Trasferta

In trasferta per Campobasso, un venerdì mattina, accompagnati da una pioggia very hard, hard, sotto un cielo nero, privati dalla visione degli Appennini completamente nascosti dalle nuvole. Sono le 13.30 e ci fermiamo a Isernia: una città che ci appare assolutamente anonima, fatta di strade ortogonali indistinguibili l’una dall’altra. Il navigatore ci conduce alla stazione: cerchiamo un bar per mangiare qualcosa, un pezzetto di pizza, un panino, una focaccia. Entriamo in un locale affollato, immaginando che corrisponda alle nostre necessità. Scopriamo che si tratta di una pasticceria.

«Avete qualcosa di salato?»

«Salato? Nooo!»

Attraversiamo la piazzetta e entriamo in un bar assai meno attraente, pensando che comunque un panino col salame lo troveremo. Invece hanno solo alcuni tramezzini preconfezionati che non ci attirano per niente.

«Andiamo al buffet della stazione: lì sicuramente troveremo qualcosa da mettere sotto i denti.»

Macché: al buffet della stazione hanno solo merendine confezionate e buste di patatine. Lasciamo Isernia indignati e affamati. Alle due e mezzo siamo a Campobasso: serrande abbassate, negozi chiusi, bar e ristoranti non pervenuti. Finalmente troviamo una botteguccia dove un ragazzo molto cordiale serve tranci di pizza al banco. Non piove più e, soddisfatti i nostri bisogni alimentari, ci avviamo verso l’albergo: in pieno centro, diceva la brochure, ma il navigatore ci porta in una stradina periferica e deserta. Dopo aver girato a vuoto per un po’ (Non può essere qui! Avremo sbagliato!) finalmente lo troviamo: è bello, direi lussuoso, e veniamo accolti con grande gentilezza. In un quarto d’ora, a piedi, si arriva al luogo del convegno cui devo partecipare. Spero solo che prima dell’incontro nessuno mi uccida conficcandomi un ferro da calza nella schiena…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Trasferta

  1. wwayne ha detto:

    Io visitai Isernia negli ultimi giorni del 2018. Mi piacque non tanto per il posto in sé (comunque bellissimo), quanto piuttosto per il comportamento della gente: in qualsiasi locale io entrassi (che fosse un bar, un fruttivendolo o un negozio di alimentari) c’era sempre un gruppetto di persone a chiacchierare, e dalle espressioni allegre dei loro visi era evidente che erano entrate lì non tanto per comprare una mela o un pacco di pasta, quanto piuttosto per il gusto di passare del tempo insieme ai loro compaesani. A Isernia c’è un senso di comunità che in Toscana si è perso da tempo, e che io ho fatto appena in tempo a godermi prima che scomparisse, nei miei primissimi anni di vita: per questo vedere quelle scene mi ha riportato alla mia infanzia, quando anche nel mio paese si viveva a quel modo, e si aveva la sensazione di essere tutti parte di un’unica grande famiglia. Oggi invece non ci si conosce davvero neanche tra vicini di pianerottolo.
    Ricordo che ero stato io stesso a consigliarLe di visitare Isernia: mi dispiace apprendere che non Le è piaciuta, e dalle Sue parole ricavo l’impressione che sia peggiorata rispetto a quando la visitai io. Ma 4 anni fa, glielo assicuro, Isernia era davvero un Paradiso in terra.

    • marisasalabelle ha detto:

      Probabilmente il maltempo ha fatto la sua parte, oltre al poco tempo a disposizione, o magari ho visitato la parte meno interessante della città, ma ti assicuro che era davvero desolata…

  2. Saranno contenti del tuo giudizio quelli d’Isernia e di Campobasso.

    • marisasalabelle ha detto:

      Poveri, non intendevo offenderli… due città, una capoluogo di provincia, una di regione, che ho visitato solo per poche ore, ma che mi hanno dato un’impressione di desolazione. A Campobasso, nel centro della città, molti negozi erano chiusi, nonostante fosse un sabato pomeriggio, e abbiamo trovato un solo bar dove prendere un aperitivo, che ci ha offerto stuzzichini stanti…

  3. silviatico ha detto:

    Mi auguro che il convegno sia andatto meglio del viaggio…

  4. Kikkakonekka ha detto:

    Una importante testimonianza: il Molise esiste.

  5. newwhitebear ha detto:

    esporti il ferro da calza nel Molise. Non lo conosco e quindi prendo per buono quello che hai scritto.

  6. Speranza ha detto:

    Mi sono sempre chiesta com’è Campobasso. Nei ricordi di bambina, quando si leggevano le temperature in tv la maggior parte delle volte era “non pervenuta”.

    • marisasalabelle ha detto:

      Sono stata lì un pomeriggio e una notte, e il pomeriggio l’ho passato in gran parte dentro un centro congressi, perciò non ho visitato la città come avrei dovuto per poter formulare un giudizio, però anch’io l’ho trovata “non pervenuta”…

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