San Netflix

Non so come avremmo fatto, io, mio marito e il nostro matrimonio, a uscire pressoché indenni da un mese di arresti domiciliari se non ci fosse stato San Netflix. Grazie a lui, ogni pomeriggio verso le cinque, esaurite le diverse attività e completamente privi di voglia di vivere, ci siamo piazzati davanti alla Tv alla ricerca di qualcosa da vedere per ingannare quelle due ore prima di preparare la cena. Non saprei più elencare, tra film e serie, tutto ciò che ci siamo sorbiti, qualche bel film, come Il processo ai Chicago 7,  Marie Antoinette, e persino il melodrammatico La casa degli spiriti, non proprio una novità sugli schermi, ma io non l’avevo mai visto, e nemmeno avevo letto il libro, che pure è così famoso. Ma soprattutto serie: qui, se si casca bene, Netflix è imbattibile. La quarta stagione di The crown, imperdibile; La regina degli scacchi, molto pubblicizzata, molto carina ma non straordinaria, e ben 5 stagioni di Greenleaf che ci siamo sparati direttamente in vena. La famiglia Greenleaf è una dinastia di uomini e donne che hanno fondato e gestiscono una chiesa nera a Memphis. Il capofamiglia, James, detto il vescovo, è un uomo intelligente e furbo, che ha fondato la sua chiesa e l’ha fatta crescere, sia pure con qualche spregiudicatezza. È un predicatore appassionato e ti farebbe credere, come si suol dire, che Cristo è morto dal freddo. Sua moglie, Lady Mae, sempre truccatissima ed elegantissima, ambiziosa, dura, tagliente, e i figli, tutti impegnati nel portare avanti la loro missione. Intrighi, amori e tradimenti, litigi e riconciliazioni, figli segreti, genitori insospettabili: una vera Beautiful ecclesiastica. Con in più quell’aspetto inquietante di setta, quell’appellarsi continuo al Signore, quel predicare bene e razzolare malissimo, che mi intriga particolarmente. Cosa aspettate a iniziare la visione?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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15 risposte a San Netflix

  1. wwayne ha detto:

    Quand’ero bambino guardavo non Beautiful, ma Vivere. In quella soap opera tutto ruotava attorno a una famiglia con 3 figlie femmine: Eva, Chiara e Lisa. Eva era la sorella cattiva, Chiara la finta buona e Lisa quella buona per davvero: era la classica ragazza della porta accanto, che ti faceva sciogliere come un ghiacciolo con la sua irresistibile dolcezza. Ovviamente Lisa era la mia preferita, e ricordo bene il tuffo al cuore che mi prendeva ogni volta che la vedevo apparire sullo schermo. Quest’amore infantile ha avuto una tale influenza su di me che crescendo mi sono invaghito quasi sempre di ragazze come lei: mentre i miei compagni di classe sognavano delle bellone dal fisico esplosivo come la Ferilli, io invece cercavo in ogni ragazza lo sguardo buono e il sorriso dolce della mitica Lisa Bonelli.
    Di recente La5 ha cominciato a mandare in onda le vecchie puntate di Vivere: ovviamente non me ne perdo una, e dopo vent’anni Lisa Bonelli continua a farmi venire gli occhi a cuoricino ogni volta che appare sullo schermo. Anzi, adesso la apprezzo ancora di più, perché l’esperienza mi ha fatto capire quanto siano rare le ragazze come lei nella vita reale. L’attrice che la interpretava è sicuramente una di loro, perché non si può recitare così bene quel personaggio senza condividerne almeno in parte il modo di essere. Proprio perché sono certo che sia una brava persona, auguro a quell’attrice tutte le soddisfazioni possibili.
    Riguardo a La regina degli scacchi, in verità il suo successo è dovuto al passaparola, non ad un battage pubblicitario della Netflix. Al contrario di Lei io invece l’ho trovata straordinaria sotto tutti gli aspetti: per il ritmo che si mantiene sempre altissimo per tutte le puntate senza un secondo di noia (il che era molto difficile, considerato quant’è lento e riflessivo il gioco degli scacchi), per la qualità dei personaggi (compresi i comprimari, che sono uno più riuscito dell’altro) e per alcune scene davvero indimenticabili (una su tutte quella in cui la protagonista scende nella cantina dell’orfanotrofio, e scopre che il custode ha conservato ogni singolo articolo di giornale che le hanno dedicato).
    SPOILER WARNING
    Ho visto anche Il processo ai Chicago 7, e di quel film ho apprezzato soprattutto il leader delle Pantere Nere, che è di gran lunga il personaggio migliore di tutti. Il motivo l’ha detto lui stesso in uno dei dialoghi più significativi del film: gli altri manifestavano per fare un dispetto ai loro genitori benpensanti, lui invece lottava per far finire le odiose discriminazioni contro i neri. Essendo mosso da motivazioni molto più profonde e più nobili rispetto a quelle degli altri, era inevitabile che ai miei occhi risultasse molto più interessante.
    Tra l’altro quel personaggio è decisivo per le sorti del processo: infatti quando viene portato in aula legato e imbavagliato i giurati e il pubblico seduto sulle panche passano definitivamente dalla parte degli imputati, e il processo prende una piega totalmente diversa. Il personaggio di Joseph Gordon – Levitt se ne accorge subito, e infatti cerca di limitare i danni estromettendo dal processo il leader delle Pantere Nere: il giudice accetta saggiamente la sua proposta, ma ormai ha già commesso un errore fatale. E infatti la sua sentenza (scritta fin dall’inizio) viene ribaltata in appello: sono convinto che, se non avesse fatto quello scivolone, le cose sarebbero andate diversamente. Ha avuto anche Lei questa sensazione?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, mi è piaciuto molto il Processo ai Chicago 7 e ovviamente il leader delle Pantere Nere: i maltrattamenti che gli vengono inflitti certamente, anche secondo me, ribaltano le sorti del processo.
    Effettivamente sulla Regina degli scacchi hai ragione, forse l’ho sottovalutata, è una bella serie e i personaggi sono tutti ben definiti. Insomma San Netflix ci riserva sempre delle belle sorprese. Ora voglio vedere Mank, di cui si parla un gran bene!

    • wwayne ha detto:

      Di recente ho visto un altro splendido film, che infatti fece vincere a Joanne Woodward (la moglie di Paul Newman) il suo unico Oscar: La donna dai tre volti. Se vuole vederlo anche Lei lo trova su Youtube, completo, gratuito e in italiano. Anzi, Le metto direttamente il link:

      P.S.: E su Lisa Bonelli non mi dice nulla? 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Disgraziatamente non conosco Lisa Bonelli!
    Grazie per il link

  4. chiccoconti ha detto:

    Andrei oltre: per fortuna (e mi ci metto anche io) il destino, la fortuna, la genetica e i genitori hanno fatto sì che fossimo persone curiose, con molti interessi e capaci di trovarne altri, alla bisogna! Cerco sempre di avere un approccio positivo al contesto: visto che ci tocca passare più tempo a casa, ne sto approfittando per rivedermi tutta la filmografia di Fellini, e riprendere gli studi scacchistici, abbandonati tanti anni fa… Oltre a curare il mio piccolo blog, ovviamente! E senza disdegnare delle belle serie tv: amiamo particolarmente Breaking Bad e il suo prequel Better Call Saul!

  5. marisasalabelle ha detto:

    Ognuno ha il suo network in cui rifugiarsi…

  6. Ehipenny ha detto:

    Sono tra le poche a non avere Netflix ma mi arrangio tra piattaforme e internet, anche perché spesso molte serie tv non riesco a finirle.. di tutte quelle che hai elencato voglio sicuramente recuperare The crown, ne ho sentito parlare e il tema mi ispira molto

  7. Alidada ha detto:

    io ho guardato film ma non le serie. Mi hai dato un’ideona..le guarderò 🙂 Mi sono fatta lo screenshot di quello che hai scritto 🙂 Grazie

  8. marisasalabelle ha detto:

    Fammi sapere poi cosa ti è piaciuto e cosa no!

  9. Paola Bortolani ha detto:

    Anche io sono serie tv-dipendente, anche se non ho Netflix, mi arrangio. Alcune sono veramente notevoli. Mi segno Greenleaf, grazie.

  10. elettasenso ha detto:

    A me è piaciuta molto La regina degli scacchi, ma forse è la prima serie breve che ho visto

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