Libri dell’anno

Ed eccomi all’annuale rassegna dei libri letti. Il 2020 ha battuto ogni record: ben 127 sono i titoli nella mia lista, un’indigestione di letture dovuta soprattutto ai lunghi periodi trascorsi “agli arresti”. Eleggere il “libro dell’anno” non è facilissimo, ci sono state tante cose belle e molto belle. Escluderei dalla graduatoria la rilettura di quattro volumi della Recherche proustiana (i primi tre li avevo già riletti nei due anni precedenti) perché se no dovrei dare a loro, ovviamente, la palma della vittoria. Quindi presenterò una rosa di papabili: Un’odissea, di Daniel Mendelsohn; La vita gioca con me, di David Grossman e Guerra e guerra, di László Krasznahorkai. Dei primi due ho parlato in un post dello scorso gennaio; di Guerra e guerra, se qualcuno ne vuol sapere qualcosa, parlerò in un post dedicato perché ho tante cose da dire su questo incredibile romanzo. Tra le riletture (rese obbligate dalla chiusura di biblioteche e librerie nel lockdown di primavera e quindi dall’impossibilità di procurarmi libri nuovi) devo citare anche La peste di Albert Camus, un capolavoro indiscusso.

Subito al di sotto del podio, ci sono tanti altri libri belli e molto belli: mi piace ricordare Il levitatore, di Adriàn Bravi, la storia bizzarra e surreale di un uomo che scopre in sé la capacità di levitare, il che gli procura una grande serenità: ma purtroppo alcune contrarietà si presentano nella sua vita, e lui non riesce più ad alzarsi neanche di un centimetro… Adrian Bravi è autore di storie deliziose e anche una persona estremamente gentile e affabile. Anche Paolo Miorandi, di cui avevo letto il bellissimo Verso il bianco, ha pubblicato nel 2020 un romanzo notevolissimo, L’unica notte che abbiamo, in cui varie voci si intrecciano per raccontare una vicenda familiare che tuttavia non riesce a diventare un quadro organico, non è un puzzle in cui tutti i tasselli vanno al loro posto, poiché ognuna delle voci, che l’autore ascolta e raccoglie, narra la vicenda da un diverso punto di vista. Bello, suggestivo, scritto stupendamente. L’imitazion del vero, un piccolo libretto di Ezio Sinigaglia, poco più che una novella, scritta in una sorprendente lingua trecentesca, narra l’espediente trovato da Mastro Landone, un falegname di straordinaria abilità, per conquistare il giovinetto di cui si è perdutamente innamorato. Al limite del politicamente corretto, il racconto è piacevolissimo e conferma l’eccezionale capacità linguistica dell’autore.

Mascarò, di Haroldo Conti, lo scrittore argentino desaparecido, è la storia di alcune persone che, partite da un piccolo villaggio argentino a bordo di una scalcagnata nave, il Mañana, si improvvisano circensi e attraversano i territori più desolati, si fermano nei paesi più insignificanti e offrono agli abitanti i loro sgangherati spettacoli: picaresco, fantasioso, ricco di personaggi eccentrici e buffi, il romanzo ha una svolta drammatica, quando il Potere si accorge di questo drappello di artisti e inizia a perseguitarli, perché al Potere l’arte, la fantasia, l’intelligenza, si sa, danno fastidio. Sembra quasi che Conti, lungimirante, predica la sua stessa fine…

E poi ci sono alcuni libri pescati quasi casualmente in biblioteca o in libreria che si rivelano insospettatamente dei piccoli gioielli. Hotel Silence, di Audur Ava Ólafsdóttir, la storia di un uomo che vuole porre fine ai suoi giorni e cerca un posto isolato dove farlo senza recare disturbo a nessuno: capita così all’Hotel Silence, ma è un posto che ha bisogno di manutenzione, di cura, di tanti piccoli lavoretti, e così il suicidio è rimandato sine die; Ragazzo d’oro, ragazza di cristallo, di Yiyun Li, una raccolta di delicati e toccanti racconti; o ancora La teoria dei paesi vuoti, di Mauro Daltin. Ci sarebbero ancora tanti libri di cui parlare, ma non voglio abusare della pazienza del lettore, per cui passo alla saggistica e alla storia.

Mi ha colpito molto Il focolaio, di Francesca Nava, che ricostruisce quanto accaduto in Val Seriana tra la fine di febbraio e i primi di marzo. Nomadland, che parla di americani che per desiderio o per necessità hanno scelto una vita nomade, in camper e roulottes: spero di riuscire presto a vedere il film, con Frances McDormand. Il crimine e il silenzio, di Anna Bikont, che ricostruisce la strage degli ebrei avvenuta nel villaggio di Jedwabne, in Polonia, nel 1941: l’autrice alterna il resoconto di testimonianze da lei raccolte a pagine di diario che descrivono le sue ricerche, creando un forte coinvolgimento in chi legge. Il tempo e l’acqua, di Andri Snær, che attraverso ricordi familiari e personali, interviste, conversazioni e riferimenti letterari affronta la questione del cambiamento climatico a partire dal suo Paese, l’Islanda. 533, il libro dei giorni, di Cees Nooteboom, di cui ho già parlato qualche mese fa. E poi… ce ne sarebbero ancora, ma mi sa che basta così.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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19 risposte a Libri dell’anno

  1. wwayne ha detto:

    Complimenti per il Suo record annuale di libri letti: il mio record (stabilito nel 2013) è 93, e ricordo che quell’anno lessi veramente tanto. Anzi, in realtà lessi tantissimo per tutto il periodo dal 2010 al 2015: in quel quinquennio non facevo in tempo a finire un libro che già avevo in mente quale sarebbe stato il successivo. Poi la mia passione per la lettura si è affievolita, forse proprio perché in quel lustro l’avevo coltivata fin troppo: non ho smesso del tutto di leggere romanzi, ma è diventata una cosa da fare una volta ogni tanto, mentre in quei 5 anni aveva occupato quasi tutto il mio tempo libero.
    Soltanto nell’Estate 2020 questa passione si è un po’ riaccesa grazie a Michael Connelly: ho letto 24 suoi romanzi l’uno in fila all’altro, e come Le dicevo prima era da 5 anni che non mi dedicavo alla lettura con questa continuità. Poi mi sono reso conto che per Connelly stavo sviluppando una vera e propria dipendenza: dato che a me le dipendenze hanno sempre spaventato, ho troncato con i suoi romanzi da un giorno all’altro, e non mi sono assolutamente pentito della mia scelta.
    Nonostante la mia passione per questo scrittore, il romanzo più bello che abbia letto nel 2020 non l’ha scritto lui, ed è questo: https://wwayne.wordpress.com/2020/08/23/un-sogno-da-realizzare/

    • marisasalabelle ha detto:

      Ho sempre letto moltissimo, ma naturalmente quando lavoravo e avevo i figli piccoli avevo molto meno tempo per la lettura. Da quando sono in pensione la quantità di libri che riesco a leggere è aumentata a dismisura. Quest’anno poi le attività sono ridotte all’osso, non resta che leggere, scrivere o guardare la tv!

      • wwayne ha detto:

        Anche nel mio caso c’è da tenere di conto che nel 2015 ho iniziato a lavorare, e all’inizio della mia carriera, quando dovevo preparare da zero ogni mia lezione, ero davvero impegnatissimo da mattina a sera.
        Adesso che ho le lezioni pronte su qualsiasi argomento dalla prima alla quinta potrei tranquillamente ricominciare a leggere in maniera compulsiva, ma ormai il cinema ha superato la lettura come mio passatempo principale, ed essendo una persona molto abitudinaria faccio fatica a modificare questa gerarchia. Grazie per la risposta! 🙂

  2. poetella ha detto:

    … e, ovviamente, neanche uno di Antonio Lobo Antunes…

    Ma piace solo a me?

  3. marisasalabelle ha detto:

    Allora lo metto in lista per il 2021! Promesso!

  4. Massi Tosto ha detto:

    Io quest’anno mi sono fermato a 43 , ma il mio record è di 53 , sono ancora un principiante 😂😂

  5. marisasalabelle ha detto:

    Be’, in confronto alla media nazionale, è già una cifra rispettabile!

  6. eleonorabergonti ha detto:

    Complimenti, sono davvero tantissimi libri, 👏. La lettura è davvero uno dei migliori hobby che una persona possa avere perché amplia la mente, si conoscono cose nuove ed è anche un ottimo anti stress dopo una giornata faticosa.

  7. Speranza ha detto:

    Immaginavo questi numeri incredibili. Complimenti 🎊🍾🎈

  8. io purtroppo non sfioro la doppia cifra di libri. Ho i miei tempi. Non sono uno che se li divora. A volte mi basta leggere 20-30 pagine al giorno, un pò come leggermi una poesia o ascoltarmi un pezzo musicale. Ho comunque una discreta libreria nella mia stanza. Ho iniziato sabato “Guerra e Pace” di Tolstoj, una piccola sfida personale 🙂

  9. cristinabia ha detto:

    Nomadland l’ho letto e amato molto, la Recherche è un sogno che prima o poi porterò a compimento, e della tua lista mi incuriosisce molto Guerra e guerra! Comunque un numero davvero importante, chissà se mai andrò in pensione per dedicarmi anche io alla lettura quanto desidererei!

  10. marisasalabelle ha detto:

    Guerra e guerra è incredibile, presto pubblicherò un post dedicato a questo straordinario romanzo!

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