Al sicuro

Vado a un dibattito sulla Palestina presso un circolo Arci. L’evento si svolge al chiuso, perciò: mascherina, misurazione della temperatura, sanificazione delle mani, firma su registro, esibizione del green pass. Poi, però, sul palco si succedono almeno sei persone che si scambiano amichevolmente lo stesso microfono, sul quale ognuno di loro potrebbe, volendo, sputacchiare virus a volontà. Ma già, dimenticavo! Col green pass siamo tutti al sicuro!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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11 risposte a Al sicuro

  1. wwayne ha detto:

    La misurazione della temperatura è una cosa ridicola, per vari motivi:

    – perché ci sono mille modi per alterarla (dalla Tachipirina alla bottiglia d’acqua gelida sulla fronte);
    – perché la febbre è solo uno dei mille sintomi del covid, e quindi una bassa temperatura non garantisce affatto l’assenza del virus;
    – perché chi ha la febbre se ne sta a casa: voglio sperare che siano pochissimi gli italiani così stronzi da andarsene in giro dopo aver sviluppato un sintomo riconducibile al covid.

    Comunque sono d’accordo con Lei, non è vero che con il green pass siamo tutti al sicuro. L’espressione “in sicurezza” se la mettono in bocca i politici per propaganda e i piccoli imprenditori per far tornare i clienti, ma è una panzana. Per mettere davvero in sicurezza l’Italia serve l’obbligo vaccinale, e un premier con abbastanza palle da introdurlo. Draghi ha già ventilato quest’ipotesi, quindi può darsi che ce le abbia.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Certamente chi è vaccinato ha meno probabilità di infettarsi, ma questa possibilità esiste, e si sono già verificati focolai in seguito a eventi o comitive di persone tutte munite di green pass; io sono un po’ avventurosa e un po’ fatalista, quindi partecipo a incontri o eventi, ma questo particolare del microfono (è successo anche a me, in alcune recenti occasioni, di parlare a un microfono appena usato da un’altra persona) mi lascia perplessa, perché è chiaro che se uno è positivo al covid e usa un microfono, piazzandoselo vicinissimo alla bocca e investendolo delle sue droplet, il prossimo che prende tale microfono e se lo avvicina al viso un po’ rischia…

    • wwayne ha detto:

      Certo che esiste questa possibilità: il vaccino copre dal rischio di infezione all’88%, quindi se io vaccinato entro a contatto con un positivo ho il 12% di possibilità di contrarre il virus. Va precisato comunque che di quel 12% di vaccinati che si infettano solo il 5,4% sviluppa dei sintomi tanto gravi da necessitare di un ricovero ospedaliero (fonte: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=97386): di conseguenza, come dice Lei, annullare la propria vita sociale perché ci sono 5 possibilità su 100 di finire in ospedale mi sembra a dir poco esagerato. E lo dice uno che la sua vita sociale l’ha annullata per un anno e mezzo, fino a quando tutti i membri del mio nucleo familiare non hanno completato il ciclo vaccinale: una scelta che ho fatto con piena convinzione e che rifarei altre mille volte. Grazie per la risposta! 🙂

  3. endorsum ha detto:

    Sicurissimi! 🙂

  4. Anche a messa le letture vengono fatte allo stesso microfono

  5. marisasalabelle ha detto:

    È curioso come ci siano misure stringentissime per tante cose e poi nessuno pensi a questa cosa dei microfoni! Tanto più che a messa (come anche in eventi all’aperto cui ho partecipato) non c’è controllo del green pass, quindi le possibilità di incappare nel virus sono maggiori

  6. Evaporata ha detto:

    Lo si vede ogni giorno nei tg, quando gli inviati vanno a intervistare negli ospedali i nuovi malati di covid e poi passano il microfono ad altre persone.
    Ormai è una grossa presa per i fondelli, ma nessuno vuole saperlo.

  7. wwayne ha detto:

    Se gli italiani hanno abbassato così tanto la guardia (e non parlo solo dei passaggi di microfono) un po’ di colpa ce l’hanno anche Figliuolo e Speranza, che usando di continuo la parola “immunizzati” al posto di “vaccinati” hanno dato a chi ha fatto il vaccino la sensazione di essere appunto immune dal virus. In realtà quel termine è usato a sproposito, perché un 12% di rischio c’è.

  8. marisasalabelle ha detto:

    Su questo hai ragione, l’uso del termine “immunizzati” è ingannevole

  9. zipgong ha detto:

    Cmq ti teniamo d’occhio non la passerai liscia, sovversiva.

  10. marisasalabelle ha detto:

    Oddio… mi sono compromessa!

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