Nomadland

Nomadland, il libro, io l’ho letto la scorsa estate. Era appena uscito, e lo vidi in libreria. Mi colpì moltissimo la copertina e gli diedi un’occhiata. L’argomento mi sembrò interessante, così lo comprai. Si tratta di un’inchiesta, fatta dalla giornalista Jessica Bruder, sulla vita degli americani e delle americane che vivono in roulotte e camper, si spostano da un punto all’altro di quell’immenso territorio, quando hanno bisogno di soldi lavorano per qualche mese, cucinano o lavano i piatti nei ristoranti, tengono puliti campeggi e parchi nazionali, confezionano pacchi da Amazon; poi, quando hanno messo da parte un po’ di denaro sufficiente per andare avanti per un po’, si rimettono in viaggio, vanno a raduni, coltivano le amicizie che hanno fatto viaggiando, di tanto in tanto vanno a trovare i familiari che abitano in case normali, villette col giardino dove loro, però, non resistono a lungo. È una vita dura la loro, ma anche libera da legami, in alcuni casi frutto di una scelta, in molti altri prodotta dalle circostanze, tipo perdita del lavoro, morte del coniuge o altre cose del genere, ma che poi diventa la loro vita, dalla quale non possono o non vogliono tornare indietro. A chi gli dice che sono dei senzatetto rispondono che no, hanno il loro camper, la loro roulotte, che hanno adattato e arricchito dei comfort necessari, e hanno anche una poltroncina di plastica dove posson sedersi ad ammirare il tramonto, magari avvolti in una coperta, se fa freddo. Non voglio descrivere questa vita come un idillio, e nemmeno il libro lo fa: è una vita dura, adatta a persone particolari, ma non priva delle sue attrattive. Una vita fuori dagli schemi, la libertà, l’amicizia, il contatto con la natura sono alcuni dei pregi. Disagi, asprezza, fatica, solitudine sono la contropartita.

Come tutti sappiamo da questo libro è stato tratto il film vincitore dell’Oscar, interpretato magistralmente da Frances McDormand. Bloccato per mesi dalla chiusura dei cinema, è uscito nei giorni scorsi, contemporaneamente nelle sale e su Star, un canale di Disney+. A Pistoia ci sono solo due cinema, anche se uno è un multisala, ma nello scorso fine settimana nessuno dei due aveva ancora aperto, così l’ho guardato in Tv. Non è la stessa cosa, però.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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17 risposte a Nomadland

  1. wwayne ha detto:

    Mi ha fatto tornare in mente uno altro splendido film con protagonista un viaggiatore, e che coglie perfettamente la magia dell’America meno esplorata da Hollywood. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/

  2. Come già sai, ho apprezzato molto queso libro. Mi manca il film, che vorrei vedere al cinema…

  3. Massi Tosto ha detto:

    Mi sono riproposto di acquistare il libro,sono molto curioso

  4. Paolo Popof ha detto:

    Qualche anno fa ne scrivevo anch’io, https://popof1955.wordpress.com/2013/12/16/roulotte-abitare-senza-imu/ e qualche mese fa due ragazze a Treviglio (BG) han tentato inutilmente di fissare la residenza in una roulette.
    Comunque qui da noi c’è un folto gruppo di persone che si sposta con roulette al seguito di concerti rock vendendo oggetti autoprodotti ed altro 🙂

  5. marisasalabelle ha detto:

    In Italia non abbiamo questa cultura, esistono le comunità rom e sinti che però sono pressoché stanziali, e sono comunque molto malviste dalla popolazione. Anche gli spazi sono diversi.

  6. Avevo una roulotte, una chiocciolina, così si chiamava. La facevano, credo, e se non ricordo male, in Cecoslovacchia. Era l’unica, per dimensioni, che la mia scassatissima Renault riusciva a tirarsi dietro. Che sensazione di libertà vertiginosa potersi fermare dove ti pare. Dunque, intanto leggo il libro, che dove sto cinema non ce ne sono più.

  7. marisasalabelle ha detto:

    Oggi penso che sarebbe più difficile fermarsi dove ci pare, ci sono tanti di quei divieti…
    Il libro è bello, il film pure, io l’ho visto su Disney+

  8. Alidada ha detto:

    lo aspetto, non me lo perderò.

  9. tanadeilibri ha detto:

    Per come sono fatta io troverei difficilissimo vivere in questo modo, ma le storie di chi riesce mi affascinano sempre e sono felice della loro felicità 🙂

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