Saranno famose

Io e la mia amica ***  siamo due scrittrici brave (secondo la nostra opinione, naturalmente) ma non troppo famose, viviamo in città diverse e di tanto in tanto ci incontriamo su Skype per cercare di ideare delle strategie che ci permettano di farci conoscere meglio dal pubblico e di vendere più copie dei nostri libri, che sono capolavori immortali, sebbene il mondo tardi a rendersene conto.

«Sono scandalizzata!» esordisce lei. «Il mio libro non è presente in tutte le librerie! Ho amici a Biella e Pordenone, a Caserta e a Messina: non hanno visto il mio romanzo in vetrina, né esposto in bella mostra sul tavolo all’ingresso della Mondadori, i commessi non sapevano nemmeno chi fossi, e hanno dovuto ordinare il libro! Non so tu cosa ne pensi, ma io lo trovo inammissibile!»

«Non so se sai come funzionano queste cose», rispondo. «In vetrina e sui tavoli i posti sono contingentati e toccano di diritto alle grandi case editrici e agli autori molto popolari o campioni di incassi. Inoltre il ricambio è molto rapido e i titoli in vista si avvicendano spesso. Io il libro in vetrina l’ho avuto nelle librerie di Pistoia, e non in tutte, perché è la mia città e sono conosciuta, ma non posso certo pretendere di avere altrettanta visibilità a Lucca o a Firenze!»

«C’è da notare anche un’altra cosa» aggiunge lei, brandendo in una mano il suo romanzo e nell’altra un volumotto targato Rizzoli o Mondadori. «Noti la diversa stazza dei due tomi? Eppure ti posso garantire che sono pressappoco di uguale lunghezza. Solo che il mio è stampato in corpo 10, mentre l’altro in corpo 12. C’è una bella differenza!»

«Pensi che qualcuno possa fare fatica a leggere caratteri leggermente più piccoli?»

«No, non è per questo! Il fatto è che il mio sembra un libriccino, una cosetta da nulla, quest’altro invece sembra una roba importante, senza contare che il mio ha la copertina morbida, l’altro invece rigida e con sovraccoperta!»

«Sai bene che il nostro editore fa solo libri con la copertina flessibile, se la vuoi rigida mi sa che devi pubblicare con Mondadori…»

«E poi c’è un’altra cosa», conclude.  «Sai benissimo che al giorno d’oggi per fare pubblicità a qualsiasi cosa, compresi i libri, bisogna stare sui social. E io sono su Facebook, va bene, anche su Instagram, ma non li so usare nel modo migliore. Voglio dire, ci sono questi influencer che hanno centinaia di migliaia di followers… io ne ho 219! E se scrivo un post ottengo al massimo 10 like! E qui, bisogna che sia l’editore a insegnarci a sfruttare al meglio le possibilità dei social media! In fin dei conti è nel suo interesse che diventiamo famose e vendiamo bene!»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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20 risposte a Saranno famose

  1. titti onweb ha detto:

    Buongiorno e in bocca al lupo!

  2. marisasalabelle ha detto:

    Buongiorno a te! 🙂

  3. Nonna Pitilla ha detto:

    buongiorno e complimenti comunque!!

  4. Walter Carrettoni ha detto:

    I miei libri sarebbero più famosi della Bibbia se solo non avessi avuto un leggero diverbio con il suo autore, una volta… 😉

  5. wwayne ha detto:

    In realtà la Sua amica dovrebbe essere contenta che il proprio libro non abbia un aspetto troppo massiccio, perché questo allontana una gran quantità di lettori (me compreso). Alcuni evitano i libri lunghi per mancanza di tempo, altri perché vogliono finire ciò che leggono in quattro e quattr’otto, altri ancora per tutte e 2 le motivazioni.
    Talvolta però l’aspetto smilzo di un libro può ingannare, proprio per il motivo che diceva la Sua amica: se è scritto in caratteri piccoli, allora può portare via più tempo di un romanzo massiccio ma scritto in caratteri grandi. Ad esempio, ricordo che anni fa al Pisa Book Festival comprai un romanzo intitolato “Per sempre noi”, di Claudia Piovano e Silvia D’Agostino: ebbene, a vederlo il libro in questione sembrava una sottiletta, ma dentro era scritto in caratteri così piccoli e con un’interlinea così sottile che a stamparlo a caratteri normali sarebbe venuto grosso almeno il doppio. Ad ogni modo, anche se bisogna sforzare un po’ gli occhi per leggerlo ne vale veramente la pena, perché è uno dei più bei romanzi sull’amicizia che abbia mai letto: infatti il “Per sempre noi” del titolo non fa riferimento ad una coppia di fidanzati, bensì ad una coppia di amiche.
    Riguardo ai social, a mio giudizio la Sua amica sopravvaluta la loro influenza in termini di vendite. I social servono a far conoscere un libro, ma non a venderlo. L’ho capito quando ho visto che una book blogger famosissima (Chiara Nicolazzo de ilmiomondoinventato) faceva pubblicità a degli autori emergenti sul suo blog, su Instagram e su Youtube, e nonostante questa tripla spinta i loro libri rimanevano comunque sconosciuti.
    Io stesso nel mio piccolo confermo lo scarso nesso tra visualizzazioni e vendite: infatti il mio post più cliccato di sempre è una recensione de “Il treno delle 7:48” di Marco Gritti, ma nonostante le 49.607 visualizzazioni ottenute da quel post il libro in questione non ha sfondato. Ad ogni modo, se anche solo uno su mille di coloro che hanno letto la recensione hanno poi acquistato il libro, allora io ho contribuito a fargli vendere 49 copie, e per me sarebbe una soddisfazione immensa.
    P.S.: Tuttora mi chiedo perché quel post sia piaciuto così tanto. Forse perché in esso oltre a parlare del libro parlavo anche della persona che amo, ed è stato questo a catturare l’attenzione.

  6. marisasalabelle ha detto:

    C’è chi preferisce i libri smilzi, chi invece ama i malloppi, certamente è vero che l’impaginazione fa la differenza, per esempio i miei tre libri pubblicati sono pressappoco della stessa lunghezza, sui 350.000 caratteri, ma l’Efisia e L’ultimo dei Santi hanno circa 240 pagine mentre gli Ingranaggi 184.
    Nemmeno io credo più di tanto che i social incrementino le vendite, però servono a farsi conoscere e chissà, a qualcuno può venire in mente di comprare il tuo libro. So per certo che diversi lettori di questo blog hanno letto l’uno o l’altro o anche più d’uno dei miei romanzi e ciò mi dà una grande gioia, anche se dal punto di vista numerico non saranno certo questi a far lievitare i profitti della casa editrice…

    • wwayne ha detto:

      Quindi Lei è più contenta di vendere un solo libro ad un lettore che poi dà vita ad uno stimolante confronto su di esso anziché 10 copie a dei lettori “silenti”. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda: infatti anch’io preferisco che un mio post riceva poche visualizzazioni e tanti commenti anziché il contrario, perché a me interessa il confronto con gli altri bloggers, non il numero di clic che (per motivi spesso imperscrutabili) un post riesce ad ottenere.

      • marisasalabelle ha detto:

        Quello che mi importa è che ciò che scrivo, qui o nei miei libri, venga letto e ispiri qualcosa in chi legge: divertimento, o riflessione, o commozione, o semplice piacere. Non mi importa la quantità dei lettori, quanto che a ciascun lettore il mio scritto dica qualcosa; il dato quantitativo però è importante per poter continuare a pubblicare…

  7. luisa zambrotta ha detto:

    Un dialogo letto con piacevole curiosità per quel mondo dell’editoria che mi è un po’ estraneo

    • marisasalabelle ha detto:

      Io piano piano ho imparato a conoscerlo! Dal posizionamento dei libri in libreria, alle recensioni, al tempo, diciamo così, di esposizione… Non tutto è piacevole da sapere, non tutto è edificante, e soprattutto non sempre è la qualità che emerge.

  8. caterina rotondi ha detto:

    Purtroppo bisogna avere sempre un bel po’ di conoscenze..sparse.
    A volte sono più quell regalati che quelli venduti.
    Tempi difficili, dove ognuno scrive..leggendo meno, a parte i social.
    Ti auguro, con tutti noi tempi migliori!!

  9. Paolo Popof ha detto:

    Un suggerimento mi sento di dartelo: metti dei collegamenti sulla barra laterale del blog, di modo che chi passa dal blog vede che il tuo è il blog di una scrittrice, e dove cliccandoci sopra ci si colleghi a una piattaforma che lo vende.
    Poi per farti conoscere meglio, visita altri blog e lascia traccia del passaggio, vedrai le tue visite aumentare. 😉

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