Il personaggio

Saverio Giorgianni è un personaggio che ho creato mentre scrivevo l’Efisia, il mio romanzo d’esordio, uscito nel 2015 col titolo L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu. L’Efisia era stato concepito inizialmente come un romanzo che percorre la biografia di una donna brutta, idealista e generosa ma con un pessimo carattere, afflitta per giunta da un cognome che in qualsiasi parte d’Italia suona inequivocabilmente sardo, ma che in Sardegna significa letteralmente “sporcaccione”. Nomina sunt omina, e la povera Efisia, prima di essere ammazzata, si comporta effettivamente da “sporcacciona”…

In seguito, per dargli un po’ di mordente e per inserire un elemento di alleggerimento, ho deciso di dare un po’ di spazio alle indagini e di trasformare la storia di Efisia in quello che io chiamo “una specie di giallo”, ma che in effetti si potrebbe considerare un noir.

Saverio entra in gioco come cronista della Nazione, incaricato di recarsi sulla scena del delitto a scattare qualche foto e a raccogliere informazioni per il quotidiano locale. Il nome gliel’ho dato in onore di un mio ex alunno che voleva diventare giornalista e che in effetti lo è diventato, il cognome l’ho preso da un amico d’infanzia di mio fratello, ma se avessi creduto che questo personaggio avrebbe proseguito il suo cammino da un romanzo all’altro forse ci avrei pensato più a lungo e ne avrei trovato uno che mi riempisse di più l’orecchio.

A Saverio avevo dato una fidanzata e poi gli avevo attribuito una passioncella per una giocatrice di basket dalle lunghe gambe e con la massima cattiveria gliele avevo fatte ingravidare entrambe. È stato per questo motivo che, una volta ultimata l’Efisia, ho sentito la necessità di dare un seguito alle vicende personali di Saverio: è così che il mio cronista è diventato suo malgrado protagonista di una serie di “gialli appenninici”. Lui si occupa infatti del caso dei tre anziani (più uno) morti in circostanze sospette a Tetti, minuscolo borgo appenninico dove è ambientato L’ultimo dei Santi; si interessa di un cadavere ritrovato tra le macerie della stazione della FAP (Ferrovia alto pistoiese, in attività nella prima metà del Novecento e poi smantellata) a Pracchia, un cold case che ho raccontato in una quindicina di pagine per l’antologia Prossima stazione Fornello (con una coda in un’altra antologia che deve ancora uscire); ancora lui si ritrova invischiato nella morte di Marianna Maffucci, attivista di Amnesty international, uccisa con un ferro da calza nel mio nuovo romanzo, che per l’appunto è intitolato Il ferro da calza. E vi assicuro che ho in mente almeno altri due delitti alla cui soluzione far lavorare il buon Saverio.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Il personaggio

  1. E noi aspettiamo di ritrovare quel piacione di Saverio all’opera

  2. newwhitebear ha detto:

    certi personaggi nascono per caso e poi hanno vita autonoma.

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