Cella infame

Avevo già scritto, molti anni fa, un post sulla “cella infame”, aula di punizione nelle soffitte della Pia Casa Conversini, un collegio per ragazzi poveri che ha accolto migliaia di giovani di Pistoia e dei dintorni per circa un secolo. Oggi su Masticadores Italia ne pubblico una versione più completa.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Cella infame

  1. zipgong ha detto:

    mai imbiancare i sepolcri…

  2. wwayne ha detto:

    Il ragazzo che ha citato nel post manifesta uno dei desideri più diffusi tra la popolazione umana di ogni tempo e luogo: l’aspirazione all’immortalità. Foss’anche un’immortalità effimera e in forma anonima, come quella garantita da un graffito sulla parete di un’aula.
    Tra l’altro anche nella mia scuola è passato un alunno che aveva quest’aspirazione: lo intuisco dal fatto che i suoi improperi, anziché scriverli a penna sul muro, li ha incisi con un taglierino su una lavagna che tuttora utilizzo per le mie lezioni. Sono rivolti tutti ad un ex professore del mio istituto, che di cognome faceva Latino: Latino cesso, Latino merda, Latino brucia…
    Va detto comunque che non sempre i graffiti riportano insulti, perché nella mia scuola vanno molto di moda anche quelli di argomento calcistico: ad esempio, un mio alunno milanista ha scritto Shevchenko sul retro della sua sedia. Una volta un mio collega lo buttò fuori di classe: lui accettò il provvedimento, ma insistette per portarsi la sedia in corridoio dicendo “La sedia di Sheva non la mollo neanche se mi sparano”. 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Incisioni rupestri, scritte sui muri, graffiti, intagli sui banchi e sul bordo delle lavagne… vogliamo per forza lasciare una traccia!
    Anche un mio compagno del liceo una volta fu buttato fuori di classe e pretese di portarsi dietro la sedia… non che ci avesse scritto nulla, era solo un gesto di disprezzo e di estrema insubordinazione verso l’insegnante

  4. Enzorasi ha detto:

    La scrittura è una forma di eternità?

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