23 marzo

Il 23 marzo 1919 Mussolini fondò i Fasci di combattimento.

Il 23 marzo 1944 un drappello di partigiani attuò a Roma l’attentato di via Rasella. Tra di essi c’era il mio prozio Silvio Serra.

« Dopo aver compiuto diverse azioni e ucciso o ferito parecchi pezzi grossi, i GAP romani decisero di cimentarsi con qualcosa di veramente importante e scelsero come data il 23 marzo, che era l’anniversario della fondazione del Movimento dei Fasci di Combattimento. È stato un certo Mario Fiorentini ad avere l’idea. Lui abitava in centro, vicino a via Rasella, dove tutti i pomeriggi passava una colonna di soldati tedeschi, diretta verso il Palazzo del Viminale. Via Rasella è una strada stretta, in salita, un posto ideale per far scoppiare una bomba e i membri del GAP decisero di farlo. Di far fuori un bel po’ di quei soldati che tutti i pomeriggi arrancavano su per la salita cantando lieti canti guerreschi nella loro lingua. Il sistema che escogitarono fu geniale: collocarono l’esplosivo in un carretto della spazzatura, Rosario Bentivegna, l’esecutore materiale dell’attentato, indossò un’uniforme da spazzino e si piazzò accanto al carretto, vari compagni erano appostati nelle vie circostanti in modo da avvistare gli Sturmtruppen in arrivo e passarsi la notizia di bocca in bocca. Carla Capponi, una bella ragazza di buona famiglia, tra le più attive e intraprendenti partigiane di Roma, doveva fare avanti e indietro fino a che i soldati non fossero stati alle viste: al che avrebbe raggiunto il finto netturbino e gli avrebbe dato il via. Le cose poi, come succede quasi sempre in questi casi, andarono un po’ a modo loro, i tedeschi erano in ritardo, alcuni poliziotti notarono la ragazza, la avvicinarono, non si sa se perché insospettiti o solo per flirtare innocentemente, lei tirò fuori il classico argomento femminile, e cioè che stava aspettando il suo fidanzato: ma il tempo passava, i tedeschi non si vedevano, il fidanzato nemmeno, i poliziotti insistevano, l’attentato rischiava di fallire… Alla fine, come è noto, gli uomini del battaglione Bozen arrivarono, il finto spazzino ricevette il segnale, accese la pipa, con la pipa accese la miccia, la buttò nel carretto… Intanto gli altri gappisti buttarono bombe a mano: tra questi c’era anche Silvio, ma se credete che qualcuno degli attentatori o dei testimoni abbia speso una parola per dire in quale punto esattamente si trovasse, che cosa precisamente abbia fatto, verso che direzione sia poi scappato, un particolare, insomma, un dettaglio su questo sfuggente eroe familiare, be’, vi sbagliate. “C’era Silvio Serra”, “Silvio Serra era lì”. Non si riesce a ricavarne altro, e sì che ne ho letto di resoconti, testimonianze, interviste. Silvio Serra scompare dalla scena dell’attentato quel pomeriggio del 23 marzo e non si sa più niente di lui fino al 15 maggio, quando viene arrestato. Dov’è stato per un mese e mezzo? Dove si è nascosto, dove dormiva? E sua madre, che tutti i giorni andava da un commissariato all’altro per chiedere sue notizie, e sua sorella, staffetta partigiana, sapevano qualcosa? Impossibile dirlo, ormai.»

Da Gli ingranaggi dei ricordi. Arkadia editore, 2020. Chi l’ha scritto? Ma io, naturalmente!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a 23 marzo

  1. Davvero un bel romanzo!!!

  2. wwayne ha detto:

    Sono andato a leggere la pagina Wikipedia di Carla Capponi (https://it.wikipedia.org/wiki/Carla_Capponi), e ho scoperto che era una vera leonessa. Ho scoperto anche che in una circostanza le salvò la vita una donna anch’ella di nome Marisa e anch’ella sarda: queste coincidenze mi lasciano sempre a bocca aperta.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Una gran donna! Per documentarmi per il libro ho letto la sua autobiografia “Con cuore di donna”, che consiglio.
    Marisa Musu, di origini sarde ma nata a Roma, anche lei partecipò all’attentato di via Rasella. Non ho capito bene se ci sia stato un legame sentimentale tra lei e il prozio Silvio…

    • wwayne ha detto:

      Evidentemente la biografia del Suo prozio è destinata a rimanere avvolta nelle tenebre più fitte in tutti i suoi aspetti. Grazie per la risposta e per il suggerimento letterario! 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Nel buio più fitto no, le cose più importanti che lo riguardano si sanno, ma ci sono diversi vuoti che ormai nessuno potrà più colmare

  5. Simone Serra ha detto:

    Ciao, anche io sono suo pronipote! Sono figlio di Efisio, che era figlio di Federico (fratello di Silvio) e di Elena (di Lamporecchio). Tu chi sei?

  6. marisasalabelle ha detto:

    Ciao Simone, mia nonna materna Gioconda Serra era sorella di Silvio. Silvio era il più giovane di undici figli. Ricordo di aver sentito parlare di “zio Federico” quando ero piccola, ma non so se l’ho mai conosciuto! Mia madre, che è ancora viva, si chiama Maria Natalia, figlia di Gioconda e di Enrico Fois, medico. Io vivo a Pistoia, tu dove abiti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...