New morality

La nuova moralità non riguarda più i comportamenti sessuali, se l’hai fatto fuori o dentro il matrimonio, se hai usato il preservativo, se prendi la pillola, se indulgi a quello che quando ero bambina era chiamato “il vizio solitario”. Certo, a condizione che tu sia etero, perché per molti l’omosessualità è ancora un tabù. La nuova moralità non si interessa nemmeno del fatto che tu dia a Cesare quel che è di Cesare o che paghi la giusta mercede ai lavoratori. La nuova moralità ha come oggetto solo e soltanto il rispetto delle norme anticovid.

«Ho visto l’Adelina! Santo cielo, che scandalo!»

«Perché? Cosa faceva?»

«Era senza la mascherina!»

«Nooo, non ci posso credere. E così… davanti a tutti?»

«In mezzo alla strada, ti dico! Del resto, Giampaolo…»

«Dimmi, dimmi!»

«L’ho incontrato al bar… si era scoperto la bocca per bere il caffè e… mio Dio, non riesco a dirlo!»

«Forza! Che sarà mai?»

«Ha starnutito!»

«Per la miseria! Questa è grossa davvero! Ma hai saputo della Fedora?»

«Cosa?»

«Ah, è davvero uscita di testa! E io che la consideravo una donna perbene!»

«Che ha fatto?»

«Esce di casa tutti i giorni!»

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Compleanno

Quando compì un anno, il bambino, dopo aver soffiato sulla candelina, diede due colpetti col cucchiaino al biberon per richiamare l’attenzione, si schiarì la voce e disse:

«Cari papà e mamma, carissimi nonni, desidero innanzitutto ringraziarvi per questa bella festa di compleanno. So che siete un po’ preoccupati perché fino a oggi non ho detto mezza parola, ma in verità so parlare da molto tempo, ed è solo per non tediarvi con inutili discorsi che finora ho mantenuto un certo riserbo. Bando alle ciance, ora, e favoritemi un pezzetto di quell’ottima torta!»

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Chiarimenti

A completamento del mio post di ieri, critico verso le improvvide esternazioni di Giovanni Gozzini, desidero aggiungere alcune osservazioni che mi sono venute alla mente in seguito a commenti che ho letto in rete riguardo a questo increscioso episodio.

  1. Ho criticato duramente le parole di Gozzini ma questo non significa che io “solidarizzi” con Giorgia Meloni, dalla quale mi separano anni luce.
  2. Leggo su Huffington post che Giorgia, nella sua magnanimità, avrebbe commentato: «La violenza verbale è ammissione di inferiorità.» Sono contenta che se ne sia resa conto. D’ora in avanti cerchi di evitarla anche lei.
  3. A tutti coloro che invocano per Gozzini l’espulsione dall’Università, la gogna e magari la pena di morte, dico: datevi una calmata!
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Gozzini

Giovanni Gozzini, io l’ho conosciuto più di dieci anni fa, nel 2010, quando frequentai il corso per gli accompagnatori degli studenti al viaggio ad Auschwitz e Cracovia col Treno della Memoria. Un uomo di grande cultura, esperto della Shoah, sensibile alle discriminazioni e a ogni forma di razzismo.

Recentemente, in occasione del centenario della nscita del PCI, ha pubblicato insieme a Marcello Flores un libro, Il vento della rivoluzione, che ho prontamente comprato, anche se non l’ho ancora letto.

In nome di Dio, perché Giovanni Gozzini ha sentito il bisogno di apostrofare Giorgia Meloni, dalla cui posizione politica e dai cui modi alquanto rozzi mi sento assolutamente lontana, con i seguenti epiteti: pesciaiola, vacca, scrofa? Per la gioia dell’amico wwayne mi vedo costretta a difendere Meloni da un attacco così volgare, ancorché pronunciato con la sofisticata intonazione fiorentina delle classi alte. Esistono tanti modi per manifestare dissenso, Gozzini dovrebbe saperlo.

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Il miracolo della vaccinazione

In quel tempo, il Presidente Draghi salì sulla montagna per parlare alla folla, che in grande assembramento si era riunita per ascoltarlo.

«Presidente, il popolo vuol essere vaccinato», gli dissero i suoi discepoli.

«E noi li vaccineremo.»

«Presidente, abbiamo solo cinque fiale di Pfizer e due di Astrazeneca.»

«Andate in mezzo alla folla e vaccinate.»

I discepoli andarono tra la folla e vaccinarono tutti i presenti, e alla fine avanzarono  dodici ceste di Pfizer e altrettante di Astrazeneca.

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Pensieri sparsi e inconcludenti

  1. Non si doveva andare a votare per non consegnare il Paese alle destre. Io, che certo non sono di destra, sono dell’idea che alla fine, prima o poi votare dovremo, e  se la maggioranza delle persone è orientata a destra, a me certo dispiace,  ma non ci si potrà far niente. In ogni caso l’unico risultato per ora raggiunto è che la destra siede allegramente al governo e che Salvini ha già iniziato a darsi da fare.
  2. Questo governo, che secondo la simpatica Giorgia Meloni è “di estrema sinistra”, è stato approvato in Senato da una destra più numerosa dell’annacquata sinistra.
  3. Un lettore scrive a Corrado Augias commentando il discorso di Draghi al Senato: bello, interessante, ma molto vago. Augias gli risponde che certamente le sofferenze che ha dovuto affrontare in questo anno così difficile impediscono al lettore di vedere con chiarezza gli elementi programmatici e la “visione” contenuti nel discorso del Presidente del Consiglio. Si sa, il Covid crea la cosiddetta “nebbia cognitiva” anche in chi non l’ha avuto!
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Necrologio

C’è stato un periodo, all’incirca nei primi anni Duemila, che il 17 febbraio qualcuno pubblicava su Repubblica il necrologio di Giordano Bruno. E ogni 17 febbraio io aprivo Repubblica in classe e coi miei alunni andavo alla pagina degli annunci mortuari per trovare la notizia della morte del filosofo. Poi, improvvisamente, quel qualcuno, chiunque fosse, smise di pubblicare il necrologio e noi restammo privi di quell’importante commemorazione.

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Tutta un’altra cosa

Si vede subito che il nuovo governo è tutta un’altra cosa dal vecchio. Con la sapiente e silenziosa guida di Mario Draghi tutte le ostilità sono cessate, tutti i dissapori sono svaniti. Vanno tutti d’amore e d’accordo, e guai a chi osa commentare, o peggio, criticare l’operato di un collega. Per esempio: Speranza ha deciso di non permettere la riapertura degli impianti sciistici, nonostante non sia ancora stata dimostrata la connessione, che pure dev’esserci, tra lo sci e la diffusione della pandemia. Si sa che questa decisione ha causato dei disagi, ma qualcuno ne ha forse approfittato per polemizzare?  Tutti concordi, come un sol uomo. Solo Salvini, dall’opposizione… Ah, Salvini è al governo? E anche quell’altro che ha detto “è tutta colpa del governo” è al governo anche lui?

Il ministro dell’Istruzione, oltre a dimostrarci simpaticamente che sa parlare come un bambino di Io speriamo che me la cavo pur essendo un fine intellettuale, ha già detto che è pronto a riaprire tutte le scuole, mentre l’immancabile Ricciardi proponeva l’ennesimo lockdown totale con annessa chiusura delle scuole. Ebbene, qualcuno ha avuto da ridire? Sono sciocchezze, troveranno la quadra, come diceva Bossi.

Le donne al governo sono poche? Avete sentito le donne lamentarsene? Ci sono tanti di quei posti vacanti per le pulizie, ai ministeri: le donne sanno sempre adattarsi e si sono già armate di stracci e spazzoloni.

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Pasticche

La statina per il colesterolo

La pasticca contro il reflusso esofageo

La vitamina D per le ossa

Il magnesio per il cristallino disgregato

E la mia pillolina magica per dormire

(E non prendo la pasticca per la pressione perché l’ho sempre avuta sotto i piedi)

Una volta a Londra, al British Museum, c’era un’esposizione temporanea. Avevano disposto su un tavolo, in due file parallele, i medicinali che nel corso di tutta la vita aveva preso una coppia, di cui il marito a un certo punto si è ammalato di tumore, mentre la moglie era sostanzialmente sana, solo con qualche acciacco dell’età. Be’, le due file avevano la stessa lunghezza.

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E vai!

No, dai, a me il governo Draghi piace un casino! Prima di tutto è un governo femminista: ben 8 donne su 23 ministri, roba da matti! Chi l’avrebbe mai creduto? Poi, un governo molto vicino al Sud: solo nove ministri sono lombardi, per non parlare dei veneti e dei rappresentanti delle altre regioni settentrionali: pensate che sono solo il 75% del totale, una percentuale veramente esigua. Comunque per fortuna ben 8 ministri sono tecnici, tutti gli altri sono politici, d’accordo, bisognava pur accontentare tutti, ma Draghi e Mattarella hanno veramente dato il massimo scegliendo i migliori in assoluto: Brunetta, Gelmini, Giorgetti…

In ogni caso, i tecnici sono davvero delle punte di diamante. Pensate che alla transizione ecologica hanno messo Roberto Cingolani, che al termine di una brillante carriera è approdato a Leonardo, una delle nostre migliori aziende, specializzata nella produzione di armi. Davvero l’uomo giusto al posto giusto! E Marta Cartabia, finalmente una donna moderna e di mentalità aperta: antiabortista, antigay, paladina della famiglia tradizionale. Con lei siamo davvero al sicuro…

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