Cangiante

Oggi, a Cagliari, si conclude l’edizione 2021 del Festival della letteratura di viaggio, che si è svolto in varie sedi in Sardegna e, come diciamo noi sardi, “in continente”. Oggi a Cagliari, mi par di capire, dev’essere bel tempo, mentre qui diluvia. Ah, mi piacerebbe esserci! L’anno scorso ho partecipato col mio romanzo Gli ingranaggi dei ricordi, che era uscito da un paio di mesi. Ma nemmeno in quell’occasione potei esserci di persona: tutti gli eventi in presenza erano stati annullati e gli ultimi appuntamenti del Festival si svolsero online. In quei giorni mi stavo appena riprendendo dal covid e ricordo bene il mio intervento, seduta nel mio studio davanti al computer, con una faccia che ve la raccomando, provata da dieci giorni di febbre, malessere e digiuno, e ricordo anche la stanchezza immensa che provai alla fine del collegamento. Be’, tutto è bene quel che finisce bene, no? A proposito, come finirà a questo giro? Perché, come mi ha detto ieri mia madre preoccupatissima, c’è questa nuova cangiante che dà molto da pensare…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Cangiante

  1. Speranza ha detto:

    I dispiace deluderti: diluvia a sprazzi pure qua. Resistiamo solo perché ogni tanto abbiamo una tregua e il sole si ricorda di esser sardo.

  2. wwayne ha detto:

    Ci sono 2 aspetti della variante che mi preoccupano molto:

    – Ha 32 mutazioni rispetto al covid “classico”, e quindi in pratica è come se fosse un virus del tutto nuovo;
    – Queste 32 mutazioni interessano la proteina spike, ovvero quella parte del virus che viene riconosciuta dagli anticorpi di chi si è vaccinato: di conseguenza, è altamente probabile che una proteina spike così diversa da quella classica non venga riconosciuta dagli anticorpi in questione. In parole povere, è altamente probabile che questa variante sia la prima capace di bucare lo scudo vaccinale.

    Per questi motivi ho trovato giusta la decisione di bloccare i collegamenti con l’Africa meridionale, ma allo stesso tempo non mi illudo che questa misura serva più di tanto. Il covid ci ha insegnato che in questo mondo così globalizzato e interconnesso, se una variante si sviluppa in un luogo, poi si diffonde ovunque in tempo zero, e non c’è blocco aereo che tenga.
    L’aspetto che mi è dispiaciuto di più di questa faccenda è che ci vorranno 2 settimane di studi per capire se e in quale percentuale la variante omicron sia capace di aggirare i vaccini. So per esperienza personale che rimanere nel limbo dell’incertezza è peggio di qualsiasi brutta notizia: almeno la brutta notizia puoi iniziare ad elaborarla fin da subito, mentre invece quando non sai come stanno le cose sei condannato a restare sempre sul filo del rasoio, e a macerarti nel dubbio fino a quando la situazione non si sblocca in un senso o in un altro.
    Pfizer e Moderna hanno cercato di rassicurarci, dicendo che anche se la variante omicron fosse capace di bucare lo scudo vaccinale loro sarebbero comunque in grado di fornirne rapidamente una versione aggiornata (Pfizer ha dato addirittura una tempistica precisa, 100 giorni). Tuttavia, anche qua ci sono 2 aspetti preoccupanti:

    – Se davvero la variante omicron fosse capace di bucare lo scudo vaccinale, in 100 giorni farebbe in tempo a causare più danni della grandine;
    – Se questa versione aggiornata del vaccino venisse elaborata e distribuita nel giro di 100 giorni, questo vorrebbe dire che è stata immessa sul mercato senza fare grossi test clinici, e quindi senza sapere con certezza che effetti ha sul corpo umano.

    Insomma, la cosa migliore da fare è pregare che i vaccini già iniettati trovino comunque il modo di riconoscere la variante omicron, perché se così non fosse sarebbe un problema enorme. Io non mi faccio molte illusioni in merito (per il motivo spiegato all’inizio di questo commento), ma ovviamente sarei lietissimo di venire smentito.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Fino a che una buona percentuale della popolazione mondiale non sarà vaccinata, il virus continuerà a circolare e mutare, e sarà inutile chiudere aeroporti e frontiere. Ormai sappiamo che il vaccino ha un’efficacia limitata ma che comunque è il migliore aiuto di cui disponiamo al momento; se però con la miopia che caratterizza noi abitanti dei paesi ricchi non ci impegniamo seriamente a permettere alla popolazione mondiale di vaccinarsi, tutte le terze, quarte e quinte dosi saranno inutili

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo, e infatti la colpa di questa variante è soprattutto dell’egoismo dei paesi ricchi, che hanno pensato ad arraffare più terze dosi possibili anziché fare in modo che nei paesi poveri la popolazione potesse farsene almeno una. Magari se l’Unione Europea avesse mandato in Africa una vagonata di vaccini monodose Johnson & Johnson adesso non saremmo in questa situazione. Grazie per la risposta! 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Vedo che ogni tanto troviamo qualcosa su cui essere d’accordo! 😉

  5. wwayne ha detto:

    Il Fatto quotidiano di oggi fornisce nuovi dettagli sulla variante sudafricana. A questo proposito, c’è una notizia buona e una cattiva.
    Quella cattiva è che abbiamo già almeno un caso in Italia, e che l’uomo in questione era bivaccinato. Di conseguenza non solo abbiamo già la variante omicron in casa, ma vediamo anche confermato il nostro peggior timore, ovvero che la variante in questione è capace di bucare lo scudo vaccinale.
    La notizia buona è la dichiarazione di Angelique Coetzee, presidentessa della South African Medical Association, la quale ha affermato che la nuova variante del virus provocherebbe una “malattia lieve”, in quanto “si presenta con sintomi come dolori muscolari e stanchezza per un giorno o due. Le persone infette non soffrono della perdita del gusto e dell’olfatto. Potrebbero avere una leggera tosse”. Ora, se questa nuova variante fosse davvero meno aggressiva delle precedenti, questa sarebbe la svolta: infatti alcune grandi epidemie del passato si sono risolte proprio in questo modo, ovvero con una variante poco pericolosa che diventa predominante, e quindi rende il virus praticamente innocuo.
    Aspettiamo tuttavia a cantar vittoria: può darsi che la Coetzee parli in questo modo perché i soggetti infetti da lei esaminati erano tutti pazienti giovani e nel pieno delle forze. Magari, se entrasse in circolo nel corpo di un ottantenne, la variante omicron provocherebbe ben più di una leggera tosse. Io comunque mi auguro con tutto il cuore che lei abbia ragione, perché vorrebbe dire che la variante omicron, anziché essere una sciagura, potrebbe rivelarsi un insperato colpo di fortuna.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Per ora ne sappiamo troppo poco per poter fare qualsiasi ipotesi! Non resta che aspettare

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