Mi fa impazzire

Io non sono antivaccinista. Anzi, sono vaccinata. E tuttavia ho dei dubbi, perché sono un essere umano e il buon Dio o l’evoluzione della specie mi hanno fornita di un certo quantitativo di una materia molliccia e grigiastra che viene comunemente chiamata cervello. Quindi so che i vaccini che ci stanno somministrando sono tuttora sperimentali, che stanno dando dei buoni risultati ma che hanno anche delle reazioni avverse, che non sappiamo nulla degli effetti a lunga durata e che stiamo assistendo recentemente a una risalita delle infezioni in alcuni Paesi dove la vaccinazione è stata massiccia. Ma tutto questo sono disposta ad accettarlo perché va così con tutti i farmaci e vaccini e perché forse questa è la migliore via d’uscita di cui disponiamo. Mi fa un po’ ridere chi dice che siamo già nel postcovid, o che in Italia i casi sono crollati grazie alle vaccinazioni, perché ricordo benissimo l’estate scorsa, quando i casi crollarono senza vaccinazioni per risalire con l’arrivo dell’autunno. Siamo proprio certi che non succederà anche fra tre mesi?

Ma la cosa che mi fa davvero impazzire è l’accanimento con cui in Italia (in altre nazioni no) ci si ostina a inoculare Astrazeneca a soggetti giovani, che l’esperienza e le raccomandazioni degli scienziati hanno più volte indicato come a rischio per questo tipo di prodotto: in particolare le giovani donne. Ora c’è una ragazza di 18 anni in coma e io mi domando: quante probabilità aveva questa ragazza di ammalarsi in modo grave, gravissimo di covid, fino a rischiare la vita, rispetto al rischio che ha corso facendosi somministrare un vaccino sconsigliato per il suo sesso e la sua fascia di età? Perché quando si parla di rischio-beneficio non ci si deve riferire alla popolazione in generale, ma ai casi specifici. Donna giovane, sana: rischio covid o rischio trombosi, coma, addirittura rischio morte?

«E’ te l’aveo detto di ‘un gliela dare l’Astra a quella figliola!»

«Ma se ce n’ho i magazzini pieni, a qualcuno la dovevo dare, no? Chi poteva immaginare che questa si sentisse male!»

Già: chi poteva immaginare?

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | 35 commenti

Correre

Un nuovo racconto su MasticadoresItalia. Buona lettura!

https://masticadoresitalia.wordpress.com/2021/06/08/correre-by-marisa-salabelle/

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Civiltà e barbarie

È spaventoso quello che è successo a Saman. Uccisa dai suoi stessi parenti, sotterrata in gran fretta, per non aver voluto sottomettersi a un matrimonio combinato. È terribile, non ci sono parole per commentare.

Ma per favore, basta col dire “uccisa perché voleva essere come noi occidentali” e “purtroppo esistono ancora nel mondo simili forme di barbarie”… perché cosa dovremmo dire delle donne italiane d.o.c. uccise dai loro mariti, ex mariti, fidanzati ed ex fidanzati per aver osato lasciarli o per essersi dimostrate un po’ troppo intraprendenti? E dei figli sterminati insieme a loro? Ah, già: la nostra cultura è superiore. Noi abbiamo la Costituzione! Non siamo mica dei selvaggi come loro…

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | 13 commenti

From Venice with love

A Venezia io ci sono stata tante di quelle volte che non credo di ricordarmele tutte. Per esempio non ricordo la prima volta che ci sono andata, immagino che sarò stata una ragazzina, forse con qualche zia, che io ho avuto la fortuna di avere delle zie giovani che mi portavano in giro di qua e di là. Ricordo una volta in gita scolastica con ragazzi delle medie, gli occhi spalancati per non perderli d’occhio, specialmente uno che pareva specializzato nello sgusciare tra le gambe delle persone e sembrava particolarmente incline a farsi un tuffo nel Canal Grande. Ricordo il Carnevale, con un casino di gente, maschere elegantissime, io con in pancia mia figlia Francesca. E una volta in treno con mia sorella e i nostri bambini, che in totale erano sette, un giorno grigio d’inverno, per fargli vedere la città meravigliosa. E un’altra volta circa 20 anni fa, anzi, forse 21 o 22, perché c’era mio cognato, che è morto nel 2001. Quella volta ci ho messo un punto: bellissima Venezia, ma troppa gente, troppo casino, impossibile godersela a quelle condizioni.

Ma qualche giorno fa, programmando una gitarella postcovidiana con mio marito, ho avuto un lampo di genio: andiamo a Venezia, ora o mai più. Ed è stata davvero un’idea geniale, modestamente. Due giorni di sole e clima estivo, le zone centrali e più turistiche affollate ma comunque vivibili, le zone meno centrali semideserte, piacevolissime da percorrere ed esplorare. Nonostante le tante visite, conoscevo solo in piccola parte la città: visite brevi, percorsi obbligati: vai a Venezia per la prima volta, vai con gli alunni, vai coi bambini: San Marco, Riva degli Schiavoni, Rialto… Invece stavolta abbiamo girato in lungo e in largo tutti i sestieri, abbiamo scoperto campi e chiese mai visti prima, abbiamo raggiunto la punta delle Dogana e la chiesa di Santa Maria della Salute, il cui profilo avevo sempre contemplato da lontano…

E poi vuoi mettere, posti le foto sul WhatsApp di famiglia e il figlio minore ti risponde: Siete a Venezia? Io ci vado domani! E così hai la gioia aggiuntiva di offrire il pranzo a lui e al suo amico.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 8 commenti

C’è del marcio

Viva la Danimarca, il paese dove tutti sono bianchi e rosei, coi capelli biondi e gli occhi celesti, il paese dove si vive felici e si è inventata la hygge. Che cos’è la hygge? Ma è la capacità di star bene, di coccolarsi con dolcetti e torte fatte in casa, di avvolgersi in un plaid caldo davanti al camino, di leggersi un buon libro, ma non uno che possa generare inquietudine, un libro rasserenante, che procuri gioia e benessere. Naturalmente per praticare nel modo migliore la hygge è meglio non avere intorno della gente sgradevole e miserabile, per esempio dei profughi, il cui colore non è bianco e roseo e le cui vicende personali non hanno niente a che fare con coccole e dolcetti. Perciò la Danimarca ha approvato una nuova legge grazie alla quale colloca profughi e richiedenti asilo in centri che siano situati in paesi terzi, fuori dai confini europei, fino a quando non sarà stabilito se abbiano o meno il diritto all’asilo: dopodiché, gli aventi diritto potranno essere accolti in qualche paese europeo purché non in Danimarca e gli altri saranno rispediti indietro. E i bravi danesi, che durante la seconda guerra mondiale furono una delle due nazioni in Europa (Danimarca e Bulgaria) a prendere apertamente posizione contro la Shoah, dimenticato quel loro glorioso precedente, potranno continuare a sorbire cioccolata calda e a gustare fette di torta fatta in casa.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 15 commenti

Buone notizie

Buone notizie. Luc Montagnier, biologo premio Nobel, famoso per aver scoperto il viris HIV, ha detto che tutti quelli che sono stati vaccinati contro SARS COV 2 moriranno entro due anni, che non c’è assolutamente niente da fare e che bisognerà prepararsi a cremare i corpi. Be’… due anni non sono pochi, in fondo. Comincio a programmare le cose che posso fare in questo ultimo scorcio della mia esistenza…

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , | 12 commenti

Euforia

Dopo un pesante inverno e una primavera piovosa, mi sento ritornata fanciulla in un mare di “prime volte”: la prima volta al mare, la prima volta a cena fuori, la prima volta in pizzeria con gli amici, la prima volta una gita a Venezia… Un pizzico di euforia, voglia di tornare a vivere.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | 13 commenti

Un italiano vero

Congratulazioni a Enrico Letta, il volto nuovo (si fa per dire) della sinistra (si fa per dire anche questo) che ha definito Matteo Salvini “un volto vero”. Matteo Salvini che bacia indifferentemente un rosario o un insaccato, Matteo Salvini che indossa tutte le uniformi che non ha diritto di portare, Matteo Salvini che consacra l’Italia alla Vergine Maria (a quale titolo, mi domando, e chi gliel’ha chiesto), Matteo Salvini che blocca (bloccava) navi piene di profughi per giorni e poi però non è colpa sua,  Matteo Salvini è “un volto vero”. Avanti così, Enrico, e sta’ sereno.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , | 15 commenti

A chi la spara più grossa

Siamo alle soglie di un nuovo boom economico, ha detto, senza vergogna, un uomo notoriamente morigerato e cauto nelle sue affermazioni come Renato Brunetta. La sua affermazione si aggiunge a “un milione di posti di lavoro” (Silvio Berlusconi), “un nuovo rinascimento” (Matteo Renzi) “sarà un anno bellissimo” (Giuseppe Conte) e via spacconando.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , | 18 commenti

Brescia

Oggi è l’anniversario della strage di Brescia, dove il 28 maggio 1974 otto persone sono morte e più di cento sono state ferite per una bomba collocata in un cestino della cartaccia. Erano perlopiù insegnanti che partecipavano a una manifestazione sindacale. Esiste un video nel quale si può sentire lo scoppio della bomba che interrompe le parole dell’oratore di turno.

Negli Ingranaggi dei ricordi il giovane Kevin cita quell’episodio. Sta riflettendo sull’attentato di Via Rasella, tra i cui artefici c’era anche il suo prozio Silvio, e pur essendo solidale coi partigiani, si interroga sul senso della violenza. Il carretto dello spazzino fatto esplodere al passaggio dei soldati della Bozen gli fa venire in mente il cestino della spazzatura di Piazza della Loggia.

“Ora che le cose le so meglio, e mi rendo conto di quante bufale siano circolate e continuino a circolare intorno a quei fatti, paradossalmente ho più dubbi di prima. Cioè, con la testa do ragione agli attentatori, so bene che il timore di una rappresaglia non deve distogliere da un’azione ritenuta giusta e necessaria, ma mi vedo davanti agli occhi quella strada in salita con la colonna dei soldati in marcia, la bomba nel carretto della spazzatura, e mi viene in mente il cestino della cartaccia in Piazza della Loggia, a Brescia. In rete è possibile trovare un audio del momento dell’esplosione: c’era un comizio, a Brescia, e per questo nella piazza c’era tanta gente. Nel frammento di audio si sente il sindacalista parlare e a un tratto, bum! La bomba che esplode. Lo so, è diverso. Allora c’era la guerra… Ma i terroristi non si sentono forse in guerra? I terroristi islamici, per esempio, non sono in guerra contro l’Occidente? Del resto, noi occidentali di guerre dalle loro parti ne abbiamo portate più che abbastanza…”

Gli ingranaggi dei ricordi, un libro buono per ogni circostanza. Come del maiale, non se ne butta via nulla.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , | 6 commenti