21 gennaio

Anche se solo pochi giorni fa ho detto che non amo la celebrazione sui media degli anniversari e le rubriche “Accadde oggi”, sono costretta a fare un’eccezione per ricordare che cento anni fa, il 21 gennaio del 1921, nacque a Livorno il Partito Comunista. Tra i protagonisti della famosa “scissione”, uno sport che nella sinistra sarebbe poi stato coltivato in modo professionale, c’erano Antonio Gramsci e Amadeo Bordiga. Di Bordiga non so molto, ma Gramsci è uno dei miei miti di sempre. Uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento, un giovane sardo di modeste origini, malaticcio, deforme, che con grande determinazione è riuscito a studiare, è approdato a Torino, ha fondato con alcuni amici la rivista L’ordine nuovo, si è entusiasmato per la Rivoluzione russa, che fu vista, e forse era all’inizio, come la gloriosa lotta delle masse povere e sfruttate per liberarsi dalle catene della miseria e della sottomissione.

«La Rivoluzione russa ha pagato la sua taglia alla storia, taglia di morte, di miseria, di fame, di sacrifizio, di volontà indomata. Oggi il duello arriva al suo culmine: il popolo russo si è levato tutto in piedi, gigante terribile nella sua magrezza ascetica, dominando la folla di pigmei che furiosamente l’aggrediscono.»

Poi le cose sono andate come sono andate, ma questa frase è sempre rimasta impressa nella mia memoria. Gramsci, come sappiamo, è stato perseguitato dal fascismo: mandato al confino, poi condannato a vent’anni di carcere. Ne ha scontati 11 perché nel 1937 è morto a soli 46 anni. Domani saranno 130 anni dalla sua nascita.

P.S.: il poster l’ho comprato a Livorno a una mostra del Pci

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a 21 gennaio

  1. wwayne ha detto:

    Come sa, dal punto di vista politico non potrei essere più distante da Gramsci. Tuttavia, ritengo di sapermi approcciare alla politica con uno sguardo obiettivo, che mi permette di identificare con lucidità sia i difetti dei miei miti che le qualità dei miti altrui: proprio per questo, anch’io ho sempre ammirato la grandezza (umana prima ancora che politica) di Antonio Gramsci. Proprio ieri, senza sapere nulla dell’anniversario di oggi, ho tessuto le sue lodi in una lezione di Storia.
    A lui mi lega blandamente anche un aneddoto personale. Quando mi inserii nelle graduatorie per le supplenze, dovetti compilare un modulo in cui elencavo 20 scuole in cui ero disposto a lavorare: la prima scuola da me citata sarebbe stata la scuola capofila, ovvero quella che conservava tutta la mia documentazione. Io scelsi di mettere in cima alla lista il liceo Gramsci di Firenze, per un motivo puramente logistico: ci si arrivava a piedi dalla stazione di Campo di Marte.
    Alla fine compilare quel modulo non mi servì a nulla, perché il mio unico anno da precario l’ho fatto in una scuola privata, e subito dopo sono entrato di ruolo; tuttavia, quando sento nominare Gramsci mi tornano sempre in mente quei giorni in cui stavo cercando di costruire il mio futuro, senza sapere se l’insegnamento sarebbe stata davvero la mia strada o se invece avrei dovuto andare a lavorare con mio padre. Alla fine tutto si è messo per il verso giusto, e in tempi anche insolitamente rapidi: sono consapevole di aver avuto una grande fortuna, e cerco di meritarmela ogni giorno in cui insegno.
    P.S.: Quando Salvini era al governo e approfittava del suo potere per vessare i migranti in ogni modo, gli uomini di sinistra pronunciavano come un mantra la frase “Lo condanneranno i libri di Storia”. Ebbene, a mio giudizio lo stavano sopravvalutando: i libri di Storia citano a malapena dei personaggi molto più grandi di lui, figuriamoci se sprecheranno un po’ di inchiostro per citare Salvini. Gramsci invece sui libri di Storia è trattato in lungo e in largo, ed è impossibile trovarne uno che non riporti la famosa foto presente anche in cima a questo post. Il motivo è molto semplice: nei libri di Storia ci finiscono i giganti, i nani al massimo finiscono al Papeete a cantare l’inno d’Italia con qualche cubista.

    • marisasalabelle ha detto:

      Antonio Gramsci è stato un grande uomo e sono contento che anche tu lo apprezzi nonostante le divergenze ideologiche. Un libro che ti consiglio di leggere è Vita di Antonio Gramsci, di Giuseppe Fiori: è un’opera di tanto tempo fa, io la lessi quando ero al liceo o forse all’università, ma, in occasione del centenario del PCI Laterza l’ha ristampata. Giuseppe Fiori tra l’altro ha scritto anche una biografia di Berlusconi intitolata Il venditore…

      • wwayne ha detto:

        Un titolo azzeccatissimo, perché Berlusconi questo è stato: un genio del marketing e della comunicazione, costantemente impegnato nel “vendere” se stesso agli italiani. E per molto tempo è riuscito a farlo in maniera magistrale. Poi è stato travolto dagli scandali e dall’ascesa di personaggi altrettanto “forti” sia dentro che fuori dal centrodestra (uno dei quali è ovviamente Renzi, che gli somiglia tantissimo). Grazie per la risposta! 🙂

  2. Anna racconta Anna ha detto:

    20
    “The Eve of St. Agnes” (2) – Poem (First Part)
    30 m fa
    sadnessdreamrealityballadJohn Keats
    Keat’s “The Eve of St. Agnes” is a long Romantic narrative poem of 42 stanzas set in the Middle Ages.

    The protagonist, Madeline is a pure and angelic creature who is in love with Porphyro, while their families are at war with each other.
    It is the eve of St. Agnes’s feast day (20 January) and she has to attend her family’s party even though she would rather be asleep in bed. The reason is that she has been told that, according to a legend, virgins who follow a precise ritual will have the charming vision of their future husbands.

    They told her how, upon St. Agnes’ Eve,
    Young virgins might have visions of delight,
    And soft adorings from their loves receive
    Upon the honey’d middle of the night,
    If ceremonies due they did aright;
    As, supperless to bed they must retire,
    And couch supine their beauties, lily white;
    Nor look behind, nor sideways, but require
    Of Heaven with upward eyes for all that they desire. (1)

    Meanwhile Porphyro arrives at the castle, manages to get into her bedroom with the help of a very old servant, and hides in a closet because he wants to admire his beloved while sleeping.
    When Madeleine retires to bed, she performs the proper ritual hoping to be visited by the magical vision of her future husband in her dreams.

    The young man admires her beauty in the moonlight for a while, then he eaves his hiding place. He brings out a feast of rich delicacies from the closet and approaches her bed in order to wake her up.

    Thus whispering, his warm, unnerved arm
    Sank in her pillow. Shaded was her dream
    By the dusk curtains:—’twas a midnight charm
    Impossible to melt as iced stream: (2)

    Since his whispering has not stirred her, he picks up her lute and plays it close to her

    He played an ancient ditty, long since mute,
    In Provence call’d, ‘La belle dame sans mercy’. (*) (3)

    until she opens her eyes and sees Porphyro in his ordinary form, not in the immortal form she cherished in her dream.
    The transition from her vision to reality is painful and she begins to cry while the man, not knowing what to do, remains completely still by her side and looks at her.

    Her eyes were open, but she still beheld,
    Now wide awake, the vision of her sleep:
    There was a painful change, that nigh expell’d
    The blisses of her dream so pure and deep
    At which fair Madeline began to weep,
    And moan forth witless words with many a sigh;
    While still her gaze on Porphyro would keep;
    Who knelt, with joined hands and piteous eye,
    Fearing to move or speak, she look’d so dreamingly. (4)

    (*) “La Belle Dame sans Mercy”(“The Beautiful Lady Without Mercy”) is a 15th-century French poem on courtly love revived by John Keats. In that poem the English poet used a number of the stylistic features of the ballad, such as simplicity of language, repetition, absence of details, and the supernatural: an economical manner of telling a story in sharp contrast to his lavish style in “The Eve of St. Agnes”.

    … to be continued.

    The Eve of St Agnes 1856 Arthur Hughes 1832-1915 Bequeathed by Mrs Emily Toms in memory of her father, Joseph Kershaw 1931 http://www.tate.org.uk/art/work/N04604
    (1)
    Le dissero come, alla vigilia di Sant’Agnese,
    le giovani vergini potevano avere una magica visione
    e ricevere dai loro amanti soave adorazione
    a mezzanotte, ora dolce come miele,
    se avevan compiuto bene il dovuto rituale;
    a letto senza cena devono andare,
    e supine adagiar le loro candide beltà
    e non guardare dietro, né di lato, ma implorare
    con gli occhi verso l’alto che il Cielo le esaudisca con magnanimità

    (2)
    Mentre così sussurrava, il suo braccio caldo e snervato
    affondò nel cuscino. Il sogno di lei era ombrato
    dalle scure cortine: – ma era l’incantesimo della mezzanotte,
    impossibile da sciogliere come un torrente ghiacciato:

    (3)
    Suonò un’antica canzone da lungo tempo muta,
    in Provenza chiamata “La belle dame sans mercy ”

    (4)
    I suoi occhi erano aperti, ma ancora poteva guardare
    anche se sveglia, l’immagine del sonno:
    doloroso però era il cambiamento, quasi da annullare
    la beatitudine così pura e profonda del suo sogno;
    allora la bella Madeline cominciò a lacrimare,
    e mugolar parole senza senso e sospirare;
    mentre il suo sguardo su Porphyro continuava a indugiare;
    lui inginocchiato, con le mani giunte e gli occhi pietosi,
    vedendola così trasognata, temeva di muoversi o parlare.

    (L.Z.)

    20
    ULTERIORI INFORMAZIONI SU WORDS AND MUSIC AND STORIES
    The Eve of St. Agnes (1)
    St. Agnes’ Eve—Ah, bitter chill it was!The owl, for all his feathers, was a-cold;The hare limp’d trembling through the frozen grass,And silent was the flock in…
    Anne Sexton
    Anne Sexton (1928 –1974) was an influential American poet who won the Pulitzer Prize for poetry in 1967. She was known for her highly personal poetry, dealing primarily with her long battle with depression, suicidal tendencies and various intimate details of her private life. Though she was raised in a comfortable middle-class situation in Massachusetts, she was not happy with her life and she suffered from psychological issues. A difficult marriage deteriorated her mental health. After the birth of her first daughter, she suffered her first breakdown and her depression worsened after the birth of her second daughter in 1955 Several attempts at suicide led to intermittent institutionalization and it was her therapist who encouraged her to write about her thoughts and feelings. In the late 1960s, having lost both her parents unexpectedly, her mental issues increased and began to affect her career severely. Poetry seemed the only route to stability, though at times the friendships she made through her art, which led to sexual affairs, were a little unsettling. Her marriage was torn by discord and physical abuse as her husband saw his formerly dependent wife become a celebrity. However, she continued to write poems and received several major literary prizes
    1 COMMENTO

    Anna racconta Anna
    Anna racconta Anna
    proprio ora
    Cara!! Sono Rebecca… purtroppo un paio di giorni fa, in un momento di grande vulnerabilità, ho chiuso il mio sito Rebecca’s Light… in cui avevo trascritto i miei pensieri più profondi, storie, poesie… Ho fatto di tutto per recuperare i testi ma la chiusura è irreversibile…. A malincuore sto creando un nuovo sito ma a prescindere dai testi (gli unici) che ritrovo scritti su un taccuino che riguardano un personaggio a cui avevo dato voce già in passato (“Anna”), degli altri ho perso tutto… Ricomincio quindi così: Anna racconta Anna https://annaraccontaanna.wordpress.com Mi farebbe enormemente piacere rivederti presto.. Grazie. Mi sei mancata ❤ Rebecca’s Light

  3. Anna racconta Anna ha detto:

    Ciao, sono Rebecca…Rebecca’s Light… accidentalmente ho chiuso il mio blog e ora ricomincio con questo … spero di riaverti e continuare a crescere insieme, ancora un pò.
    Un caro saluto ❤
    https://annaraccontaanna.wordpress.com

  4. marisasalabelle ha detto:

    Ciao, avevo visto infatti che il tuo blog non c’era più. Sono contenta che abbia deciso di riaprirne uno nuovo e certamente lo visiterò. Ma tu come ti chiami: Rebecca o Anna? 🙂

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