Ma dai

Sarà vera la candidatura di Berlusconi da parte del Gatto e la Volpe? O sarà una finta, una mossa strategica? E lui accetterà o si schermirà (grazie, siete troppo buoni, ma sono anziano, e comunque non ne sono degno…)? E in caso affermativo, esisteranno i 505 elettori o si tratta di una chimera?

No, dai, Berlusconi non sarà il nostro prossimo Presidente. È un uomo di parte, è troppo divisivo, è un pregiudicato, ci renderà ridicoli in tutto il mondo, non ha i voti, è troppo vecchio… no, dai, Berlusconi non ce la può fare.

Tutto questo mi ricorda la sua celebre “discesa in campo” nel 1994, quando su tutti i giornali si ironizzava sulla possibilità che la neonata Forza Italia vincesse le elezioni. A questo proposito riporto qui sotto un brano dell’immortale capolavoro L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu. Se non avete voglia di leggerlo non importa, vi voglio bene lo stesso.

«In quell’anno, il 1993, la situazione politica dell’Italia sembrava sull’orlo del tracollo. Già da un anno era scoppiata quella che sarebbe stata poi chiamata Tangentopoli, in poche parole era venuto fuori ciò che da tempo si sapeva e cioè che la nostra classe politica era composta al novantanove per cento di farabutti, corrotti, ladri, mafiosi e amici dei mafiosi. Giorno dopo giorno venivano pubblicate sui giornali storie di soldi che giravano di mano in mano, uomini politici venivano convocati in tribunale e magistrati senza peli sulla lingua diventavano famosi. In luglio addirittura successe l’impensabile, e cioè la Democrazia Cristiana si sciolse. Una cosa inimmaginabile, l’Italia senza la Democrazia Cristiana, milioni di elettori senza saper per chi votare, migliaia di compagni senza sapere con chi prendersela. Migliaia, perché ormai i compagni erano ridotti a poca cosa, come Efisia aveva dovuto constatare già da tempo. Improvvisamente le principali città italiane si riempirono di strani cartelloni su cui erano raffigurati bambini piccoli, con simpatiche faccine, su sfondo azzurro, e una scritta che diceva Fozza Itaia. Sembrava una pubblicità di pannolini, o di omogeneizzati, o forse della Nazionale, ma era un anno dispari, non c’erano mondiali né europei. La gente passava e sorrideva vedendo le smorfiette dei bambini, scuoteva il capo e diceva questi pubblicitari, quante ne inventano. Alcuni arrivarono a ipotizzare che si trattasse di una forma di incoraggiamento all’Italia, perché si tirasse fuori dai casini in cui si trovava, una campagna di solidarietà finanziata da qualche anonimo filantropo o patriota. Nessuno era arrivato a immaginare che si trattasse delle prime avvisaglie della nascita di un nuovo partito. Quando il 26 gennaio 1994 sugli schermi di tutti i televisori apparve Silvio Berlusconi, il manager delle televisioni e del Milan, tutto serio a una scrivania, con sullo sfondo uno scaffale pieno di libri e foto incorniciate, il vestito blu, le mani posate educatamente sul piano del tavolo, a Efisia venne in mente la cugina Ada che quando era piccola la rimproverava per le sue maniere non del tutto conformi al galateo: mai così, le diceva poggiando a mo’ d’esempio i gomiti sul tavolo, poco così, con le braccia lunghe distese, sempre così, con le manine appena appena posate sul piano come moncherini, proprio come erano posate in quel filmato televisivo le mani di Silvio Berlusconi mentre diceva l’Italia è il paese che amo. In Italia mai nessuno, a memoria di Efisia, aveva mai detto una cosa simile. Era una frase da film americano: l’America è il paese che amo, ecco, suonava molto meglio, lo poteva dire James Stewart, o John Wayne, forse lo poteva dire anche il giovane Tom Cruise, ma non un italiano. Qualche anno prima Francesco De Gregori aveva osato scrivere una canzone intitolata Viva l’Italia e i suoi fan per poco non se l’erano mangiato vivo. Poi la canzone se l’era rubata Bettino Craxi per fare pubblicità al suo partito, ma non gli aveva portato fortuna dato che il glorioso Partito Socialista, dopo esattamente 100 anni dalla sua fondazione,  nel 1992 si era dovuto sciogliere per l’eccessiva presenza di banditi al suo interno.

Così Silvio Berlusconi dopo aver detto che l’Italia era il paese che amava aggiunse che aveva deciso di scendere in campo perché non voleva vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Per questo aveva fondato un partito nuovo che si chiamava Forza Italia, proprio come allo stadio quando si inneggiava alla Nazionale. Ma dai, dicevano tutti, almeno tutti quelli che Efisia frequentava, come si fa a fondare un partito così, da un giorno all’altro, come si fa a chiamarlo Forza Italia, e poi, dai, Berlusconi, e la cosa più buffa era che Forza Italia aveva creato i gadget e il kit del candidato, con le pennine, le spillette ed altre cose ridicole. Ma dai! E invece Forza Italia dopo due mesi dalla sua fondazione vinse le elezioni e Silvio Berlusconi diventò presidente del Consiglio.»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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24 risposte a Ma dai

  1. wwayne ha detto:

    Proprio qualche giorno fa, nel commentare un Suo vecchio post, avevo messo in luce quanto un’efficace campagna elettorale fosse stata decisiva per far vincere Johnson contro Goldwater nel 1964. Come ha messo in rilievo Lei nel Suo romanzo, anche Berlusconi orchestrò una formidabile campagna elettorale nel 1994, e non solo nel 1994. Sicuramente in questo era molto più bravo lui della sinistra, che ha passato quasi tutto il ventennio berlusconiano a dire “Votate noi perché Berlusconi è peggio”. Forse l’unico sinistro a non impostare la campagna elettorale sulla demonizzazione dell’avversario è stato Veltroni, che preferì scopiazzare Obama (l’ex presidente americano diceva “Yes we can”, Veltroni diceva “Si può fare”: forse pensava che gli italiani fossero tutti cretini e quindi non si sarebbero accorti del plagio).
    Tornando a Berlusconi, la sua idea di distribuire gadget del partito verrà copiata anni dopo da Grillo, e infatti quando ci furono le elezioni del 2013 mi capitò spesso di vedere a giro dei grillini che portavano addosso la spilla con il logo del Movimento 5 Stelle: questo la dice lunga sul senso di appartenenza che il leader di quel partito era riuscito a infondere nei suoi elettori. Questi ultimi avevano sviluppato un vero e proprio culto del capo nei confronti di Grillo, e un’ostilità accesissima nei confronti di tutti coloro che non facevano parte della loro cerchia: 2 atteggiamenti tipici dei membri delle sette, e infatti i grillini sono stati forse la setta più numerosa mai esistita in Italia.
    P.S.: Ovviamente se la sinistra fallisce così spesso alle elezioni non è soltanto perché sbaglia la campagna elettorale, ma anche perché i cittadini si accorgono di quanto siano fallimentari le sue operazioni politiche. L’ultima prova l’abbiamo avuta con gli stupri di gruppo che le risorse hanno compiuto a Capodanno in piazza Duomo a Milano: questi fatti di cronaca nera sono figli dell’immigrazione illegale di massa e di un modello di integrazione fallito che il PD ha attuato per anni (salvo poi rinnegarlo con Minniti), e che crea l’humus nel quale prospera la violenza contro le nostre donne. Per distruggere quest’humus c’è una sola cosa da fare: votare Giorgia Meloni.

    • recensioni53 ha detto:

      A livello locale e quando non sottovaluta gli avversari la sinistra ha una capacità organizzativa fortissima( Vedi Sardine) A livello nazionale è già più complicato. Stasera pubblicherò un post sui fatti di Capodanno sui quali vi è un silenzio sconcertante.

      • wwayne ha detto:

        I media possono anche rimanere in silenzio, ma i cittadini queste cose se le ricordano, e quando entreranno nella cabina elettorale agiranno di conseguenza. E infatti alle elezioni del 2018, avvenute un mese dopo la morte di Pamela Mastropietro per mano di una risorsa, il PD fece un tonfo clamoroso.
        Sono totalmente d’accordo con te quando scrivi che i politici locali del PD sono di gran lunga migliori di quelli nazionali: io lo so bene, perché ho la fortuna di vivere in Toscana, una regione governata da uno dei migliori politici nella storia d’Italia (e lo dico da storico, quindi con cognizione di causa). Leggerò con molta attenzione il tuo post, come faccio con tutto ciò che scrivi d’altronde. 🙂

    • marisasalabelle ha detto:

      Sì, Berlusconi è stato bravo nelle sue campagne elettorali, anche se il suo stile è dispiaciuto a molti: a me per esempio è dispiaciuto sempre molto, lo trovo un uomo volgare, antiquato, sessista, tutto questo lasciando perdere per un attimo i suoi trascorsi mafiosi e piduisti, la corruzione, le leggi ad personam etc; non so se questo fa di me una snob, perché il paradosso è che se non sei compagnone, triviale e pieno di pregiudizi allora sei snob o radical chic. Su Veltroni non ho molto da dire; ha la mia stessa età e quando eravamo entrambi giovani mi piaceva, poi però si è rivelato un uomo abbastanza insulso. Che il M5S abbia avuto, soprattutto ai suoi esordi e negli anni ruggenti (ora si è molto annacquato) le caratteristiche di una setta, sono d’accordo.
      Vorrei chiederti un favore, e cioè di non usare più il termine “risorse” quando parli di immigrati sul mio blog: è un’espressione che mi dispiace profondamente. Esprimi pure le tue critiche, tanto sai che su certi argomenti siamo in disaccordo, ma senza usare questo termine. Sui fatti di Capodanno, sono stati orribili, tuttavia vorrei obiettare che di molestatori e stupratori ce ne sono in tutte le etnie e che è la Giustizia che deve incaricarsi di individuare i responsabili e sottoporli a processo.

      • wwayne ha detto:

        Mi scuso per aver usato un termine a Lei sgradito, e prometto di non usarlo più.
        Sono d’accordo con Lei quando dice che è stucchevole la tendenza ad etichettare con epiteti denigratori (snob, radical chic, perbenista eccetera) chiunque osi manifestare disgusto o anche solo disapprovazione davanti alla volgarità altrui. Chi lo fa agisce così per il motivo di cui abbiamo parlato in un Suo vecchio post (https://marisasalabelle.wordpress.com/2021/10/08/trovare-il-coraggio/): spesso quando una persona riceve una critica platealmente fondata, sapendo che è impossibile smontarla, pur di ribattere qualcosa si mette a diffamare chi l’ha mossa. Grazie per la risposta! 🙂

    • Nick Shadow ha detto:

      Senza dubbio Meloni aggiusterà le cose come fa dal 1992…
      una gestione fatta apposta solo per farsi rieleggere invece che per risolvere…
      ed è una gestione geniale: fare in modo che chiunque arrivi in Italia senza denaro non possa fare altro che spacciare e abbruttirsi…
      è Meloni (che è in continuità con Bossi, Fini, Salvini, Maroni, Berlusconi: ripeto: è in giro dal 1992) che prima, per i poveri neri immigrati, ha costruito dei lager dove sperava crepassero di fame… poi ha visto che non bastava, che nei lager andavano volontarie persone che aiutavano i neri immigrati perfino a trovare un lavoro! Ma se i neri immigrati erano a lavoro allora non potevano spacciare e quindi non potevano spaventare i poveri santi e gentiluomini elettori perbenisti, quelli che si impressionano se vedono i neri in giro, come si impressionano, poverini, se vedono due uomini baciarsi: che tenerezza… per fare contente queste brave persone spaventate da lei stessa, Meloni ha chiuso i lager che lei aveva aperto! [stessa cosa con i campi rom, aperti con razzismo da Meloni, Bossi, Fini, Salvini, Maroni e Berlusconi al grido di: «che crepino reclusi e lontano da noi», e poi da loro chiusi perché: «in quei campi si fomenta delinquenza»]
      Ora non basta: Meloni deve fare in modo che qualsiasi nero, nero che per sfortuna arriva in Italia senza quel minimo di denaro che basti ai perbenisti destrorsi a riconoscerlo come “adeguato”, rimanga continuamente senza documenti, rimanga per sempre straniero, così da non poter ottenere mai un lavoro onesto… e se non ottiene un lavoro onesto allora, per sfamarsi, quel povero nero andrà a lavorare per il crimine organizzato, quel crimine organizzato che Meloni non combatte mai (così come non combatte l’evasione fiscale che, con quel crimine, è adiacente e perfino indentitaria)…
      e se il nero va a spacciare per il crimine organizzato bene: Meloni ha vinto, perché con tanti neri a spacciare (e non possono fare altro visto la politica immigratoria oculata di Meloni, che è praticamente apartheid oppure politica alla Ellis Island vecchia di 200 anni) si spaventano tutti gli uomini e le donne coi soldi, bianchi, madri, padri e cristiani: e nel loro spavento, Meloni ci sguazza: fino alla prossima elezione, che vincerà…
      a livello economico non farà niente: si limiterà solo e soltanto a fare leggi integraliste cattoliche appunto contro neri (li renderà ancora più “evidenti” ai perbenisti razzisti, magari proibendo loro di camminare nei centri città, cosa che li farà spostare nelle periferie, dove già si scontrano nella guerra tra poveri che Meloni alimenta contenta come una pasqua), gay, divorziati, comatosi che sperano di farla finita, genitori che non riescono ad avere figli (proibirà loro, che ne so, perfino di cercare soluzioni all’estero)…
      ma certamente farà leggi a favore di chi è già ricco (condoni, amnistie, tabula rasa dell’evasione, liberismo, commercio, patti con chiunque purché paghi), e, soprattutto le farà a favore delle donne…
      quelle donne molestate dai neri l’ultimo dell’anno…
      Meloni dirà che vengono molestate solo dai neri (o rumeni, o arabi, o rom, o albanesi: per Meloni fa tutto fa brodo, basta tu “sembri” straniero e sei già condannato, non puoi farci niente: è anche una di quelle che è per la legittima difesa preventiva, quella che ti sparo perché so che sei rom e la polizia, secondo lei, non dovrebbe arrestarmi per questo), e che non è vero che il 99% delle molestie alle donne le perpetrano i mariti, quei mariti bianchi, etero e cristiani di quella famiglia che Meloni difenderà così tanto da, perfino, negare alle donne la possibilità di abortire…
      Meloni farà tutto per quelle donne che davvero “ama”… esattamente come il marito violento ama la moglie che picchia ogni giorno!
      Ripeto, al governo, Meloni non farà nulla di “utile”, tanto che diverrà impossibile vivere in Italia sotto il suo governo: il bilancio andrà a ramengo, la disparità delle tasse diverrà sempre più insopportabile, le periferie bruceranno di violenza, la cultura svaporerà in un peana cristiano opprimente… la gente si incazzerà, in Europa ci faranno le multe perché violiamo i diritti umani, e Meloni dovrà uscire di scena, e lo farà dando la colpa a un’operazione di palazzo fatta dai comunisti…
      lascerà il governo a qualcun altro, forse un tecnico, che farà una fatica immane a far tornare i conti, rimettendo le tasse e cercando di amministrare la violenza delle periferie dando appunto lavoro ai neri… e magari garantendo qualche diritto a chi ne ha bisogno…
      ma Meloni sarà lì, sicura che il governo tecnico, faticoso e laborioso a cui lei ha lasciato il potere, verrà mal sentito dal “suo” popolo, che la rivorrà indietro e la riotterrà entro pochi anni… magari non lei, ma suoi accoliti sì: boh, magari Fedriga, Borghi, il redivivo Crosetto…
      …e tutto ricomincerà da capo…

      La sinistra? Minniti?
      ma dai…
      è la gente di Meloni che ha plasmato gli ultimi 20 anni di questo paese, e continua a farlo… è la maggioranza della gente, che sfrutta l’idiozia liberista degli smemorati e dei pigri…

      sarà bellissimo rivedere tutto ancora una volta…

      bellissimo vivere in un paese di merda

      • wwayne ha detto:

        Per i politici e gli stati che gestiscono l’immigrazione con il pugno di ferro non è necessario che un immigrato arrivi qua con quel minimo di denaro che basti ai perbenisti destrorsi a riconoscerlo come “adeguato”: un migrante può arrivare a destinazione anche senza il becco di un quattrino, a patto però che abbia delle qualifiche. Perché se ce le ha potrà svolgere un mestiere qualificato, e quindi rappresenta un investimento per il paese in cui emigra. Se invece arriva qui senza nulla e senza saper fare nulla, a quel punto anziché un investimento rappresenta una spesa a fondo perduto.
        Riguardo a Giorgia Meloni, il fatto che ci troviamo in disaccordo su di lei non cambia minimamente la stima che ho per te. Spero solo che un giorno tu possa cogliere la bellezza della sua anima.

      • Nick Shadow ha detto:

        E nei paesi che gestiscono l’immigrazione col pugno di ferro, e che accolgono, come dici tu, solo per profitto futuro, non c’è pietà per chi muore di fame (e ne muore non per sua scelta, attenzione: mi immagino quanto sia facile trovare lavoro in paesi dove gli unici datori di lavoro sono gli occidentali assetati di coltano che per stipendio offrono le pacche sulle spalle; gli stessi datori di lavoro che mantengono tutti ignoranti apposta perché continuino a considerare la pacca sulla spalla una paga accettabile)…
        L’anima di Meloni?
        Io non so cosa sia l’anima, forse ce l’ha, ma la coscienza non credo…

        Neanche io smetterò di leggerti… ma non so se riusciremo mai a parlare di politica…

  2. Enri1968 ha detto:

    Bleah Berlusca e draghi.

  3. vincenza63 ha detto:

    A Berlusconi non dispiacerebbe entrare nella storia italiana anche per questo.

  4. chiccoconti ha detto:

    E così diventerà il “padre nobile”… Un delitto perfetto

    • wwayne ha detto:

      Sempre che Salvini e Meloni non operino l’uccisione del padre di cui parlava Freud… nel caso della Meloni sarebbe un’uccisione del padre nel vero senso della parola, perché è stato Berlusconi a farle da padre politico, facendo di lei il ministro più giovane nella storia d’Italia. Salvini invece non deve proprio niente a Berlusconi, anzi secondo me non vede l’ora di vendicarsi di quella volta in cui Silvio si mise a fargli il verso dietro le spalle. Se non hai presente l’episodio a cui mi riferisco, eccolo qui:

  5. nerodavideazzurro ha detto:

    Che sia sempre stato difficile distinguere il marketing dalla politichetta, non si scopre molto e forse qualcosa ne spiega le cause: a furia di ripetere la pubblicità diventa vera.

  6. @didiluce ha detto:

    Faceva ribrezzo allora, figurarsi oggi. Però, sì, ci sta tentando seriamente, lui non è tipo da “e comunque non ne sono degno” anzi.

  7. telipinu ha detto:

    se lo eleggono, sarà dura dover ricordarsi di commettere vilipendio ogni giorno per 7 anni!!! ^___^

  8. Stef555 ha detto:

    Ho scritto un post chiamandolo Berluschioni perché se sarà eletto (è libero quindi anche i giudici sono corrotti?) per la sua ambizione potrà fare cambiare la destra se vuole governare senza turarci il naso. Ma capisco che viene subito da dire no, ma fra 6 mesi va su una destra filofascio🤦

  9. almerighi ha detto:

    I libri alle sue spalle erano finti, come nelle telenovelas sudamericane

  10. Se eleggono il Berlusca, restituisco il passaporto italiano! 😉

    • wwayne ha detto:

      Il Berlusca ha annullato il vertice che avrebbe dovuto avere domani con Salvini e Meloni. Evidentemente ha capito che entrambi stanno affilando i coltelli in vista della prossima settimana, e per non dargli la soddisfazione di “ucciderlo” in aula vuol far sembrare che è stato lui a mandare tutto a monte.

  11. speradisole ha detto:

    Meno male che si è ritirato e ha capito da solo che la cosa non stava in piedi. Io sono contenta che non se ne parli più, perché: In tutti questi anni, Silvio Berlusconi ha inquinato la democrazia italiana.
    Ha, da presidente del Consiglio, piegato la politica ai suoi interessi economici e giudiziari.
    Ha avuto rapporti con la mafia, finanziandola e portandosela letteralmente in casa con lo “stalliere” Vittorio Mangano.
    Ha realizzato almeno 41 leggi ad personam per garantirsi l’impunità e per arricchire Mediaset.
    Ha frodato il fisco per 368 milioni di dollari.
    Ha portato l’Italia a un passo dalla bancarotta, con lo spread a 576 punti.
    Ha definito la magistratura “un cancro”, ha affermato che Eluana Englaro avrebbe potuto “generare un figlio”, ha dichiarato, a proposito del giro di prostituzione minorile nella sua villa, che “è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay”, ha negato i crimini del fascismo.
    Ha reso l’Italia una barzelletta internazionale. Una barzelletta che, però, non faceva ridere nessuno se non lui.
    Proporre il suo nome a Capo dello Stato, lui che lo Stato lo ha frodato, candidarlo a presiedere il Consiglio superiore della magistratura, lui che è un pregiudicato, volerlo come garante della Costituzione, lui che l’ha più volte violata, indicarlo alla guida di una Repubblica nata dalla Resistenza, lui che ha elogiato Benito Mussolini, non è una barzelletta.
    È un’offesa, la più grande, alla nostra Repubblica.

    • wwayne ha detto:

      Ieri sono stato a cena da un mio parente, e lui mi ha detto di aver saputo 2 settimane fa da una fonte sicura (un membro di Forza Italia) che Berlusconi non ha mai avuto davvero l’intenzione di candidarsi a presidente della Repubblica. Il suo piano era far finta di candidarsi, per poi ritirare la finta candidatura a ridosso del primo scrutinio (come poi è successo). Ha fatto tutto questo nella consapevolezza che in questo modo nei giorni precedenti alle votazioni si sarebbe parlato solo di lui, e quindi non sarebbero stati bruciati i nomi su cui sta veramente lavorando il centrodestra.
      Onestamente non so quanto credito dare a questa voce, sia perché non so chi sia il membro di Forza Italia in questione (magari è un semplice iscritto mitomane), sia perché ritirare una candidatura è comunque una forma di sconfitta, e quindi fatico a immaginare che un uomo innamorato di se stesso come Berlusconi si sia esposto volontariamente ad un’operazione che lo passare da perdente.

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