Totoromanzo seconda fase

Oggi su Robinson sono uscite le semifinali relative al romanzo storico. Il dialogo che segue è di pura fantasia.

«Di’ la verità, ci sei rimasta male!»

«Male? No, no, assolutamente.»

«Ci avevi sperato, riconoscilo.»

«Ma figurati! Lo sapevo benissimo che sarebbe andata così. Non mi ero fatta illusioni.»

«Andiamo, sii sincera. Almeno alle semifinali speravi di arrivarci.»

«Be’, lo ammetto: il primo turno speravo proprio di passarlo. Non di più, ma sarebbe stato già molto, per me.»

«Ma se avessi passato il primo turno, poi sono certa che ti sarebbe piaciuto andare alla finale.»

«No, no. Era al disopra delle mie forze. Mi sarei accontentata della semifinale. Sarebbe stata una soddisfazione.»

«Immagini che il libro che è passato del tuo girone sia molto bello…»

«Oh, sì, sì!»

«Non mi sembri convinta…»

«Be’, è un romanzo di successo. L’ho letto, mesi fa. Prima che iniziasse questo torneo. Certo non pensavo di doverci competere in maniera diretta.»

«E ti era piaciuto?»

«Oh, be’, per leggere si legge…»

«Avrà avuto un giudizio lusinghiero dalla giuria che l’ha promosso!»

«Ecco… quelli del circolo di lettura di Seregno, che gli hanno dato la vittoria, hanno scritto così: È la lunga storia della famiglia Casadio. Il mondo zingaresco, con le magiche profezie svelate dai tarocchi, si è mescolato a quello concreto e rurale della pianura padana. Il realismo magico, che si avverte nella parte iniziale del romanzo, lascia presto spazio a un intreccio storico politico che dal Risorgimento giunge agli anni di piombo. E però sono troppe le tematiche storico-sociali, trattate frettolosamente e sotto forma di cliché stereotipati.»

«Ah! Cavolo, allora dovevano essere ben brutti gli altri romanzi del girone!»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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13 risposte a Totoromanzo seconda fase

  1. rido sotto i baffi …..

  2. wwayne ha detto:

    E’ un romanzo, non un manuale di Storia, quindi si può perdonare all’autore il fatto di aver trattato frettolosamente le tematiche storico – sociali. Avrebbe avuto più senso rimproverargli il fatto di aver messo troppa carne al fuoco, considerato che dal Risorgimento agli anni di piombo ne son successe veramente di ogni.
    Riguardo all’accusa di non essere originale (perché usare cliché stereotipati in sostanza significa questo), ormai nessuno inventa più nulla, ed è un continuo scopiazzare robe già fatte: di conseguenza, se adottassimo il parametro dell’originalità per promuovere o condannare un romanzo si salverebbero in pochissimi. Anche questo rimprovero ha quindi poco senso.
    Tra tutti i romanzi che ho letto negli ultimi anni (e ne ho letti veramente tanti), gli unici che posso considerare originali sono:

    – “Lascia che accada” di Amber L. Johnson, perché parla di una ragazza che si innamora di un coetaneo autistico, e non è una situazione comune nei romanzi rosa;
    – “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo, perché l’autore immagina come sarebbe stato il mondo degli antichi romani se avessero avuto a disposizione la tecnologia moderna, e questa è senza dubbio un’idea originale;
    – “Brigitte” di Stefano Fantelli, perché ha per protagonista una ragazza zombie ma non è un horror;
    – “Testa di serpente” di Fabrizio De Sanctis, perché è un giallo ambientato in un contesto non usuale e per molti versi sconosciuto come la comunità cinese di Prato.

    Includo nell’elenco anche “L’ultimo dei Santi”, sia perché è un giallo in cui l’indagine non è il vero focus della storia, sia perché ha anch’esso un’ambientazione originale e sconosciuta ai più come il paese di Torri.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Grazie caro, apprezzo il tuo riconoscimento. Però dovresti leggere anche gli Ingranaggi!
    Il libro in questione secondo me è di valore modesto, e questo lo pensavo già prima che mi battesse nel torneo di Robinson. Hai ragione nelle osservazioni che fai, ma quello che mi interessava sottolineare era il fatto che chi gli ha dato la vittoria lo ha valutato in modo non certo entusiasta. Chissà cosa avranno pensato del mio…

    • wwayne ha detto:

      Anche a me una volta è capitato di venire “promosso con disgusto”. Quando facevo i corsi di abilitazione all’insegnamento, per ciascuna materia noi abilitandi avevamo 2 professori, e potevamo scegliere a quale dei 2 sottoporre le nostre ricerche (ma non potevamo sapere quale dei 2 ci saremmo ritrovati nella commissione finale: il rischio era di farsi approvare il lavoro da uno per poi ritrovarsi in commissione l’altro). Per Geografia io sottoposi il mio lavoro alla professoressa più dura delle 2, nella convinzione che se fosse andato bene a lei sicuramente sarebbe andato bene anche all’altra. Il guaio è che la docente in questione bocciò il mio lavoro per ben 3 volte: alla quarta finalmente me lo promosse, perché continuava a farle schifo, ma a differenza delle volte precedenti non aveva trovato nessun appiglio per stroncarlo.
      Tra l’altro quest’idea del “doppio professore” ebbe delle conseguenze disastrose non tanto a Geografia, quanto piuttosto a Storia: infatti una delle 2 professoresse di quella materia era molto altezzosa, e quindi prendeva come un affronto personale il fatto che alcuni abilitandi si fossero rivolti all’altra docente anziché a lei. Di tutto questo ce ne accorgemmo soltanto all’esame finale, quando lei sputò veleno a litri su tutti gli abilitandi che avevano osato snobbarla e presentare il loro lavoro all’altra docente. Io per fortuna mi ero rivolto alla docente giusta. 🙂
      Che ne pensa di queste disavventure (mie ed altrui)?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Be’, anch’io una volta sono stata promossa nonostante avessi fatto una scena penosa: fu al concorso per l’insegnamento alle Superiori, avevo studiato poco o nulla, mi capitarono domande cui non sapevo rispondere, l’unica su cui ero veramente preparata (le origini del feudalesimo) mi fu rivolta da un esaminatore che dell’argomento non ne sapeva nulla (voleva farmi dire che il feudalesimo era stato inventato da Carlo Magno, una cazzata che al primo esame universitario di storia medievale viene smantellata), alla fine dopo una mediocrissima priva di geografia mi licenziarono riconoscendomi l’onore delle armi per aver fatto del mio meglio, ero certa di essere stata bocciata e mi arrabbiai con mia zia che mi aveva accompagnato (tra le altre cose avevo un piede ingessato) e che ripeteva, ma no, vedrai che sei passata: quando uscirono i risultati, vidi che la sufficienza l’avevo ottenuta, cosa che non mi permise di vincere una cattedra ma, anni dopo, di fare domanda per l’insegnamento di Italiano e Storia all’Istituto tecnico, dove sono rimasta per ben 25 anni

    • wwayne ha detto:

      La Sua vicenda è l’ennesima conferma del fatto che tutto segue un preciso destino, e questo nei concorsi pubblici (dove la fortuna ha un ruolo immenso) è più evidente del solito.
      Anch’io sono capitato nella scuola dove insegno da anni per puro caso. Tra tutti quelli che avevano vinto il concorso docenti, solo i più alti in graduatoria potevano scegliere la scuola in cui venire immessi in ruolo: per tutti gli altri decideva lo stato. Io non ero neanche tra i primi 50, quindi dovetti andare in una scuola scelta per me dall’Ufficio Scolastico Provinciale: l’ufficio in questione mi fece davvero un grandissimo regalo, perché mi mandò in un posto meraviglioso sotto tutti i punti di vista. Grazie per la risposta, buon appetito e buona Domenica! 🙂

  5. Stef555 ha detto:

    Sto leggendo il tuo libro Ingranaggi e l’ho messo su Goodreads dove ancora non c’è valutazione e lettura. Mi pare che ci sono 3 tuoi libri. Magari aiuta la curiosità.

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