Tutta un’altra cosa

Si vede subito che il nuovo governo è tutta un’altra cosa dal vecchio. Con la sapiente e silenziosa guida di Mario Draghi tutte le ostilità sono cessate, tutti i dissapori sono svaniti. Vanno tutti d’amore e d’accordo, e guai a chi osa commentare, o peggio, criticare l’operato di un collega. Per esempio: Speranza ha deciso di non permettere la riapertura degli impianti sciistici, nonostante non sia ancora stata dimostrata la connessione, che pure dev’esserci, tra lo sci e la diffusione della pandemia. Si sa che questa decisione ha causato dei disagi, ma qualcuno ne ha forse approfittato per polemizzare?  Tutti concordi, come un sol uomo. Solo Salvini, dall’opposizione… Ah, Salvini è al governo? E anche quell’altro che ha detto “è tutta colpa del governo” è al governo anche lui?

Il ministro dell’Istruzione, oltre a dimostrarci simpaticamente che sa parlare come un bambino di Io speriamo che me la cavo pur essendo un fine intellettuale, ha già detto che è pronto a riaprire tutte le scuole, mentre l’immancabile Ricciardi proponeva l’ennesimo lockdown totale con annessa chiusura delle scuole. Ebbene, qualcuno ha avuto da ridire? Sono sciocchezze, troveranno la quadra, come diceva Bossi.

Le donne al governo sono poche? Avete sentito le donne lamentarsene? Ci sono tanti di quei posti vacanti per le pulizie, ai ministeri: le donne sanno sempre adattarsi e si sono già armate di stracci e spazzoloni.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Tutta un’altra cosa

  1. Olga ha detto:

    quanto mi piacciono i tuoi post!

  2. Stef555 ha detto:

    la chiusura delle suole…potrebbe essere anche un nuovo modo di camminare meno doloroso, magari una proposta di Orlando per il lavoro. Invece di fare le strade potremmo migliorare i camminamenti.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ahaha! Non mi ero accorta del refuso! Solo scarpe chiuse, non sandali!

  4. wwayne ha detto:

    Ricciardi è un malato di protagonismo, e come tutti i malati di protagonismo ogni tot escogita una sparata clamorosa da fare con il preciso e unico intento di finire sui giornali. Se poi questa sparata semina il panico sti cazzi.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo bene, con questa dannata variante inglese non sono tanto tranquilla…
    Comunque hai ragione, non si dovrebbero fare tutte queste sparate!

    • wwayne ha detto:

      Colgo l’occasione per citarLe un passo di un articolo pubblicato su Il Fatto quotidiano 2 giorni fa. L’autrice è Benedicta Boccoli, ma potrebbe essere Lei:

      Credo di soffrire di prosopagnosia! Quel disturbo per cui vedi delle facce note, ma non ti ricordi a chi appartengano.
      Ho davanti a me una persona che mi è familiare, ma non so chi sia. Lo bacio, ma chi ho baciato? Inizio così a indagare con vaghe domande: “Ciao, come stai, che fai qua?” E lui: “Bene, bene, sono in vacanza”.
      “Beh, certo, anche io. Quanto ti fermi? Quando torni a Roma, anzi a… a… a Padova – Milano – Crotone?”
      “A Roma il 28!”
      “Ah. E abiti sempre lì in via del… ?”
      “Sì, io sto sempre dalle mie parti”.
      Ma quali parti? Non me lo dice il maledetto! Allora cerco disperatamente di scoprire il lavoro che fa: “Il lavoro tutto bene?”
      “Sì sì!”
      “Ma sei sempre lì in… ?”
      Una domanda che può significare in fabbrica, in ufficio, in una casa di appuntamenti e lui dice… “Sìì e chi si muove da lì!”
      Ma da lì dove? Non ho capito, il maledetto non mi dice neanche questo! “Beh, allora tanti auguri per il tuo lavoro, sempre quello, no? Il tuo lavoro è un lavoro che stanca molto, no?”
      “Sì, abbastanza…” e non dice altro. Può essere chiunque, il figlio della mia portiera, uno degli Agnelli, o forse il travestito sulla circonvallazione.
      Vivrò questo periodo di vacanza con un atroce dubbio: chi è quello che ho salutato con tanto affetto sul corso di Cortina? Non è che sarà il tassista che mi ha portato qui? Oddio, ho baciato il tassista? E se fosse mio cugino? A proposito, come si chiama mio cugino?

      • marisasalabelle ha detto:

        Sì, hai ragione, potrei essere io… sai quante volte mi è capitata la stessa cosa? Mi ricordo di quella volta che incrociai un tipo nei corridoi della scuola e con aria furbissima gli dissi: Lei… lei è il babbo del Dolfi! E lui mi rispose: no, sono un tuo collega, insegno qui da due anni…

      • wwayne ha detto:

        Sono episodi di cui a distanza di tempo sorridiamo, ma che sul momento ci fanno sentire mortificati. A Sua discolpa va detto che nelle scuole grandi è davvero impossibile conoscere tutti i propri colleghi, anche dopo anni che si condivide lo stesso ambiente di lavoro. Ad esempio, pensi che io e una delle colleghe a cui sono più affezionato non ci siamo rivolti la parola per tutto il primo anno in cui abbiamo lavorato insieme. Per fortuna ci siamo ampiamente rifatti in seguito! 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

  6. recensioni53 ha detto:

    Nel prossimo film “Un miracolo a Roma” Draghi finirà per fare amicizia con alcuni barboni e li a guiderà nel finale in una piazza Navona affollata di netturbini a cui ruberanno le scope per volare via a cavallo delle stesse, verso quel paese immaginario tanto desiderato………

  7. marisasalabelle ha detto:

    Mooolto suggestivo… e soprattutto probabile!

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