Un giro di coviddi

E comunque, un giro di coviddi alla fine me lo sono voluto fare. Come dice il nostro padre Dante? Non vogliate negar l’esperienza… E se devo proprio dirlo, non è stata una goduria: anche se ho avuto una forma leggera, non sono andata in ospedale e, giubilate con me, sono ancora viva. Forse per la prima volta nella mia vita ho passato tre giorni senza leggere un rigo, e questo la dice tutta. Avevo a metà il primo romanzo di una serie, La figlia del boia, che sembrava promettere grande divertimento ma che in realtà ho trovato deludente, forse per la malattia, non lo so. Sta di fatto che nei giorni in cui mi sono sentita peggio sognavo streghe e malefici, torture e impiccagioni. Nei giorni seguenti, quando sono stata un po’ meglio, con straordinario tempismo ho letto Febbre, di Jonathan Bazzi, e posso affermare che nemmeno questa lettura è stata rilassante… Febbre parla di un giovane che scopre di essere sieropositivo e alterna la cronaca della sua malattia con i ricordi della sua infanzia sfortunata. Candidato al Premio Strega, escluso dalla cinquina, poi ammesso come “sesto tra cotanto senno” per ragioni legate alla rappresentatività delle case editrici indipendenti, Bazzi ha scritto un libro autobiografico che da taluni è stato giudicato un capolavoro assoluto, da altri una mezza ciofeca. Per quanto mi riguarda, l’ho trovato interessante all’inizio,  poi noioso e ripetitivo, perché alla fine, per quanto siano preoccupanti i sintomi, umanamente comprensibili le paranoie, lacrimevoli le vicende familiari, metter su oltre 300 pagine con questo materiale senza portare il lettore allo sfinimento non è impresa da poco. Si aggiunga che io non vado matta per la letteratura del dolore… cioè: il dolore c’è, se Dio vuole non ne manca a nessuno, e ci sono persone più sfortunate di altre, ma purtroppo la letteratura è una cosa e la compassione per le sventure altrui un’altra. Genitori troppo giovani, che litigano, che si separano, che intraprendono nuovi amori e matrimoni che a loro volta andranno a finir male, un bambino ipersensibile, l’ambiente scolastico dove il disagio imperversa, il quartiere composto al 90 per cento di disadattati, tossici o psicolabili, il condominio dove non c’è un appartamento in cui si conduca una vita tranquilla, i nonni peggio dei genitori… Jonathan, dove sei vissuto, possibile che nella tua vita non abbia avuto un solo incontro fortunato, e di tutto questo dolore cosa ne fai, sei capace di rielaborarlo, di dargli forma, di trasformarlo in una storia? Perché sarebbe questo il compito della letteratura… o forse è il covid in me che parla?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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32 risposte a Un giro di coviddi

  1. Felice di sentire che stai meglio! Allora il tuo tampone era un falso negativo?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Il primo era negativo, forse l’infezione ancora non risultava; il secondo, fatto qualche giorno dopo, era positivo. Tra qualche giorno dovrei fare quello di uscita, per verificare se mi sono negativizzata… Non mi è andata male, ma sono stata da schifo per una settimana!

  3. Paola ha detto:

    L’importante è che tu stia meglio🍁🕯

  4. marisasalabelle ha detto:

    Sì, sto meglio, grazie

  5. Oh bene, ti abbiamo ritrovato e, azzardo, più in forma di prima. Veniamo a Febbre. L’ho letto qualche mese fa e, come si potrà facilmente vedere sul mio blog, non ne ho parlato. Un piccolo atto di codardia, lo ammetto. Stroncare il lavoro degli scrittori è una cosa che proprio mi viene difficile, specialmente di certi scrittori, che umanamente apprezzo ma che, dal punto di vista letterario, mi deludono. Nelle tue parole trovo pari pari il mio pensiero. Non avrei saputo esprimerlo meglio.
    Sono contenta che tu stia meglio!!! un abbraccio

    • marisasalabelle ha detto:

      Grazie, ricambio l’abbraccio. Sì, Febbre è stato una delusione, un documento umano degno di rispetto, ma privo di quel qualcosa che fa di un testo un’opera capace di parlare a tutti, di passare dal particolare all’universale: può essere lo stile, può essere un punto di vista particolare, può essere la capacità di avvincere, commuovere… altrimenti vale per tutti noi “la mia vita è un romanzo”…

  6. Giuseppe La Mura ha detto:

    L’importante è superare anche questo….sono felice per te 😊

  7. Guarda a me è piaciuto propri opere come fosse legato al covid. Le stesse strutture, la stessa incomprensione che mette a confronto due virus sottovalutati, almeno uno sicuramente in termini di comunicazione. A me ha convinto anche la parte di racconto dello stato legato al mondo LGBT, da quel punto di vista io credo che sia un libro che ha grosse potenzialità educative per chi non riesce a fare coming out.

    Ad ogni modo, ti auguro di stare sempre meglio. 🤗

  8. marisasalabelle ha detto:

    So bene che molti lettori hanno apprezzato questo romanzo. Io no, ma questo non vuol dire: i libri parlano in modo diverso a ciascuno di noi. Grazie per gli auguri!

    • wwayne ha detto:

      Sono d’accordo: in ogni ambito la bellezza è qualcosa di molto soggettivo, ma in ambito artistico lo è ancora di più, perché il nostro gusto personale ha un peso determinante nel farci apprezzare o meno un libro o un film. Certo, alcuni libri e film sono fatti così bene da piacere anche a chi non ama il genere a cui appartengono, ma sono casi rari.
      Riguardo alla Sua esperienza, mi fa piacere che Lei abbia contratto una forma leggera di coronavirus, e che la Sua fase dolorosa sia durata soltanto una settimana: è stata una doppia fortuna, perché molti se lo prendono in una forma grave e ci mettono molto di più a uscire dalla fase critica.
      Proprio pochi minuti fa a TGCom24 (canale 51 del digitale terrestre) una giornalista diceva che a suo giudizio Toscana e Campania, dopo essere state colpite in modo moderato dalla prima ondata, hanno patito moltissimo la seconda a causa delle elezioni regionali: la scelta scellerata di non rimandarle ha portato i vari candidati a organizzare numerosi e affollatissimi comizi in entrambe le regioni, e le conseguenze poi si sono viste. E’ una chiave di lettura alla quale non avevo pensato, e non escludo che abbia un fondamento.
      In base alla mia esperienza personale posso dire che a mio giudizio hanno influito moltissimo anche le scuole calcio: infatti la stragrande maggioranza dei contagi giovanili che abbiamo avuto tra Settembre e Ottobre erano avvenuti in quel contesto. A questo punto possiamo definire scellerata anche la scelta del governo di non proibire gli sport di contatto: posso capire che non si potesse fermare lo sport professionistico perché c’era da difendere un business milionario, ma almeno quello dilettantistico lo si poteva bloccare senza problemi.
      Ovviamente colpevolizzo anche i genitori, perché bastava avere un briciolo di buon senso per capire che far fare uno sport di contatto ai loro figli nel bel mezzo di una pandemia non era proprio un’idea brillante. Ma purtroppo molti genitori colgono al volo qualsiasi opportunità di togliersi dai piedi i propri figli, e quindi sono disposti perfino a fargli beccare il coronavirus pur di farli scomparire dalla loro vista per un’ora o 2.
      Comunque non so se l’ha notato, ma Giani si sta rivelando un dissidente sempre più arcigno. Prima ha partecipato alla manifestazione dei ristoratori contro le chiusure imposte dal governo, poi ha criticato la decisione di Conte di dichiarare la Toscana zona rossa, dicendo che è basata su dati vecchi. La sua metamorfosi da politico incolore e totalmente prono alle direttive del partito a ribelle pasionario in stile De Luca mi ha decisamente sorpreso, perché non avrei mai creduto che avesse così tanta personalità.
      Sicuramente i membri del PD saranno molto irritati da questo suo imprevedibile cambio d’atteggiamento, sia perché erano convinti di aver messo a guida della Toscana un mite burattino, sia perché nel suo caso non possono screditarlo dicendo che è un estremista, un incosciente o un negazionista (come fanno abitualmente con chiunque osi rivolgere la minima critica al governo). Immagino quante telefonate furibonde avrà ricevuto in questi giorni da questo o quel politico. Vai avanti per la tua strada, caro Eugenio: io non ti ho votato, ma in ogni cazzotto che tiri a Conte c’è anche un po’ della mia rabbia.

      • marisasalabelle ha detto:

        Sì, sono stata fortunata, e soprattutto non ho avuto problemi respiratori, che è la cosa più importante.
        Non so perché la Toscana abbia avuto una simile evoluzione, anche se non sarei molto propensa ad attribuirla ai comizi elettorali; secondo me, alla fine di tutto, è un virus, e va a giro dove gli pare e come gli pare: non dico che comportamenti imprudenti non abbiano il loro peso, ma se guardo alla diffusione in tutto il mondo, ai numeri che si rincorrono quasi uguali ovunque, penso che in gran parte si tratta di una cosa che va da sé, indipendentemente da movide e clausure.
        Sui genitori ho notato già più volte che sei molto sferzante, ma io, forse perché sono un genitore, forse perché ho un po’ di anni più di te, sarei più indulgente: molto spesso i genitori sono brave persone che cercano di fare del loro meglio. In questa situazione poi è un vero casino…
        Infine: Giani. Anch’io sono rimasta sorpresa del suo comportamento gagliardo, quando ho visto la sua foto tra i ristoratori in protesta ho pensato a lungo che fosse un montaggio. Per me, tutti sti politici giocano a fare gli eroi ognuno a modo suo, i governatori di regione sono diventati una piaga, e guarda che non lo dico da governista, perché come sai non amo affatto Conte e il governo centrale. Ma dello show continuo di questi piccoli reucci ne avrei anche abbastanza…

      • wwayne ha detto:

        Che Giani polemizzi per sincera indignazione o per sfruttare a suo vantaggio il malcontento contro Conte per me è irrilevante: il nemico del mio nemico è mio amico, quali che siano le sue motivazioni. La ringrazio moltissimo per il tempo che mi ha dedicato nello scrivere questa risposta così articolata.

  9. eleonorabergonti ha detto:

    È bello sapere che ora stai meglio, 🙂.

  10. cristinabia ha detto:

    Ben guarita! Sono felice che tutto sia passato e si sia concluso senza esagerate menate! Anche io ho letto Febbre, onestamente la lettura mi aveva stravolto, l’ho amato intensamente, lo avevo perfino eletto libro del 2019 (anche perché lo avevo letto a dicembre, per cui le lettura era ancora molto fresca al momento della classifica). Nei mesi, poi, l’ho ridimensionato, rimane un bel libro, e la realtà di Rozzano può davvero essere tremenda, ne ho esperienza quasi diretta con un carissimo amico con figli quasi adolescenti. Deco dire che più della vicenda umana della malattia, alla fine, mi è rimasta quella dell’ambiente, ci ho ritrovato i racconti del mio amico e un bisogno estremo di qualcosa di differente.

    • wwayne ha detto:

      Nel mio caso invece il libro più bello che abbia letto nel 2019 è stato “Tu che sei di me la miglior parte” di Enrico Brizzi. Al secondo posto metto un libro scritto proprio dall’autrice di questo blog, “L’ultimo dei Santi”.
      Nel 2020 invece i libri più belli che abbia letto sono stati:

      – “La notte più lunga” e “La lista” di Michael Connelly;
      – “Verrà il tempo per noi” di Gianni Gardon;
      – “Brigitte” di Stefano Fantelli.

      Quest’ultimo forse non è il più bello in assoluto, ma di sicuro è il più originale. E’ la classica idea che va “maneggiata con cura”, perché il rischio che venga fuori una schifezza è davvero altissimo: per fortuna l’autore ha saputo sfruttarla al meglio, e quindi il risultato è davvero ottimo.

    • marisasalabelle ha detto:

      Grazie di cuore; come abbiamo già visto, i libri toccano corde diverse in ognuno di noi… non dubito che la realtà descritta da Bazzi sia quella: gli rimprovero, come autore, di non aver saputo, secondo me, trasformare la sua testimonianza in narrazione, in letteratura. E grazie a te wwayne per l’apprezzamento nei confronti del mio Ultimo dei Santi. Sono lusingata!

  11. tramedipensieri ha detto:

    Oh…Marisa, sono contenta che tu stia bene e che non hai riscontrato seri problemi
    Ti abbraccio forte 🙂

  12. marisasalabelle ha detto:

    Grazie carissima! ❤

  13. tuttatoscana ha detto:

    Un saluto e tanti auguri di perfetta guarigione!
    Salvina

  14. marisasalabelle ha detto:

    Mille grazie Salvina!

  15. almerighi ha detto:

    Non ho letto Febbre, ma ne sto leggendo uno molto bello (è un altro giro di coviddi e pure noir) Anche le pulci prendono la tosse di Roberto Costantini

  16. Paola Bortolani ha detto:

    Molto contenta di sapere che stai meglio! Il covid è una gran brutta bestiaccia, e lo si capisce bene quando lo si incontra da vicino

  17. quarchedundepegi ha detto:

    Quanto fa piacere leggere di chi ha superato la crisi!… dispiace leggere la sofferenza.
    Circa la sofferenza del libro che citi, mi ha colpito questa tua frase: “possibile che nella tua vita non abbia avuto un solo incontro fortunato”.
    Appunto… c’è sempre il momento positivo… se lo si vuol sottolineare.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

  18. marisasalabelle ha detto:

    La sofferenza dovuta a una malattia che si risolve bene alla fine si dimentica facilmente. Riguardo al libro Febbre, hai colto nel segno: in qualunque esistenza ci deve pur essere qualcosa di buono, qualche figura positiva, ma ci sono scrittori che in un certo senso quasi si compiacciono di tracciare vicende solo e completamente negative, con accumuli di sventure e neanche un sorriso. A volte questo calcare troppo la mano diventa quasi un atteggiamento manieristico.

  19. ailsawood8 ha detto:

    Anche noi Marisa. Come stai?

  20. marisasalabelle ha detto:

    Sto meglio, grazie! E voi?

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