Non ti ci porto più

Sono entrata nella sala della Biblioteca delle Oblate, a Firenze, come finalista del Premio La città sul ponte e ne sono uscita tale e quale, con in mano una finta pergamena decorata da finte miniature sulla quale era scritto in bei caratteri il mio nome preceduto da quell’attributo oltraggioso: finalista. Non voglio fare commenti, ma cedo volentieri la parola alla mia amica Susanna Rosso, la scrittrice obesa, che mi ha accompagnata.

«Be’, che c’è? Non avrai mica creduto per un solo momento che avresti vinto! Non ti sarai per caso cullata nell’illusione di ottenere il primo premio, o magari il secondo, anche il terzo, to’, o almeno uno dei premi della giuria? E sì che di anni sulle spalle ne hai, e anche di esperienza, mi pare! È già un miracolo che tu sia rientrata tra i primi dieci, su ottanta romanzi che avevano partecipato. Non capisco nemmeno come sia stato possibile. Non perché il libro non sia bello, non ho detto questo, so bene quanto siamo suscettibili noi scrittrici. Non hai sentito quello che diceva la signora giurata? A ogni premiato che chiamava per nome le si dipingeva un sorriso su quella faccia a patata che si ritrova. “Ecco una nostra vecchia conoscenza… questo autore ha già vinto il nostro concorso nelle ultime quattro edizioni… la scrittrice qui presente si è qualificata oggi in tre diverse sezioni…” Premiano sempre gli stessi, l’hai capito? È tutta una congrega…»

«Ma Susi, il ragazzo che ha vinto il primo premio… quello non era certo una vecchia conoscenza per la giuria!»

«Già, e con che romanzo ha vinto? Avventura. Azione. Mozzafiato, colpi di scena, tutti gli ingredienti che posso immaginare a occhi chiusi. Ti sembra letteratura, questa? E ringrazia Dio che non c’era un fantasy tra i premiati, se no giuro che mi sarei alzata…»

No, io la Susi non ce la porto più alle premiazioni. Prima e ultima volta, lo giuro.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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22 risposte a Non ti ci porto più

  1. GianniPetta ha detto:

    Ma la Susi ha ragione, ne ho visto e seguito troppe di queste robe per non capire come funziona.

  2. wwayne ha detto:

    Il pregiudizio di Susanna è molto radicato nel mondo della cultura: infatti è convinzione diffusa che i romanzi pieni d’azione siano per definizione di serie B, e che neanche il migliore di loro possa aspirare ad essere definito vera letteratura.
    Tale pregiudizio investe non solo i libri di questo tipo, ma praticamente tutti i libri che appartengono ad un genere ben specifico, sia esso il giallo, l’horror o il romance. E infatti perfino Stephen King, che pure è un grandissimo scrittore, viene da molti considerato un semplice scribacchino con il gusto dell’orrido, che piace solo perché tanti lettori condividono questa sua predilezione. Per i più snob il solo fatto che piaccia è la prova che Stephen King non è un bravo scrittore, perché ai loro occhi la letteratura alta è sempre roba per pochi, quindi se il volgo ti apprezza è segno che vieni dalla melma e il tuo romanzo è melma anch’esso.
    Lei non arriva a questi livelli, ma un pochino si lascia influenzare da questa mentalità: ricordo ad esempio una nostra conversazione in cui ammise di ritenersi incapace di leggere un romance, è più forte di lei. Io invece non ho preclusioni di nessun tipo: al contrario, ho il pregiudizio opposto, perché ritengo che i libri cosiddetti d’evasione (siano essi gialli, horror o romance) spesso siano di gran lunga migliori della letteratura cosiddetta di serie A, quella che viene considerata imprescindibile per qualsiasi programma scolastico. E lo dico con cognizione di causa, dato che su quella letteratura di serie A ci lavoro tutti i giorni.
    Potrebbe dirmi titolo e autore del romanzo che ha vinto, per favore?

    • marisasalabelle ha detto:

      Come ho scritto sopra, quello che ho riportato è il parere di Susanna, non il mio! Il vincitore è risultato essere un giovane, Luigi Calisi, col romanzo “Il mondo finisce all’orizzonte” edito da libro/mania. Non ho nulla contro i romanzi di avventura, solo che non ne sono una fan: Susanna ha parlato con l’amarezza che la contraddistingue in ogni circostanza e con la delusione per il fatto che io, la sua creatrice, non sia arrivata in vetta alla classifica!

  3. Evaporata ha detto:

    E’ sempre utile andare a vedere chi e che tipo di scritti hanno vinto nelle edizioni precedenti per capire se conviene o no partecipare con i nostri lavori.

  4. Per me la Susy ha già vinto! Cara Marisa il tuo libro è semplicemente bellissimo! Presto ne parlerò sul blog, e credimi che non avrò abbastanza parole per descrivere quanto ne sono rimasta affascinata, complimenti

  5. marisasalabelle ha detto:

    Grazie mille, Loredana, avevo già notato su Facebook che avevi apprezzato l’Obesa… grazie anticipate per la recensione che aspetto con ansia!

  6. Kikkakonekka ha detto:

    “io la Susi non ce la porto più alle premiazioni”

    anche perché rischia di papparsi tutto il buffet

  7. Paolo Popof ha detto:

    Ciàh, adesso te lo do io un premio.
    Da qualche giorno sulla mia pagina di Cheess.com appare la pubblicità de “L’ultimo dei Santi”, invece Susanna non appare più.
    Qual è il premio? L’essere stata selezionata dai popout 😉
    PS: nel post precedente non ho commentato, non mi piacciono i concorsi.

  8. Enri1968 ha detto:

    Ma dai, viva la Susi.
    😉

  9. Paolo Popof ha detto:

    Cara Lorella Giannini,
    ho appena finito di leggere il tuo racconto, perché sia chiaro sei tu che l’hai scritto con lo pseudonimo di Marisa, e voglio semplicemente chiederti una cosa: adesso che sappiamo quasi tutto della Susi, quando ti deciderai a far pubblicare “Stagioni”?

  10. marisasalabelle ha detto:

    Ti sbagli, Paolo, io non sono Lorella, sono direttamente la Susi! E in effetti un romanzo intitolato Stagioni l’avevo scritto, tanti anni fa, è stato uno dei miei primi tentativi, ma non lo pubblicherò mai perché è letteralmente una ciofeca! 😀

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