Manufatto

Fabrizio è un signore di più di ottanta anni, che vedo quasi tutti i giorni in centro, a piedi o in bicicletta. Lo conosco da molti anni perché è stato collega di mio marito al Copit, l’azienda di trasporti pistoiese, e perché ha partecipato per vari anni a un’iniziativa di accoglienza di ragazzi bosniaci, durante la guerra degli anni ’90, a cui ho preso parte anch’io. Qualche giorno fa mi ferma:

«Scusami, sai… so che tu sei una scrittrice… ho fatto un libro di ricordi della mia vita, mi piacerebbe fartelo leggere, così, tanto per sapere cosa ne pensi.»

«Certamente, portamelo pure, sai dove abito.»

Non passa qualche giorno ed ecco Fabrizio suonare il campanello. In mano ha una sportina: dentro c’è un’opera incredibile, un vero manoscritto, un malloppo di circa 150 pagine in formato A4, interamente scritto e rilegato a mano, con inserti fotografici e  una copertina verde di cartoncino bristol. Questo straordinario manufatto reca come titolo “Memorie e ricordi dal 1940 al 2022” e come ogni biografia che si rispetti inizia con la nascita del protagonista:

«Il sottoscritto *** Fabrizio nato il 18 luglio 1940 a Pistoia in via delle Belle numero 1…»

Non mi resta che iniziare la lettura.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Manufatto

  1. Kikkakonekka ha detto:

    Auguri.

    😀

    L’ho detto con ironia, ma alla fin fine la lettura sarà certamente interessante. Purtroppo, temo, la mano di uno non abituato a scrivere, potrebbe portare ad un racconto troppo in prima persona (vedi l’inizio). E potrebbe anche essere difficile dare consigli: potrebbe accettarli?
    Ma il contenuto sarà la chiave di tutto: potrebbe nascere una idea di libro a 4 mani.
    Le altre 2 saranno le tue, che plasmeranno l’argilla.

    • marisasalabelle ha detto:

      È un testo ingenuo, ci sono diversi errori ortografici, che comunque sono facilissimi da rimediare, ma è uno spaccato di vita, non solo personale ma anche cittadino, senza dubbio interessante. L’autore però non è interessato a una riscrittura.

      • Kikkakonekka ha detto:

        Lo stesso capita a me con mio padre (88enne) che a volte scrive qualche pagina di “memorie” o qualche “poesia”. Io non correggo nulla, lascio anche gli errori ortografici, perché è comunque bello così.

      • marisasalabelle ha detto:

        Hai ragione, su un certo tipo di testi non si deve intervenire, bisogna lasciarli come sono, con le loro ingenuità e i loro errori anche buffi (il mio amico scrive regolarmente “maganzino” invece che “magazzino”…)

  2. silviatico ha detto:

    … Non capita tutti i giorni di ricevere un tesoro a domicilio…

  3. Martina Fralu ha detto:

    Questi racconti sono da tenere come l’oro 🙂

  4. newwhitebear ha detto:

    un bel lavoro di confezione.

  5. alicespiga82 ha detto:

    Troppo interessante! Amo le storie di vita vissuta. Mi sono letta memorie, interviste, racconti… sto cercando di ricostruire la vita contadina sull’Appennino emiliano tra il 1930 e il 1970. Un lavoro da pazza… Va beh. Le storie ci scelgono. Non c’è nulla da fare.

  6. otherside ha detto:

    Scrivere un romanzo o un’autobiografia-romanzo non è esattamente la stessa cosa è non è nemmeno semplice: chi scrive su un blog credo debba farsene una ragione. Un testo sul cartaceo presuppone un mondo diverso. Ciò non toglie che una storia di vera vita vissuta possiede un suo valore specifico innegabile, portarla poi su un altro livello, quello letterario per intenderci, è un altro discorso. Mio padre era un grande affabulatore ma non scrisse mai fino ai suoi 91 anni nonostante io lo consigliassi di farlo da sempre. Naturalmente non mi ascoltò…però alla sua morte ho trovato un manoscritto suo che partiva dalla infanzia e finiva al suo matrimonio negli anni 50; è scritto decentemente ma immagino che passerò i prossimi 5 o 6 anni a riscriverlo per darlo poi a qualche editore. Sarà un dialogo a due tra interlocutori che non simpatizzavano, tra due generazioni abissalmente diverse, una prefascista e l’altra sessantottina.

    • marisasalabelle ha detto:

      Anche il manoscritto del mio amico andrebbe rielaborato se si dovesse provare a pubblicarlo, cosa che lui mi ha detto di non essere interessato a fare; al di là della loro qualità letteraria, le autobiografie “ingenue” sono interessanti perché ci raccontano uno spaccato di vita e di società : farai bene a lavorare sul testo che ti ha lascato tuo padre, ne verrà fuori certamente qualcosa di bello, che poi venga pubblicato o no

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