Vagone ristorante

«Che bella idea questo viaggio in treno! E in un vagone di lusso, elegantissimo! Sembra quasi di essere sull’Orient Express…»

«Ordiniamo qualcosa , così mangiamo un boccone mentre discutiamo della nostra missione a Kiev. Tu cosa prendi, Mario?»

«Spaghetti allo scoglio.»

«E tu, Olaf?»

«Oh, io gradirei dei wurstel con crauti e senape. Emmanuel, tu cosa ordini?»

«Rane fritte, per me. E ora vediamo: cosa dobbiamo dire a Volodia?»

«Che siamo dalla sua parte, ça va sans dire.»

«Che noi siamo per la pace.»

«Ovvio. Ma attenzione: dev’essere Volodia a decidere che pace vuole. Come sono gli spaghetti, Mario?»

«Squisiti. Perfettamente al dente. E le tue salsicce, Olaf?»

«Deliziose.»

«Qualcuno gradisce un cosciotto di rana?»

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Passi

Un miniracconto su Masticadores Italia

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La prima recensione

E così… girottolavo tra i miei blog preferiti… e mi sono trovata davanti questo! La prima recensione per Il ferro da calza… a cura dell’eccellente Pina Bertoli sul suo blog Il mestiere di leggere

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Qualche data

Primi appuntamenti per la presentazione del Ferro da calza

Mercoledì 22 giugno, libreria Civico 14, Marina di Pisa, ore 18.30

Giovedì 23 giugno, libreria Lo spazio, Pistoia, ore 18

Due appuntamenti nel corso della tre giorni Passaggi d’Appennino, a Monzuno (BO): sabato 25 giugno Panchina parlante alle ore 17.30; domenica 26 dalle 9.30 alle 11 rassegna Domenica in giallo

1 luglio alle 18 nel corso del festival Passi Paesi Parole, a Fivizzano

27 luglio alle 9.45 a Montecatini Terme, all’interno della rassegna Biblioterme, Stabilimento Il Tettuccio

Altri incontri estivi a Cogne, Torri, Firenze ancora da definire

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Abraham Yehoshua

Ieri è morto Abraham Yehoshua, uno scrittore che ho amato molto. Soprattutto ho amato la sua grande capacità innovativa: il racconto a più voci, la differenziazione delle voci, il mimetismo, mi hanno insegnato molto: nel mio piccolo, mi sono ispirata a lui per scrivere i miei romanzi con voci narranti multiple, come Gli ingranaggi dei ricordi e altre robe che non conoscete perché non le ho ancora pubblicate o forse non le pubblicherò mai. I suoi libri più belli per me son L’amante e Un divorzio tardivo, proprio per le caratteristiche che ho appena descritto; ci sono poi romanzi più tradizionali, e ce n’è uno, Il signor Mani, che è costituito unicamente da una serie di telefonate delle quali però conosciamo solo una parte, quella del personaggio che parla, ma non abbiamo a disposizione le risposte del suo interlocutore. Lo sperimentalismo in letteratura a volte può essere fine a se stesso ma non nel caso di scrittori del calibro di Yehoshua. L’unica delusione da lui l’ho avuta leggendo la sua ultima opera, La figlia unica, un raccontino didascalico molto semplificato, tanto da farmi pensare che si tratti di un libro per ragazzi. Chissà se l’ha scritto veramente lui o qualche ghostwriter. A parte questo, un autore grandissimo: chi non lo conoscesse, provi ad avvicinarlo, magari cominciando da L’amante, di cui esiste anche una bella versione cinematografica.

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I risultati

Pomeriggio di passione, quello di ieri alla sede del comitato elettorale. Fin dai primi dati che arrivavano dalle sezioni già scrutinate il risultato finale si delineava netto. Spoglio lentissimo, concluso in tarda serata, pare a causa della nuova e inesperta infornata di scrutatori e presidenti di seggio, che in diversi casi non sono riusciti a cavare un ragno da un buco. Tanto che dopo due ore a sentir leggere numeri, a vedere la solerte Elisabetta trascriverli su cartelloni preparati ad hoc e a commentare in tutte le salse possibili, mi sono arresa alla tentazione di un marito, una figlia, un nipote e una birra e me ne sono andata. Tanto era possibile seguire l’andamento degli scrutini dal sito del Comune.

Ecco quindi i risultati: Alessandro Tomasi, sostenuto da ben cinque liste, vince al primo turno con il 51,49%. Federica Fratoni, l’infelice scelta del PD, nonostante la bella presenza, i balletti sul palco e il quotidiano tormentone “In macchina con Federica”, ottiene il 28,32.Il 12,61 % è un ottimo risultato per il nostro Francesco Branchetti, l’unica vera sorpresa di questa campagna elettorale. Delle tre liste che lo sostengono, due non superano il 3%, mentre la lista Sinistra per Francesco Branchetti si attesta a poco più dell’8. Il che significherà, in base a calcoli troppo complicati per una letterata come me, due o tre consiglieri (in totale sono 32). Degli altri 6 candidati sindaci, solo uno, Iacopo Vespignani, supera il 3%: gli altri hanno percentuali da fame.

E la vostra affezionatissima? Non mi battevo per entrare in consiglio, offrivo solo il mio grazioso faccino e la mia manovalanza alla causa. E non entrerò in consiglio, il che mi conforta non poco, perché ritengo il lavoro di consigliera comunale estremamente palloso e non fatto per me. Con 53 preferenze sono tredicesima nella mia lista su 32 candidati e a un dignitoso 122° sui 572 candidati totali.

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La rappresentante di lista

Sono contenta che non mi abbiano chiesto di fare la rappresentante di lista perché è un lavoro palloso e soprattutto perché mi sarei sentita in imbarazzo a fare con il culo ciao ciao.

Ci credereste? Sono in ansia… Per colpa di quei cazzo di referendum falliti lo scrutinio inizierà solo alle 14. Sarà una dura giornata.

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Il colore rosso

Oggi, per andare a votare, mia madre ha indossato una camicetta rosso fuoco. Tanto perché non ci fossero dubbi.

Non starò mica violando il silenzio elettorale?

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Aria

Condivido con un giorno di ritardo il mio racconto del venerdì su Masticadores Italia. Questo testo ha una genesi particolare, perché mi era stato chiesto un racconto per un’antologia “sull’aria” che avrebbe fatto pendant con l’antologia I racconti dell’acqua uscita l’anno scorso per Aska edizioni. Io ho scritto questo, ma in seguito mi sono resa conto che non era adatto all’antologia, che voleva testi sull’aria della Toscana, possibilmente meno cupi, e quindi ne ho scritto un altro. Ma siccome del maiale non si butta via nulla, questo racconto, che non disconosco, l’ho proposto a Masticadores…

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Cassettaggio

Ultimo step della propaganda per le elezioni, il cassettaggio. La vostra affezionatissima, alla stregua di un qualunque disseminatore di volantini della Coop, percorre lemme lemme le strade del quartiere, recando una busta dalla quale estrae santini elettorali che infila nelle cassette della posta già traboccanti. Servirà questa azione umile e apparentemente superflua? Il volantino infilato a forza nella cassetta sarà letto o finirà direttamente nel bidoncino giallo della raccolta della carta? Riuscirà a smuovere un solo voto? Non importa. Il candidato, mosso da una fede incrollabile nella propria missione, adempirà al suo compito con diligenza, con pedissequa obbedienza, nel timore che il responsabile di questo settore della propaganda, che gli sta ai fianchi da giorni (A che punto sei col cassettaggio? Hai ancora volantini? E i fax simile delle schede?) gli faccia un cazziatone vedendolo inadempiente.

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