stata «Tigrilla Gardenia, ingegnere del suono, ricercatrice e cittadina della Federazione di Damanhur.» Cioè, fatemi capire, la Coop invita a tenere una conferenza un’esponente di una nota setta? Insieme a una mia amica sono andata a parlare con la presidente della sezione soci di Pistoia, Paola Birindelli, la quale è cascata dalle nuvole, dichiarando di ignorare l’esistenza di Damanhur e garantendo che nel corso dell’incontro si sarebbe parlato solo di piante. Non è questo tuttavia il punto: è noto infatti che le sette usano presentarsi al pubblico sotto un aspetto accattivante, tramite conferenze, mostre e altri eventi culturali, e che col pretesto di informare su ulteriori attività riescono a ottenere indirizzi e contatti degli ignari partecipanti.
«La Coop non darà nessun indirizzo di soci a nessuno!» ha risposto indignata la presidente e nonostante abbiamo insistito nell’esprimere perplessità non ha desistito: l’incontro si sarebbe tenuto e sarebbe stato interessantissimo. A noi è rimasto un retrogusto amaro nel constatare che la Coop non aveva problemi né ripensamenti nel farsi carico di un’iniziativa tanto discutibile.
Concludo citando il noto slogan: la Coop sei tu, chi può darti di più?

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Quello che non vorrei

Devo sbrigare alcune commissioni in centro e lascio la macchina al parcheggio della Misericordia. È un po’ caro, ma almeno sono sicura di trovare posto e di poter sforare il limite, altrimenti tassativo, delle due ore. Finiti i miei giri, carica di pacchetti, mi avvio alla cassa automatica, infilo il mio ticket nell’apposita fessura, pago il dovuto, ritiro il biglietto e mi avvio verso l’auto. Ma, non so come, nel breve tragitto il ticket sparisce. Lo cerco in tasca, in borsa, nel portafogli; controllo le borsine dei negozi, arrivo a sfogliare alcuni libri che erano in macchina e dentro i quali, pertanto, il ticket non può esserci. Perlustro l’area del parcheggio, i cassetti dell’auto, ritorno alla cassa casomai l’avessi lasciato lì. Niente, il biglietto che attesta il mio pagamento non si trova. E senza biglietto la sbarra che controlla l’uscita non si alzerà. Alla fine, mentre già scendono le ombre della sera e il mio cellulare mi avvisa che sta per scaricarsi completamente, allo scopo di evitare di passare la notte in macchina, mi decido a pigiare il bottone del citofono che mi permette di parlare con qualche nascosto essere umano.
«Non si preoccupi, signora, le faccio il ticket perso.»
Non faccio in tempo a sentirmi rassicurata che la cassa automatica mi avverte che per ottenere l’agognato biglietto devo sborsare ben 20 euro.
«Come 20 euro» dico all’invisibile interlocutore «se la tariffa massima giornaliera è 10!»
«Infatti per emettere il ticket perso consideriamo due giorni! Non posso farci niente, è il regolamento!»
Così sgancio i 20 e ottengo il mio ticket. Quello che non vorrei, a questo punto, sarebbe ritrovare, in qualche tasca dimenticata, il biglietto pagato e perduto…

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Perle di saggezza

Ma chi è questa signora Cassazione, che vuol sempre aver ragione lei? Io non la conosco, non le do il minimo credito. Figuriamoci, dovrei credere che Marino non ha commesso reati solo perché lo dice questa tale Cassazione. Ma chi è? Si dia una calmata! Uno vale uno, non lo sa?
Stefano Cucchi? A me quel carabiniere lì, quello che ha testimoniato, non me la dice giusta. Come se non lo sapessimo tutti che Stefano Cucchi è morto perché era un anoressico e un tossico. E io dovrei chiedere scusa? Ma per cosa?
Sfilare con gli ex partigiani e coi comunisti per il 25 aprile? Ma che scherziamo? Per me, è un derby come un altro: fascisti-comunisti, Barcellona-Real Madrid, Inter-Juve. Vinca il migliore!
Ho detto che sarebbe stato un anno bellissimo? Be’, scherzavo! Ma che permalosi che siete! Senso dell’umorismo zero!

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Solo un’impressione

Un gruppo di ebrei fuggiti da un campo di concentramento vaga per l’Europa. Nessuno viene loro in soccorso, sebbene sia risaputo quale rischio corrano se rintracciati dai tedeschi. E infatti, nell’omertà generale, questo avviene, e il governo italiano diffonde un comunicato stampa: «Ebrei finalmente in salvo, affidati alle cure dei nazisti.» Sembra la trama di un film, no? Un film drammatico sulle nefandezze del nazismo e sulla colpevole complicità di governi, mezzi di comunicazione, opinione pubblica. Ora proviamo a cambiare qualche parola. Al posto degli ebrei ci mettiamo i profughi, al posto dell’Europa il Mediterraneo, al posto dei nazisti i libici. Vi sembra di averlo già sentito? Ma no, è solo un’impressione.

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Insolite richieste

«Buongiorno. Sto cercando un libro sulle gore di Pistoia. Ce l’avete?»
Mai avrei pensato che esistesse un libro sulle gore di Pistoia, ma diligente avvio delle ricerche e la risposta è sì, il libro esiste, ma non è in commercio.
«Il volume che desiderava è fuori commercio, non sono riuscita a trovarlo sui siti di compravendita di libri usati e nemmeno l’editore ne ha più una copia, ma ce n’è una in biblioteca.»
«Mi scusi, avete per caso Pistoia da mangiare?»
«Abbiamo Cibi tipici della cucina pistoiese, Usanze alimentari del territorio, Se non è zuppa è pan bagnato…»
«No, no, cercavo proprio Pistoia da mangiare, mi dispiace!»
«Pronto? Cerco Anfibi, rettili e mammiferi della montagna pistoiese.»
«Vorrei Miti e leggende della Valle della Limentra.»
«Il segreto del lavatoio pubblico sito in piazza San Lorenzo!»
«Le monache crocifissine e le loro abitudini sessuali!»
«Artropodi e Anellidi nelle antiche dimore pistoiesi…»

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Ti senti bene?

Ibam forte via Sacra, come al solito immersa nelle mie fantasticazioni, quando vedo venirmi incontro una piccola compagnia: una donna bionda dall’aspetto giovanile con due ragazze adolescenti. Il viso della donna mi è familiare, ma non saprei dire chi sia, intanto la mia attenzione si sofferma su una delle due ragazze, che cammina appoggiandosi alle stampelle. Si sarà rotta un piede? Guardo lei, alla mia sinistra, e non mi accorgo che dritta davanti a me procede l’altra ragazza, che, arrivata a due centimetri dalla mia faccia mi rivolge un ironico:
«Buongiorno! Non dirmi che non mi hai riconosciuta!»
Ma certo! È Stella, la mia nipotina.
«Stellina, cosa fai da queste parti?»
«Sono uscita da scuola» risponde indicando alle sue spalle il glorioso liceo Forteguerri, che anch’io a suo tempo ho frequentato «e la mamma di questa mia amica mi dà un passaggio a casa. Zietta… ti senti bene?»

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Piroetta

I miei amati stivaletti comprati nel lontano 2015, quelli neri con la banda elastica laterale stile anni ’70, hanno esalato il loro ultimo respiro. Previdente, però, ne avevo comprato degli altri, molto più fighi, rossi, col tacco notevolmente più alto, però comodi, comodissimi. È indossando queste meraviglie che me ne vado a piedi alla biblioteca San Giorgio, dove Claudio Magris sarà insignito del Premio Ceppo International. Ecco, lo dicevo, sono un po’ alti ma il tacco è largo e ci cammino beniss… oooh… improvvisamente mi manca il terreno sotto i piedi, scivolo a terra, abbranco istintivamente un lampione e gli faccio intorno una bellissima piroetta prima di accasciarmi al suolo. Eppure ci camminavo così bene…

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