All’altezza

Nessuna donna è stata eletta sindaco in una grande città, a questo giro.

«Non sempre le donne si sono dimostrate all’altezza del ruolo che dovevano svolgere», ha detto la ministra per le pari opportunità Elena Bonetti. Parole sante. A volte nemmeno i cavalli si dimostrano all’altezza del ruolo che devono svolgere, e ci sono persino galline che non fanno l’uovo tutti i giorni. I maschi, invece, sono sempre all’altezza, e se lo dice Elena Bonetti, che l’hanno messa lì apposta per garantire alle donne pari opportunità, bisogna crederci.

Del resto anche il professor Alessandro Barbero ha avuto il coraggio di parlarne: sapeva di rischiare, facendo una dichiarazione impopolare, ma è un uomo coraggioso, e l’ha detto lo stesso. Può darsi, ha confessato in tono dubbioso, che tra uomini e donne ci siano differenze strutturali, cosicché alla donna mancano “quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiuta ad affermarsi”. Be’, se parliamo di struttura in senso fisico, una differenza in effetti c’è: le donne hanno l’utero e gli uomini no. Lo sapevate, no, che l’aggettivo “isterico” ha la stessa radice del nome “utero”. Perché, così si è pensato a lungo, e sotto sotto lo si pensa ancora, le donne che hanno l’utero possono essere isteriche, invece gli uomini al massimo sono aggressivi, spavaldi e sicuri di sé.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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19 risposte a All’altezza

  1. nerodavideazzurro ha detto:

    Mi sa che gli uomini non hanno l’utero perché non hanno la capacità di prendersi cura nemmeno di un pesce rosso (mutatis mutandis). Ovviamente, scherzo. Chapeau.

  2. Si può provare con le donne in menopausa, l’utero ce l’hanno ma è dismesso 😉

  3. librini ha detto:

    Aggressività spavalderia e sicurezza servono perché la politica si è spettacolarizzaza. Ma credo che siano caratteristiche che si acquisiscono molto con l’esperienza, se te la fanno fare in famiglia e nei luoghi che frequenti.

    • marisasalabelle ha detto:

      è tutto il discorso di Barbero che (purtroppo) è del piffero…

      • poetella ha detto:

        concordo in pieno!
        Alle donne non mancano Aggressività spavalderia e sicurezza.
        Manca chi faccia tutte le cose che fanno e sanno fare loro, per potersi dedicare anche alla carriera!
        (Ricordino postumo:
        In facoltà, mentre preparavo la tesi, un assistente mi chiese se volevo cominciare la carriera universitaria… Si comincia facendo l’assistente… poi, piano piano… E io, allora fidanzata, pensai immediatamente ” E la famiglia? E la casa? E i figli?” Il mio assistente c’erano giorni che restava in Facoltà fino alle dieci di sera per le revisioni dei progetti… e come si fa con la famiglia? Alla sua pensava la moglie…
        ma io volevo diventare moglie. Dunque… meglio fare la prof alle medie, che in facoltà…
        E amen!)

      • marisasalabelle ha detto:

        Anch’io ho scelto una professione che mi lasciasse del tempo per la famiglia. E a posteriori non ne sono pentita, però è vero che così la donna si priva di certe prospettive di carriera

      • poetella ha detto:

        Io invece sono pentitissima! Ma ormai…

  4. wwayne ha detto:

    Anch’io ritengo che negli ultimi anni alcune donne abbiano avuto delle grandi occasioni in politica, e le abbiano sprecate tutte miseramente. E’ successo a livello locale (Raggi e Appendino), nazionale (Azzolina) e perfino internazionale (Hillary Clinton ha perso le elezioni contro il candidato più debole di sempre).
    Paradossalmente alcune di loro hanno fallito proprio a causa delle qualità che secondo Barbero le donne non possiedono, ovvero l’eccessiva spavalderia e sicurezza di sé. La Raggi si riteneva un fenomeno, e questo l’ha portata a pensare di poter gestire una città che farebbe disperare anche politici molto più scafati di lei; anche la Azzolina si riteneva assolutamente incapace di sbagliare, e a causa di questa sconfinata autostima andava dritta per la sua strada anche quando tutti (ma proprio tutti) le facevano notare che invece stava sbagliando tutto lo sbagliabile.
    Con questo non voglio dire che la penso in maniera opposta a Barbero, ovvero che le donne in generale “se la credono troppo”, e a causa di questo falliscono in politica. Ritengo che la spavalderia e la sicurezza di sé siano qualità che dipendono dal carattere della singola persona, non dal genere. Casomai nelle donne possono essere leggermente più rare perché su alcune di loro agisce il condizionamento sociale e familiare di cui parla librini: se vivi in una società e in una famiglia che fanno di tutto per farti diventare un angelo del focolare, è più facile che tu ti rassegni a quel ruolo anziché ribellarti e dire “Col cavolo, io voglio fare politica”. La storia della monaca di Monza è molto indicativa in questo senso: a forza di sentirsi dire da tutti che doveva fare la suora, si è infilata in convento nonostante fosse una scelta palesemente lontanissima dalla sua indole e dai suoi desideri.
    Non voglio dire neanche che, siccome le ultime volte che ci siamo affidati alle donne in politica l’esito è stato pessimo, allora dobbiamo generalizzare e trarre la conclusione che le donne in politica non devono starci (o devono starci, ma senza ricoprire incarichi di prestigio e di vera leadership). Come sa, fosse per me avremmo una donna presidente del Consiglio, una donna presidente della Repubblica e una donna presidente degli Stati Uniti. A mio giudizio la prima è quella che ha maggiori possibilità di raggiungere quel traguardo. Non solo per l’amore profondo che riesce a instillare negli altri (perfino quelli che la conoscono poco, come gli spagnoli), ma anche per il motivo che ho scritto nei commenti al Suo post intitolato “La matrice”: lei è potente, lei è invincibile, lei è inarrestabile.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Ci sono moltissime donne che invece hanno dato ottimi risultati, indipendentemente dal loro pensiero politico, pensa ad esempio alla Merkel, e a molte donne potenti a livello di comunità europea. Del resto, anche di uomini deludenti è piena la storia e anche la cronaca. Le differenze tra uomo e donna nella possibilità di fare strada non dipendono da caratteristiche insite nel genere ma da storia, educazione, ruolo… insomma, Barbero l’ha fatta fuori dal vaso.

    • wwayne ha detto:

      Proprio adesso sto leggendo un romanzo che per protagonista la Merkel. Chiaramente l’autore l’ha camuffata dandole un nome fittizio (Marie Eisenhuth), ma il personaggio in questione ricalca in tutto e per tutto la sua personalità e le sue posizioni politiche.
      Nel libro l’autore immagina che questo fac simile della Merkel si giochi le elezioni fino all’ultimo voto contro un candidato di estrema destra. Ovviamente quest’ultimo è il cattivo del romanzo, e lei è la buona: l’autore è politicamente schierato in modo così sfacciato che farebbe diventare di destra anche la Boldrini. Però mi sta tenendo incollato alla pagina, e con me non è una cosa facile: sono un lettore che si annoia facilmente, e se un romanzo mi annoia non ho proprio nessun problema ad abbandonarlo.
      Se vuole leggere il libro in questione, è “La rete del Führer” di Steve Barry. Grazie per la risposta! 🙂

  6. recensioni53 ha detto:

    Condivido, le differenze tra uomo e donna nella possibilità di fare strada non dipendono da caratteristiche insite nel genere ma da storia, educazione, ruolo…….. e per questo ci sono anche pessime politiche. In proporzione comunque non certo di più degli uomini…

  7. marisasalabelle ha detto:

    Come se uno, commentando gli insuccessi di certi sindaci, dicesse: “questa volta gli uomini hanno deluso”, “i maschi non sono stati all’altezza”… be’, quasi quasi sarebbe il caso di dirlo, certe volte! 😀

  8. Massi Tosto ha detto:

    Ovvio che siamo razzisti se non capiamo che siamo persone, tra uomo e donna non vi è alcuna differenza, esattamente come non c’è differenza tra bianco e nero, tra giallo e rosso etc etc ognuno con le sue peculiarità o no Prof ? Anche io ritengo che Barbero l’ha fatta fuori dal vaso

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