Araldica

Dall’alto dei suoi 87 centimetri di altezza o anche meno, se è seduto in passeggino, il bambino guarda in alto e gli si rivela un mondo. Il cielo è continuamente solcato da aerei e da uccelli in volo, alle finestre ci sono persone da salutare con la mano, ma soprattutto, ed è la cosa che lo manda in estasi, le superfici dei palazzi vecchiotti del centro sono costellate di busti di antichi gentiluomini, bassorilievi e stemmi. Degli stemmi, lui ne va matto. Gli piacciono quelli grandi, maestosi, che si staccano dal muro e incombono sulla via, spesso sormontati da un cappello da vescovo, sembrano persone e il piccolo, amichevole, li saluta con la mano. Ma ci sono anche quelli con fattezze di animali, orsi, cani, leoni, e lui che ha l’occhio buono li riconosce tutti. Scova anche quelli piccolini, ormai smussati dai secoli, senza più forma riconoscibile, e li indica alla alla nonna che spinge il passeggino, e la nonna gli dà ragione: “Certo, certo, anche quello è uno stemma, che bellino!”

Da grande, il bambino si specializzerà in araldica e scriverà un importante trattato sulle famiglie illustri di Pistoia e sui loro stemmi.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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18 risposte a Araldica

  1. chiccoconti ha detto:

    Sarebbe un bellissimo mestiere!

  2. wwayne ha detto:

    Quando passeggiavo con mio nonno da bambino passavamo sempre davanti a un’immagine della Madonna, sotto la quale c’era scritto:

    Fermati viandante
    il capo china
    e saluta del ciel
    la gran regina

    Mio nonno ubbidiva sempre a quest’ordine, e mi diceva di fare lo stesso. Quest’abitudine è diventata così radicata in me che adesso chino il capo davanti a tutte le immagini sacre che vedo, non solo quella in questione. 🙂

    • marisasalabelle ha detto:

      Vedi l’importanza dei nonni?

      • wwayne ha detto:

        Dell’importanza dei nonni parlavo giusto ieri con una mia classe. Stavamo leggendo un passo della Gerusalemme liberata in cui Guelfo si comporta da vecchio saggio nei confronti di Rinaldo, prendendolo sotto la sua ala protettrice e facendogli da maestro di vita: da lì abbiamo discusso dell’importanza di affidarci a persone più anziane e più esperte di noi, e della fortuna che abbiamo quando un vecchio saggio (spesso appunto un nonno) decide di mettere a nostra disposizione il suo bagaglio di conoscenze e di esperienze.
        Tra l’altro ho digitato su Google il testo dell’iscrizione, e ho scoperto che ce n’è una identica sotto ad un’altra statua della Madonna, in un paesino sardo chiamato Sorso: queste coincidenze mi lasciano sempre a bocca aperta.
        Colgo l’occasione per dirLe che il nostro Carmine Abate ha sfornato un nuovo romanzo, “Il cercatore di luce”: è uscito 3 giorni fa, e io ovviamente l’ho comprato al volo! 🙂

  3. cristinabia ha detto:

    Come sono buffi! Mi hai ricordato il mio grande fissato coi lampadari, in tutti i palazzi cercava solo quelli!

  4. marisasalabelle ha detto:

    Sì, sono divertentissimi, pieni di strane passioni e curiosità!

  5. silviacavalieri ha detto:

    Mio figlio adorava ascoltare le campane e vederle in movimento. Quando con mio marito, di passaggio a Monza, siamo andati a vedere il tesoro del duomo, davanti alla corona ferrea è caduto in estasi, producendosi in un urlo modulato, (u-huuuu, u-huuuu… ) simile al canto di un uccello notturno che risuonava in tutta la chiesa, lo stesso con cui ebbe a onorare il cavatappi, classico, quando mio marito gli fece aprire e chiudere le braccia, così, per interessarlo, prima di usarlo.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Anche Dario va matto per le campane, quando suonano comincia a dondolarsi sulle gambe e pretende che lo facciamo anche noi. I bambini hanno mille curiosità, sono sempre desiderosi di imparare qualcosa di nuovo!

  7. aure1970 ha detto:

    Gli occhi dei bambini sono inarrestabili 😍

  8. Alidada ha detto:

    chissà se ci sono in giro delle cose che riguardano anche la mia famiglia. Da alcune ricerche so che i miei avi venivano da Pistoia 🙂

  9. marisasalabelle ha detto:

    Ah, ma la mia famiglia non ha niente a che fare con Pistoia… da parte di madre sono sono sarda, da parte di padre le origini sono francesi, mio padre è nato a San Giorgio a Cremano e la mia nonna materna era di Santa Lucia di Serino…

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