Perle di saggezza

Ma chi è questa signora Cassazione, che vuol sempre aver ragione lei? Io non la conosco, non le do il minimo credito. Figuriamoci, dovrei credere che Marino non ha commesso reati solo perché lo dice questa tale Cassazione. Ma chi è? Si dia una calmata! Uno vale uno, non lo sa?
Stefano Cucchi? A me quel carabiniere lì, quello che ha testimoniato, non me la dice giusta. Come se non lo sapessimo tutti che Stefano Cucchi è morto perché era un anoressico e un tossico. E io dovrei chiedere scusa? Ma per cosa?
Sfilare con gli ex partigiani e coi comunisti per il 25 aprile? Ma che scherziamo? Per me, è un derby come un altro: fascisti-comunisti, Barcellona-Real Madrid, Inter-Juve. Vinca il migliore!
Ho detto che sarebbe stato un anno bellissimo? Be’, scherzavo! Ma che permalosi che siete! Senso dell’umorismo zero!

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Solo un’impressione

Un gruppo di ebrei fuggiti da un campo di concentramento vaga per l’Europa. Nessuno viene loro in soccorso, sebbene sia risaputo quale rischio corrano se rintracciati dai tedeschi. E infatti, nell’omertà generale, questo avviene, e il governo italiano diffonde un comunicato stampa: «Ebrei finalmente in salvo, affidati alle cure dei nazisti.» Sembra la trama di un film, no? Un film drammatico sulle nefandezze del nazismo e sulla colpevole complicità di governi, mezzi di comunicazione, opinione pubblica. Ora proviamo a cambiare qualche parola. Al posto degli ebrei ci mettiamo i profughi, al posto dell’Europa il Mediterraneo, al posto dei nazisti i libici. Vi sembra di averlo già sentito? Ma no, è solo un’impressione.

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Insolite richieste

«Buongiorno. Sto cercando un libro sulle gore di Pistoia. Ce l’avete?»
Mai avrei pensato che esistesse un libro sulle gore di Pistoia, ma diligente avvio delle ricerche e la risposta è sì, il libro esiste, ma non è in commercio.
«Il volume che desiderava è fuori commercio, non sono riuscita a trovarlo sui siti di compravendita di libri usati e nemmeno l’editore ne ha più una copia, ma ce n’è una in biblioteca.»
«Mi scusi, avete per caso Pistoia da mangiare?»
«Abbiamo Cibi tipici della cucina pistoiese, Usanze alimentari del territorio, Se non è zuppa è pan bagnato…»
«No, no, cercavo proprio Pistoia da mangiare, mi dispiace!»
«Pronto? Cerco Anfibi, rettili e mammiferi della montagna pistoiese.»
«Vorrei Miti e leggende della Valle della Limentra.»
«Il segreto del lavatoio pubblico sito in piazza San Lorenzo!»
«Le monache crocifissine e le loro abitudini sessuali!»
«Artropodi e Anellidi nelle antiche dimore pistoiesi…»

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Ti senti bene?

Ibam forte via Sacra, come al solito immersa nelle mie fantasticazioni, quando vedo venirmi incontro una piccola compagnia: una donna bionda dall’aspetto giovanile con due ragazze adolescenti. Il viso della donna mi è familiare, ma non saprei dire chi sia, intanto la mia attenzione si sofferma su una delle due ragazze, che cammina appoggiandosi alle stampelle. Si sarà rotta un piede? Guardo lei, alla mia sinistra, e non mi accorgo che dritta davanti a me procede l’altra ragazza, che, arrivata a due centimetri dalla mia faccia mi rivolge un ironico:
«Buongiorno! Non dirmi che non mi hai riconosciuta!»
Ma certo! È Stella, la mia nipotina.
«Stellina, cosa fai da queste parti?»
«Sono uscita da scuola» risponde indicando alle sue spalle il glorioso liceo Forteguerri, che anch’io a suo tempo ho frequentato «e la mamma di questa mia amica mi dà un passaggio a casa. Zietta… ti senti bene?»

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Piroetta

I miei amati stivaletti comprati nel lontano 2015, quelli neri con la banda elastica laterale stile anni ’70, hanno esalato il loro ultimo respiro. Previdente, però, ne avevo comprato degli altri, molto più fighi, rossi, col tacco notevolmente più alto, però comodi, comodissimi. È indossando queste meraviglie che me ne vado a piedi alla biblioteca San Giorgio, dove Claudio Magris sarà insignito del Premio Ceppo International. Ecco, lo dicevo, sono un po’ alti ma il tacco è largo e ci cammino beniss… oooh… improvvisamente mi manca il terreno sotto i piedi, scivolo a terra, abbranco istintivamente un lampione e gli faccio intorno una bellissima piroetta prima di accasciarmi al suolo. Eppure ci camminavo così bene…

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Zoro

Qualcuno dei lettori di questo blog si ricorda di Diba (https://marisasalabelle.wordpress.com/?s=Diba),
il mio alunno alla scuola di italiano di Vicofaro, che voleva sposare una delle mie figlie? Be’, è rimasto simpatico anche a Zoro!

zoro

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Il dito e la luna

Se c’è un caso in cui il detto «quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito» si rivela drammaticamente veritiero, è quello del ragazzo Simone di Torre Maura e del suo romanesco verace. Sui profili Facebook e Twitter di alcuni scrittori è possibile leggere post e commenti da brivido. A partire da Elena Stancanelli, che non ha nulla da dire sul confronto tra Simone e il neofascista, se non rammaricarsi per il fatto che il ragazzo quindicenne, a suo dire, non è capace di parlare italiano. Niente su ciò che ha detto, se ha avuto ragione o torto, se ha combattuto una buona battaglia o ha soltanto voluto avere il suo quarto d’ora di celebrità: no, l’unica cosa che ha colpito l’esimia scrittrice è la (presunta) incompetenza in lingua italiana di quello che chiama con un certo sussiego “pischello” e che a malapena ha gratificato di un paternalistico “per carità che gli vuoi dire, coraggioso…”
Seguono a ruota commenti, alcuni sul merito, sul contenuto della conversazione, altri, invece, inspiegabilmente, sulla lingua usata dal ragazzo: è possibile che il suo “scivolamento” nel dialetto sia stato intenzionale? A quale codice o sottocodice linguistico ha fatto riferimento? Si è forse intenzionalmente riferito ai pasoliniani “ragazzi di borgata”? In questo caso il dialetto da lui usato può essere inteso come una citazione? E intanto i fascisti continuano a prosperare, i rom vengono cacciati chissà dove, la deriva italiana si fa sempre più marcata, ma l’importante è stabilire quando e come sia lecito usare il dialetto…
Intanto io, per non saper né leggere né scrivere, ho bandito dai miei contatti su Facebook una signora che ieri mi ha contestata duramente sull’argomento, sia sul mio profilo che in forma di messaggio privato, cui ho replicato civilmente portando le mie ragioni, rispetto alle quali non ha saputo escogitare altra risposta che l’invito a prendermi i rom a casa mia.

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I piccoli

Sono i piccoli. Sono loro che forse ci salveranno. Sono i ragazzini, i teenagers. Greta con le treccine, che da sola ha iniziato una battaglia contro il mutamento climatico e si è tirata dietro migliaia e migliaia di altri ragazzini. I ragazzi del bus in fiamme, quelli italiani e quelli senza cittadinanza, che coraggiosamente sono riusciti a salvare se stessi e i propri compagni. Simone di Torre Maura, che non ha avuto paura di confrontarsi con un capoccia di CasaPound e nel suo colorito romanesco gliene ha dette quattro.
La cosa incredibile è l’astio che questi giovanissimi hanno ispirato a certe teste di cavolo. Greta è un personaggio da film horror, con quegli occhi fa paura, è pagata dalle multinazionali, le treccine sono finte. Adam e Rami se vogliono rivendicare qualche diritto devono farsi eleggere in Parlamento, altrimenti zitti. Simone alla sua età non parla ancora italiano, è una vergogna.
State attenti a dargli addosso, la nostra unica speranza risiede in loro.

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Cari amici del terrazzino

Tornare a casa dalla libreria è una piacevole passeggiata di circa un quarto d’ora. Piacevole, ma non oggi, che proprio appena metto il naso fuori mi sorprende una specie di nubifragio, con un ventaccio che quasi mi porta via e una pioggia obliqua che mi infradicia gambe e piedi, nonostante l’ombrellino da cinque euro che reggo con due mani e che per miracolo non si rovescia con effetto Mr Banks (per chi non fosse un cultore di Mary Poppins, Mr Banks è il padre dei bambini, che a causa del loro comportamento sovversivo viene degradato con lo strappo del garofano dall’occhiello, lo sfondamento della bombetta e il rovesciamento dell’ombrello).
Cari amici del terrazzino, mi sa che siamo chiusi anche oggi.

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Che stagione

Oggi piove. Viziati da una primavera calda e soleggiata, siamo ripiombati nel più tetro inverno. Dal giornalaio due anziane si lamentano:
«Che stagione!»
Come, che stagione, verrebbe da replicare, se fino a ieri splendeva il sole, ma bisogna sapere che i pistoiesi quando usano questa espressione intendono riferirsi a un periodo di maltempo, durasse anche solo un giorno o due.
«Che stagione!» ripete la signora, e l’altra commenta:
«E sa’, dicono che andrà avanti così tutto il mese.»
«Tutto il mese? O chi l’ha detto?»
«Eh, ‘un me lo ricordo chi l’ha detto, ma qualcuno me l’ha detto.»
«Anche per Pasqua?»
«Anche per Pasqua! Che poi quest’anno vien proprio a fine mese.»
«Già! Il 24, mi pare.»
«O il 20…»
«Il 21» intervengo. «Quest’anno Pasqua è il 21 aprile.»
«Il 21, eh? O se mi pareva…»

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