Forse non tutti sanno che

Molti di noi non lo sanno, anche perché i media non sembrano dargli spazio, ma oggi è il primo anniversario del TPNW, il trattato con il quale l’ONU, il 22 gennaio 2021, ha deliberato la messa al bando delle armi nucleari. Un trattato dell’ONU diventa operativo quando 50 stati lo sottoscrivono e questo numero è stato raggiunto giusto un anno fa: oggi i Paesi aderenti sono 59.

Ma come, le armi nucleari illegali! Stai scherzando, Marisa! Figuriamoci se le armi nucleari sono illegali. L’avremmo saputo…

Be’, non è che a questo tipo di notizie si dia in genere grande pubblicità. E naturalmente il trucco c’è: i Paesi più potenti, quelli che la bomba ce l’hanno, o la ospitano nei loro territori, non hanno aderito al Trattato. L’Italia, per esempio, non ha aderito. E se no come facevamo, con le circa 40 testate nucleari presenti sul territorio nazionale, e con gli aerei adatti a trasportarle che produciamo?

E forse molti di noi non sanno nemmeno che l’industria militare è una delle più importanti in Italia, che interi pezzi del nostro Paese sono basi militari, che esportiamo armi e munizioni nei Paesi in guerra, cosa che in base alle nostre stesse leggi non dovremmo fare; che negli ultimi anni gli investimenti in questo settore sono aumentati in maniera vertiginosa e che il famoso PNRR destina più soldi alle armi che agli ospedali e alle scuole…

Venti di guerra intanto soffiano anche nella nostra Europa, che vantiamo esente da conflitti dalla fine della Seconda guerra mondiale (ops, ci eravamo dimenticati della guerra in ex Jugoslavia): le esercitazioni, gli schieramenti ai confini, i pattugliamenti navali… come diceva quello? Se all’inizio di un film compare una pistola, prima o poi dovrà sparare.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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16 risposte a Forse non tutti sanno che

  1. poetella ha detto:

    ecco. Ce manca puro la guera… e poi stamo a posto!
    (sorry per il vernacolo… ma quanno me’ncazzo…)

  2. la guerra in Europa c’è anche adesso. Chiedete agli ucraini

  3. Enri1968 ha detto:

    Ah, scordavo che draghi ha messo un bel pacco di soldi per le spese militari…

  4. luisa zambrotta ha detto:

    L’industria delle armi è fiorente in Italia. Come dimenticare i pappagalli verdi di cui Gino Strada diceva “mine giocattolo studiate per mutilare bambini. Ho dovuto crederci, anche se ancora oggi ho difficoltà a capire“.?
    Quindi capisco perché anche di quel trattato si eviti accuratamente di parlare

  5. marisasalabelle ha detto:

    Abbastanza chiaro, direi!

  6. Stef555 ha detto:

    Si quando la vendita di armi diminuisce ho paura che debbano usarle. Faccio fatica a ragionare ma credo che gli uomini hanno la memoria corta e quando il ricordo svanisce rimane solo l’emozione di un minuto

  7. Paolo Popof ha detto:

    Dopo a bomba di Hiroshima penso che gli strateghi delle grandi (?) potenze abbiano capito che l’arma nucleare di grosso impatto serve solo come deterrente. Ragioniamo, qual è lo scopo di una guerra se non quello di occupare/entrare in possesso di un territorio, in un breve lasso di tempo? Cosa me ne faccio di un territorio contaminato e inutilizzabile? Vedrai quando saranno pronte delle mini bombe nucleari scalderanno i motori.
    Per intanto le guerre sono civili (all’interno dello stesso stato) o economiche (se interessano due o più stati) e queste ultime vanno affinandosi. Pensa alla guerra delle materie prime, dal riso e grano che aumentando han scatenato le primavere arabe, a quella odierna del gas che se non arricchisce i possessori dei giacimenti può destabilizzare le società energivore.
    E se l’Italia non avesse firmato il trattato solo perché lo ritiene velleitario?

    • marisasalabelle ha detto:

      Quando si tratta di guerre il “ragioniamo” non serve a niente. Se si ragionasse le guerre non ci sarebbero. Certamente l’arma nucleare è servita per decine di anni come deterrente, ma mentre in passato si è provato a disincentivarne la produzione e il possesso, oggi vediamo un incremento e una generale corsa agli armamenti, ed è qualcosa che mette paura. Ultimamente si parla molto di invasione russa dell’Ucraina, e che abbiano ragione gli uni o gli altri, il rischio è concreto

      • Paolo Popof ha detto:

        Ma non utilizzeranno le atomiche, useranno la forza delle armi, più o meno tradizionali, più o meno tecnologiche, con umani che premeranno grilletti e umani che cadranno sotto i colpi, e poi ci saranno sempre umani che prenderanno possesso del territorio conquistato.
        Per l’Europa ci sarà il ricatto del gas e dei profughi in fuga, due elementi tesi a destabilizzare, e se si somma il tutto a scadenze elettorali ravvicinate il rischio è un’Europa spostata a destra e nazionalista che si sgretola. E menomale che c’è il covid, chissà che non rallenti questa folle corsa.
        Guardavo il planisfero con gli stati firmatari del trattato TPNW, una separazione netta tra il sud e il nord del mondo, come anticipato 50 anni fa da Fromm.

  8. quarchedundepegi ha detto:

    Quando Hitler si prese il territorio dei Sudeti… glielo lasciarono fare.
    Poi saltò addosso alla Polonia…
    Quando Putin si prese la Crimea… glielo lasciarono fare.
    Ora discutono se potrà saltare addosso all’Ucraina?
    Speriamo che la storia non si ripeta… però possiamo stare tranquilli perché sono già 59 gli stati che hanno firmato… o no?
    Buona serata.
    Quarc

  9. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo in bene, Quarc, ma non sono tempi molto positivi…

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