La scrittura è donna?

A conclusione di una serie di post sulle mie letture dello scorso anno, alcune considerazioni dolceamare sulla scrittura al femminile. Che ne pensano gli amici e soprattutto le amiche del blog?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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31 risposte a La scrittura è donna?

  1. wwayne ha detto:

    E’ vero, il genere romance ha avuto in questi anni una incredibile rinascita e un impressionante successo. Si tratta di libri scritti da donne e per le donne, ma alcuni romance sono così validi che sono riusciti ad andare oltre il loro target, attirando anche dei lettori uomini. Gliene cito 5 che sono dei veri e propri capolavori:

    “La mia meta” di Roberta Damiano
    “Diabolico incontro” di Debora Ferraiuolo
    “Lascia che accada” di Amber L. Johnson
    “Hai paura di me?” di Elodie Nowodazkij
    “Take a Star” di Giulia Ungarelli

    Il più bello in assoluto è “Lascia che accada”. Ha per protagonista un meraviglioso personaggio femminile, più precisamente una ragazza che si innamora di un coetaneo con la sindrome di Asperger, e decide coraggiosamente di restargli accanto nonostante tutte le difficoltà che questa situazione comporta. Ho provato mille volte a recensirlo, ma non ci sono mai riuscito: la sua bellezza è impossibile da descrivere a parole.

  2. marisasalabelle ha detto:

    io non sopporto il romance, ma questo probabilmente è un limite mio…

  3. Stef555 ha detto:

    Non faccio distinzione quando vado a prendere un libro in biblioteca, forse quando lo compero sono più attento ai pre-giudizi. Mi sembra che i lettori siano in gran parte donne. almeno sui social chi scrive di libri siete voi e grazie per questo.

    • marisasalabelle ha detto:

      Nemmeno io faccio distinzioni, compro o prendo in prestito libri che mi interessano o mi incuriosiscono, è solo a conti fatti, a posteriori, che mi sono accorta della predominanza degli autori maschi tra le mie letture e mi sono chiesta perché!

  4. fulvialuna1 ha detto:

    Non so se la scrittura è donna, so solo che vorrei leggere qualcosa di costruttivo…gira troppa carne sul fuoco. E brucia velocemente.

  5. poetella ha detto:

    bah…
    L’unico contemporaneo che leggo è uomo e sanno tutti chi è.
    MI hanno proposto quest’anno e ho letto alcune cose, due di donne, di cui m’avevano parlato benissimo ma… robetta!
    Poi un’amica mi ha detto “Ma hai letto Carofiglio?”
    ora, dato che a sentirlo parlare pareva piuttosto saggio e a volte piacevole, ho accettato.
    Letto solo metà. Riportato all’amica dicendole “E’ come fare le parole crociate. Non mi interessa!”
    Amen!

  6. In Italia ci sono più scrittori che lettori. Ancora d’attualità straordinaria “Gli italiani e la lettura” di Ermanno Detti. Comunque, ultimamente, senza rendermene conto, pareggio tra uomini e donne nei libri che leggo.

  7. marisasalabelle ha detto:

    Vedi, io invece senza volere mi sono rivelata più “maschilista”

  8. Il panorama contemporaneo italiano in effetti non offre grandi nomi al femminile (neppure Elena Ferrante, se è vero la voce più accreditata secondo cui la penna sia quella di Domenico Starnone). Bisogna tornare indietro di qualche anno, come dici tu, a penne del calibro della Morante (un tantino inarrivabile per tutte) o a Fabrizia Ramondino, di cui io non avevo letto nulla fino ad adesso, ma che ho appena apprezzato nel romanzo appena riedito da Fazi.
    Sto scoprendo tante autrici straniere, questo sì: giovani, più attuali, senza tanti fronzoli e con una scrittura potente, capaci di rendere la società in cui vivono. Ne ho trovate molte sia nei paesi dell’est europeo, che in centro-sud America. Anche in questo (come in tanti altri campi) i paesi emergenti stanno sorpassando la vecchia Europa?

    • marisasalabelle ha detto:

      Pina, la penso esattamente come te: ho avuto modo di leggere eccellenti autrici non italiana, ed è vero che la letteratura latinoamericana e quella dell’est Europa ci propongono scrittrici veramente interessanti, mentre in Italia non trovo molte che mi entusiasmino…

      • Mi piace Viola Ardone. Un po’ di tempo fa ho letto il libro di esordio di Elisabetta Pierini e mi è piaciuto, così come Federica Marzi. Sono giovani autrici, vedremo se manterranno le promesse….

  9. maxilpoeta ha detto:

    a mio avviso le donne hanno un tipo di scrittura più emotiva, quindi possono attrarre chi è molto empatico, vicino alle sensazioni del cuore, non solo inteso dal punto di vista sentimentale, ma proprio umano. Forse un tempo la scrittura era più maschile, ma a mio avviso negli ultimi anni le cose sono molto cambiate, basta vedere anche tutti i siti letterari o i blog, dove le donne sono presenti spesso in misura maggiore degli uomini..👍

  10. marisasalabelle ha detto:

    Be’, secondo me questo è uno stereotipo, che la scrittura femminile sia più emotiva, sentimentale, ed è uno stereotipo che, forse involontariamente, spesso anche consapevolmente alcune scrittrici adottano: sei donna, scrivi di sentimenti, hai più empatia… e le case editrici lo cavalcano. Ma non credo sia così, credo che anche questa sia una costruzione culturale, come che le donne amino la vita di casa o vestirsi di rosa… In Italia in questo siamo un po’ arretrati, anzi molto, e per questo, forse, succede che la scrittura femminile non decolli, non si esprima al meglio delle sue possibilità, rimanendo incollata a un cliché

  11. Il mal di leggere ha detto:

    Anche io mi sono resa conto dello stesso, contro ogni previsione leggo più uomini che donne.
    La mia impressione è che per l’ Italia le donne nell’arte (spettacolo, tv, film, musica, editoria) esistano solo in funzione del femminicidio e stop: forse perché è sentito come un tema molto attuale, fatto sta che le sole storie di donne e raccontate da donne che emergono sono quelle di donne uccise o malmenate o discriminate perché donne o che in qualche maniera soffrono 😅. Pare che oltre che essere belle e soffrire non esistiamo, e forse alle storie che esulano da questa narrazione non viene dato spazio perché viste come irrilevanti (se non hai un dolore da raccontare che racconti a fare?).
    Non so se è così, è la mia impressione, anche perché di scrittura femminile all’estero ce n’è è assai più varia.

    • marisasalabelle ha detto:

      Sì, molto spesso i romanzi scritti da donne sembra che insistano su certi temi magari scottanti, importanti, ma che in qualche modo sminuiscono il ruolo della donna scrittrice: visto che sei una donna, o scrivi di sentimenti, o scrivi di donne maltrattate… e va bene, la letteratura di denuncia è sempre esistita ed è giusto che ci sia, ma è come se alle scrittrici donne venisse negato il diritto di essere artiste indipendentemente da certe questioni

  12. Ma che severe che siete.

  13. marisasalabelle ha detto:

    In generale io sono un po’ difficile da accontentare, ho letto tantissimi libri e di conseguenza non sono di palato facile, ma ci sono anche tanti scrittori uomini che proprio non mi vanno giù; questa voleva essere solo una riflessione sul perché sembra che le scrittrici, in Italia, non riescano a dare il meglio, mentre in altri Paesi eccellono

  14. Concordo pienamente sulla prima parte, soprattutto su Elsa Morante, in assoluto una delle mie autrici preferite. Riguardo alla letteratura contemporanea secondo me è pieno di belle penne. Hai già citato Simona Vinci e io aggiungerei Joyce Carol Oates (anche se, se non ricordo male, non ti piace molto), Claudia Durastanti, Alda Teodorani, Ali Smith (una delle mie preferite), Cristina Morales, Annie Proulx (non ricordo se l’hai citata), Siri Hustvedt e Natsuko Kirino.

    • wwayne ha detto:

      Sono d’accordo, Joyce Carol Oates spacca, e infatti ho letto molti suoi libri. Tra l’altro ne pubblicano di continuo, sia perché lei è molto prolifica, sia perché alle uscite dei romanzi nuovi di zecca si alternano quelle dei suoi romanzi vecchi e rimasti finora inediti in Italia.
      Oltre a Natsuo Kirino il Giappone ci ha regalato anche un’altra grande autrice contemporanea, Banana Yoshimoto. Tuttavia, confesso di aver smesso di leggere da tempo sia lei che la Oates: la Yoshimoto l’ho mollata perché è in crisi profondissima da quasi vent’anni, la Oates l’ho mollata perché con il tempo le atmosfere depresse dei suoi romanzi hanno iniziato a pesarmi. Comunque, ad avercene di penne come la sua! 🙂

    • marisasalabelle ha detto:

      Nello specifico parlavo di scrittrici italiane, anche tu hai citato soprattutto straniere.

      • Avevo frainteso, pensavo parlassi di autrici donne in generale. Qualche italiana l’ho già citata, aggiungerei anche Paola Barbato, scrive thriller, genere che a me non piace, ma oggettivamente scrive bene e ha belle idee. Ha scritto anche tante storie molto belle per Dylan Dog. Ho poi in lista Teresa Ciabatti e Valeria Parella di cui ho sentito parlare molto bene. Spero non mi deluderanno.

  15. newwhitebear ha detto:

    Scrittura al femminile? Intesa come romance o romanzo rosa? Non è di certo il genere che adoro

    • marisasalabelle ha detto:

      Neanche per me. Ma intendevo dire: le scrittrici donne, che sono tante, come mai (almeno per me) non eccellono?

      • newwhitebear ha detto:

        Beh! Non è vero. Ad esempio Isabelle Allende è una firma prestigiosa. Diciamo che molte si sono gettate sul filone romance perché tira commercialmente, dove prevale la mediocrità. Se andiamo nel passato Jane Austen ha scritto romance ma di ben altro calibro rispetto alle molte scrittrici del genere. Le sorelle Bronte, Mary Shelly con Frankestein o Georg Eliot con le sue opere. Grazia Deledda per tornare in Italia e di recente Milena Agus, e tante altre.
        Diciamo che per un vetusto stereotipo si associa la scrittura l femminile – romance – alle sole donne, come se il resto non ci fosse.

  16. marisasalabelle ha detto:

    Buona parte di questi nomi – e altri – li ho in effetti citati nell’articolo cui fa riferimento tutta questa discussione. Quello che avevo notato, e con dispiacere, è che nel panorama italiano attuale non trovo molte scrittrici che mi piacciano veramente.

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