Abdulrazak

Oggi è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura. Il totonomi era ricchissimo e c’erano in lizza autori che avrei desiderato lo vincessero, da Murakami a Annie Ernaux a László Krasznahorkai a tanti altri ancora. Invece l’ambito riconoscimento è andato a Abdulrazak Gurnah, uno scrittore tanzaniano, non esattamente notissimo al grande pubblico. In questi casi le reazioni sono di due tipi: si va freneticamente a documentarsi su Wikipedia per non sembrare delle capre ignoranti o si fa dell’ironia: Abdulrazak? E chi è? È un nome o un codice fiscale? Con tutti gli eccellenti scrittori che ci sono a questo mondo, proprio a questo illustre sconosciuto dovevano dare il Nobel. Ah, signora mia…

Per quanto mi riguarda, confesso che non l’avevo mai sentito nominare prima d’ora. Il fatto però che IO non sappia nulla di un autore non significa necessariamente che questo autore non sia importante e meritevole: infatti, cari leoni della tastiera, nessuno di noi fa parte dell’Accademia di Stoccolma, nessuno di noi aveva il compito di indicare il vincitore. Oltretutto non è la prima volta che il Nobel viene vinto da autori poco conosciuti. Non avevo mai sentito nominare Herta Müller e nemmeno Patrick Modiano. Il Nobel a volte ci dà l’opportunità di fare conoscenza con scrittori che nella nostra inevitabile limitatezza non avevamo mai incontrato. Senza fretta, quando ne avrò voglia, e soprattutto quando li ristamperanno, cercherò i libri di Gurnah: forse mi piaceranno, forse no, ma questo è irrilevante.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Abdulrazak

  1. wwayne ha detto:

    Apprezzo quando viene dato un premio Nobel totalmente inaspettato. Sia perché i colpi di scena sono sempre ben accetti quando si tratta di premiazioni, sia perché offre una grande vetrina ad un autore che altrimenti sarebbe rimasto per sempre nelle retrovie (e anche alla casa editrice che ha creduto nelle sue qualità in tempi non sospetti).
    Ho letto che di Abdulrazak Gurnah è stato pubblicato un solo libro (nel 2006 da Garzanti) e mai più ristampato: immagino che adesso alla Garzanti si siano precipitati a verificare se detengono ancora i diritti di quel romanzo, e in caso di risposta affermativa avranno stappato lo spumante per poi mandarlo in ristampa alla velocità della luce.
    Riguardo ai vincitori precedenti, forse La stupirò, ma a parte quelli italiani (che ho letto per ovvi motivi professionali) ne conosco pochissimi. Ho letto Coetzee, per ben 2 volte, e in entrambe le occasioni mi sono chiesto che cosa ci abbiano trovato i giurati del premio Nobel: nei suoi romanzi fatico a trovare anche solo della bellezza, figuriamoci della grandezza. Stesso discorso per Peter Handke: di lui ho letto solo “La donna mancina”, e anche in quel caso mi è sembrato un romanzo banale sia per scrittura che per contenuto. In compenso ho avuto modo di apprezzare Kawabata (un vero maestro del racconto breve) e soprattutto Steinbeck, che ha scritto uno dei miei libri preferiti in assoluto (I pascoli del cielo).
    Riguardo a Murakami, i giurati di Stoccolma non snobbano per principio gli autori dal grande successo di pubblico, ma in linea generale hanno la puzza sotto il naso, e tendono a pensare che se un autore piace troppo allora non può essere tanto bravo, perché l’alta qualità la colgono in pochi. E’ una mentalità molto diffusa tra chi assegna i premi, anche i giurati dell’Academy ragionano così quando votano per gli Oscar. Nonostante questo la considero una mentalità cretina e insopportabilmente snob, perché presuppone che il grande pubblico non abbia abbastanza cultura e buon gusto per apprezzare l’alta qualità di un prodotto artistico. Non è affatto così, ma i giurati di Stoccolma (e non solo) ne sono fermamente convinti, e quindi credo che Murakami non vincerà mai. In compenso a me piace così tanto che gli ho dedicato questo post: https://wwayne.wordpress.com/2011/01/31/big-in-japan/

    • marisasalabelle ha detto:

      È vero che l’Accademia tende a premiare autori non famosissimi proprio per dar loro il modo di farsi conoscere; un’altra caratteristica è che in qualche modo l’autore deve essere “impegnato” o comunque trasmettere dei valori importanti; è vero anche che c’è un pizzico di snobismo negli accademici, io per esempio mi sono molto rammaricata che Philip Roth non abbia potuto avere il Nobel.
      In ogni caso è sempre un’occasione per conoscere nuovi autori; io ho letto molti scrittori che hanno ricevuto il premio, una parte dei quali conoscevo già da prima, altri che invece ho scoperto grazie al premio, comunque non mi sento in dovere di andare subito a comprare i testi dell’ultimo premiato. I romanzi di Gurnah pubblicati in Italia son tre, e sono tutti e tre fuori commercio.

  2. Sono corso su Wikipedia, riflesso condizionato.

  3. aure1970 ha detto:

    E’ un’occasione per scoprire un autore sconosciuto.
    Un po’ mi spiace per Murakami, però…

  4. Alessandro Montani ha detto:

    Ho resistito e non sono andato su Wikipedia, mi riservo di leggere domani qualche articolo su di lui.
    Quanto ai criteri dell’Accademia, non dico che siano imperscrutabili, ma è inevitabile che le scelte siano imprevedibili. Guardando agli ultimi 25 anni, ci sono sia autori che già erano consacrati o addirittura canonici (Heaney nel 1995 era sicuramente molto noto come poeta, Pinter era da decenni un classico del teatro), altri molto conosciuti e di grande successo (Grass, Saramago, Vargas Llosa, Ishiguro), uno addirittura una superstar (Bob Dylan), altri non saprei più dire se fossero già molto famosi o lo siano diventati soprattutto grazie al Nobel (Walcott e Szymborska), altri, se così si può dire, di nicchia (che so, Jelinek, della quale mi è bastato una volta iniziare un articolo e non riuscire a concluderne la lettura perché mi passasse ogni desiderio di approfondirne la conoscenza). Poi abbiamo tutti i nostri candidati del cuore che vorremmo vedere premiati: a me è andata bene con Pinter e Bob Dylan, è andata male (come alla maggior parte dei lettori, mi sa) con Roth (troppo maschilista, troppo americano, troppo ebreo e quindi per automatismo metonimico troppo filoisraeliano per non turbare le anime virtuose), continua ad andar male con almeno 4 candidati che mi sembrano degnissimi: Don De Lillo (per me un gigante), Abraham Yeoshua (altro gigante, ma ahilui israeliano), Thomas Pynchon (e capisco l’Accademia, come premiare uno scrittore che sicuramente non si presenterebbe alla cerimonia?) e Adonis. Ecco, mi stupisco che Adonis non sia mai stato premiato: è un grande poeta ed è siriano.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Hai fatto un esame accurato, ed è proprio come dici; dispiace solo che ci sia chi, senza aver mai sentito nominare e ovviamente senza aver mai letto questo autore spari a zero su di lui e sul Premio che “non era mai caduto così in basso”…

  6. Alexandra ha detto:

    Sono andata anch’io su Wikipedia, ma per appurare qualcosa che ero quasi sicura di ricordare: in effetti, Il Disertore lo avevo letto, e anche trovato bellissimo, in tempi decisamente non sospetti, grazie a una meravigliosa libreria genovese che adesso ha chiuso, ma nella quale qualche anno fa facevo quasi sempre scoperte meravigliose. Purtroppo, non so perché ultimamente ricordo sempre meno dei libri letti, anche quelli più amati. Eppure, in casi simili ho questa sensazione un po’ vanesia ma anche molto piacevole, come se in qualche modo avessi “visto nascere” qualcuno che è diventato poi un grande artista. In realtà, leggo adesso che era molto noto in inghilterra almeno dagli anni ’90, ma ecco, in un momento in cui sto ricschiando di perdere un po’ l’amore per la lettura, resta un mio piccolo orgoglio, come se fossi stata messa a parte di un piccolo segreto 🙂

    • marisasalabelle ha detto:

      Che bello! A me è successo con Mo Yan, che comunque era già famoso, però forse non letto da tantissimi, qui in Italia: e quando ebbe il Nobel io conoscevo molti dei suoi libri, che sono bellissimi

  7. Alexandra ha detto:

    Poi vedi come sono soggettive, queste cose. De Lillo lo trovo illeggibile, e Murakami (ahimè) non l’ho mai letto, anche se a volte me lo sono ripromesso, ma finora alla fine ho sempre dato la priorità ad altri.

  8. phileasfogg2020 ha detto:

    Credo sia lo spirito giusto. Inutile correre a procurarsi i libri del vincitore: senza una motivazione più solida per leggerli, rimarrebbero lì sul comodino. Comunque grazie per aver riportato il nome del vicintore: al telegiornale lo hanno citato talmente velocemente che era impossibile capirlo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...