Editori 3,4,5

Ultima puntata della miniserie Editori

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Editori 3,4,5

  1. wwayne ha detto:

    Il tizio ha detto che Lei doveva inserire una ricetta perché è uno degli “elementi che rappresentano una caratteristica della nostra Casa”, quando invece il vero motivo è che voleva scopiazzare Manuel Vázquez Montalbán, nella speranza di attirare qualche suo lettore. Forse intendeva dire che è tipico della sua casa editrice cavalcare il successo dei grandi giallisti ordinando ai propri autori di copiarne le idee.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Be’, ovvio. Da Vazquez Montalban in poi, inserire ricette di cucina nei romanzi e specialmente nei gialli è diventato un must. E pare che una buona fetta di pubblico le apprezzi! Io, personalmente, se voglio conoscere una ricetta me la cerco in un libro di cucina…
    Le ricette, i profumi, i consigli su come arredare la casa o ripiegare i calzini, le playlist: tutti ingredienti di certi romanzi di successo per lettori dalla bocca buona. Questo spiega come mai nessuno dei miei libri diventerà un best seller… a meno che non decida di inserirci le istruzioni per confezionare un bel maglione fatto ai ferri: potrebbe essere un’idea!

    • wwayne ha detto:

      E’ vero, anche le canzoni vengono spesso citate nei gialli. Guarda caso sono sempre canzoni amatissime da tutti, così a sentirle nominare il lettore farà un gran sorriso da un orecchio all’altro e si sentirà più propenso ad apprezzare il libro. Ma come ha detto Lei, è un espediente di bassa lega: se fossi un romanziere potrei accettare la richiesta dell’editore di ricorrere a mezzucci di questo tipo, ma lo farei con la bocca storta.
      Tra l’altro Michael Connelly ci va giù ancora più pesante, inserendo nei suoi romanzi addirittura il product placement: specifica sempre con somma cura la marca di ogni oggetto usato da Bosch, dall’automobile alla macchina per il caffè. E naturalmente dopo aver detto il nome della marca specifica anche che Bosch se l’è proprio goduto quel caffè, era davvero delizioso. E’ incredibile che uno scrittore così talentuoso faccia pubblicità in modo così maldestro.
      Ora vado a fare colazione con i Pan di Stelle: giuro che la Mulino Bianco non mi ha pagato per pubblicizzarli! 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Si chiama product placement quando è in qualche modo retribuito: tuttavia in alcuni casi, e senza alcuna retribuzione, lo faccio anch’io perché molto spesso citare una marca riesce a dare il senso di un periodo, di un’epoca. Quando un mio personaggio usa l’auto, ha sempre una Panda o una Passat o una Cinquecento… e se dico che un personaggio, uno studente, mettiamo, negli anni ’80 porta uno zainetto Invicta ricostruisco immediatamente l’atmosfera di quel periodo

    • wwayne ha detto:

      Proprio qualche giorno fa una persona mi ha raccontato che nella casa in cui è cresciuta non c’è mai stata la televisione, quindi ha passato tutta l’infanzia e la giovinezza senza mai venire a contatto con tutte le icone della cultura pop che hanno caratterizzato gli anni 80 e 90. Non conosceva i cartoni animati, i film e i prodotti più popolari di nessuno dei 2 decenni in questione. Dato che la persona in questione proviene dalla Basilicata, ho pensato subito che il mondo descritto in “Cristo si è fermato a Eboli” è rimasto tale e quale da allora! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...