Non è un Paese per vecchi

Tra le tante misure proposte per contenere la pandemia, una finisce sempre per sbucar fuori da qualche angolino della mente di qualcuno: isolare gli anziani, tanto fragili, poverini, per il loro bene, naturalmente. Il termine “anziani”, nella fattispecie, indica in maniera variabile i maggiori di 65 o di 60 anni, addirittura c’è qualcuno che si spinge fino a includere nella categoria i cinquantenni. Messi da parte i poveri vecchietti, collocati magari in appositi alberghi, privati del contatto con figli e nipoti e di qualsivoglia attività svolgessero finora, i giovani potrebbero continuare a fare la loro vita e nessuno morirebbe più di Covid19. Semplice, no? Come non averci pensato prima. E poiché il potere è magnanimo, i cosiddetti anziani avrebbero pur sempre il diritto di “fare la loro passeggiatina”. Grazie, grande padrone bianco! Com’è buono, lei!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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36 risposte a Non è un Paese per vecchi

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Un campo di concentramento con qualche comfort?

  2. Centoquarantadue ha detto:

    Su Repubblica ho letto quanto segue. Secondo un documento messo a punto con la Società svizzera di medicina intensiva: “se a causa di un totale sovraccarico di un reparto specializzato si rende necessario respingere pazienti che necessitano di un trattamento di terapia intensiva, il criterio determinante a livello di triage è la prognosi a breve termine”. E’ chiaro che gli anziani “presentano più frequentemente situazioni di comorbidità, ovvero soffrono spesso di altre patologie”. “Insomma- viene aggiunto -nelle persone affette da Covid-19 l’età rappresenta un fattore di rischio a livello di mortalità e occorre quindi tenerne conto”.
    Se ho capito bene, l’idea è escludere gli anziani più deboli dalla terapia intensiva, per riservarla ai più giovani. Ma spero di aver capito male.

  3. Aussie Mazz ha detto:

    Be’, se preferiscono andare a zonzo rischiando di ammalarsi e sovraccaricare il sistema sanitario…

    • marisasalabelle ha detto:

      Non è questo. Io ho 65 anni, sono sana e in forma, ho una vita attiva e non sarei certo felice di diventare di colpo una fragile vecchina da tenere chiusa in casa. Secondo me la reclusione per età è sbagliata e penso sia anche anticostituzionale perché discrimina. Poi se mi obbligano a stare a casa ci starò!

      • Aussie Mazz ha detto:

        A me non sembrerebbe così assurdo o grave, onestamente. Dato che la possibilità di stare male o morire se si contrae il Covid-19 cresce con l’età, cercare di evitare ai più anziani di avere contatti mi pare abbastanza logico. Se non per loro stessi, almeno per il sistema sanitario e per gli altri che potrebbero averne bisogno.

      • Aussie Mazz ha detto:

        Preciso che non sono classificabile come “anziano”, ma ho parenti anziani anch’io e se li sapessi tutelati mi sentirei anche meglio.
        Se alcune categorie necessitano di maggiori accorgimenti, non lo ritengo discriminatorio. Per fare un esempio esterno al contesto: ci dono leggi che impongono “quote rosa” in vari ambiti. È discriminatorio verso gli uomini, ma è chiaro che è per aiutare una categoria (le donne), spesso illogicamente sotto-rappresentata o trascurata. Cioè, la “discriminazione” ha una logica.

      • chiccoconti ha detto:

        Mia madre ha 83 anni io 52 e lavoro. Fra i due è più logico sia io ad accollarmi il rischio di uscire e incontrare gente che non lei. Poi che nn siamo in un periodo roseo è lapalissiano…

      • marisasalabelle ha detto:

        Be’, ma anche mia madre, che ha 87 anni, se ne sta buona buona in casa… dopo gli 80 però una certa fragilità c’è davvero, e molti anziani non hanno nessun desiderio di uscire, anche se altri sì, invece, o per migliori condizioni di salute, o perché magari sono soli e le loro faccende se le devono sbrigare da soli. Ma quello che non mi va è questo definire fragili e bisognosi di protezione i cinquantenni e i sessantenni. Tra l’altro, se non ci fossi io, mia madre dovrebbe trovarsi qualcuno che la porti dal medico, dalla parrucchiera e a comprare le scarpe…

  4. poetella ha detto:

    ma andassero a fa….rsi benedire, direbbe nonna mia…
    (parola di anzianissima)

  5. Ehipenny ha detto:

    A parte che fino a 67 anni la legge impone di lavorare, quindi questi se la cantano e se la suonano da soli… ma poi che facciamo, un rastrellamento? L’idiozia umana produce certe idee inimmaginabili

  6. wwayne ha detto:

    Il primo paese al mondo a fare un secondo lockdown è stato Israele, e la cosa non mi preoccupò particolarmente: sia perché in quel momento gli italiani non potevano prevedere con certezza una seconda ondata, sia perché Israele non è proprio dietro l’angolo.
    Il secondo paese è stata l’Irlanda, e anche lì non mi preoccupai più di tanto: ok, l’Irlanda è più vicina a noi rispetto a Israele, ma all’interno dell’UE è praticamente un topolino, e quindi difficilmente avrebbe potuto innescare un effetto domino.
    Il terzo paese è stata la Francia, e lì mi sono preoccupato sul serio: infatti la Francia è uno degli stati più potenti dell’UE, pertanto se perfino lei ha optato per questa mossa significa che il tabù del secondo lockdown è definitivamente caduto, e quindi per effetto domino potrebbero seguirla a ruota anche tutti gli altri.
    Proprio oggi leggevo su Yahoo che Conte ha in mente di introdurre un lockdown light dal 9 Novembre: chiuderebbero i negozi (tranne quelli di alimentari), verrebbero limitati gli spostamenti ma le fabbriche resterebbero aperte (fonte: https://it.notizie.yahoo.com/ipotesi-lockdown-light-dal-mese-063607657.html). Dubito che gli italiani lo accetterebbero, dato che sono già esasperati dai dpcm precedenti (oltre che dai continui insulti nei confronti dei manifestanti, che stando alla narrazione del governo e dei media compiacenti sarebbero tutti estremisti o incoscienti).
    La verità è che a manifestare ci è andata anche tanta gente perbene. E questi uomini perbene non solo vengono bastonati a livello economico, ma vengono anche bollati come facinorosi o come ingenuotti che si lasciano sobillare dagli estremisti. Se continueranno a venire denigrati in questo modo, smetteranno di essere degli uomini perbene e diventeranno dei facinorosi sul serio.

    • marisasalabelle ha detto:

      Certo, a questo punto il secondo lockdown è tutt’altro che improbabile. Ma dubito che sarà accettato con la stessa disposizione d’animo del primo. E anche tutta la situazione di contorno è molto più grave di allora.

      • wwayne ha detto:

        Con situazione di contorno allude solo al malcontento popolare o anche a qualcos’altro?

      • marisasalabelle ha detto:

        Tutto: l’economia, il malcontento diffuso, la presenza di frange estremiste, la devastazione della scuola, il destino die bambini e dei ragazzi… è tutto peggiorato dalla scorsa primavera!

      • wwayne ha detto:

        Comunque a mio giudizio Conte ha sbagliato a fare il gradasso dicendo in data 16 Ottobre che il secondo lockdown è roba per chi non ha i mezzi per fare altrimenti, ma noi italiani siamo grandi, siamo fighi, siamo super preparati e quindi non abbiamo più bisogno di queste misure drastiche. Dopo aver fatto lo splendido in questo modo, se adesso si rimangia ciò che ha detto e fa un secondo lockdown ci rimette la faccia. Fermo restando che l’ha già persa quando ha detto che le scuole avrebbero riaperto “in massima sicurezza”, per poi ricominciare a chiuderne alcune appena un mese dopo la riapertura. Ma che gli importa di perdere la faccia o perfino la poltrona, lui mal che vada torna a fare il professore universitario e casca in piedi. A meno che non scoppi la rivoluzione, con tutte le incognite del caso anche per quanto riguarda la sua incolumità personale. Secondo Lei si arriverà a tanto?

      • marisasalabelle ha detto:

        Conte è un uomo vuoto, che può dire tutto e il contrario di tutto (non è il solo, comunque). Come molte persone benedette da un potere improvviso e insperato si è montato la testa. Con questo non voglio dire che non si sia dovuto fare “un mazzo tanto”, ma ne ha sbagliate troppe, e poi lo considero infido, una persona alle cui parole ora mielose ora paternalistiche non ho mai creduto.
        Quanto alla rivoluzione, non credo proprio. Gli italiani non hanno il carattere giusto per fare rivoluzioni. Magari un po’ di casino, quello sì.

      • wwayne ha detto:

        Mi perdoni se stasera La tartasso di domande, ma anche in questa risposta c’è un punto vago che mi incuriosisce: in che senso gli italiani non hanno il carattere giusto per fare rivoluzioni? Immagino per la nostra indole conservatrice e per la nostra tendenza gattopardesca a fare dei cambiamenti sempre di facciata e quasi mai sostanziali, ma magari Lei intendeva altro.

      • marisasalabelle ha detto:

        Mi pare che la Storia dimostri ciò. Il carattere di un popolo non è biologico, se non in parte: è soprattutto frutto di lunghi processi che contribuiscono a creare un certo modo di pensare e di agire. Gli italiani hanno scarso sentimento nazionale, nonostante i deliri recenti dei “sovranisti” a te cari, e questo dipende dal fatto che l’Italia come nazione è ancora troppo giovane; la nostra storia ci ha resi guardinghi, opportunisti, siamo tradizionalisti e in gran parte conservatori… in Italia non c’è mai stata una vera rivoluzione di popolo, e quindi dubito che possa esserci a breve. Rivolte sì, disordini sì, scoppi di violenza, terrorismo: da questi fenomeni non siamo certo immuni. Poi, certo, questo tipo di ragionamento può essere sempre ribaltato da un improvviso capovolgimento della Storia.

      • wwayne ha detto:

        Grazie per la risposta! 🙂

  7. Certo siamo sani per lavorare fino a 67 anni secondo la Fornero e 62 secondo Salvini, e adesso diventiamo fragili.

  8. Paola Bortolani ha detto:

    Ho un caro amico pneumologo, che è stato in prima linea la scorsa primavera e lo è, ancor più duramente, adesso. Secondo lui la soluzione di “chiudere in casa gli anziani” ha molto senso, per diversi motivi: questi si ammalano perchè contagiati dai più giovani (figli, nipoti) che sono, spesso, asintomatici o quasi; sviluppano forme più gravi di malattia, e hanno bisogno di un’ospedalizzazione più lunga; ovviamente rischiano la vita ben più dei giovani, perchè il covid è una bestia feroce che ti mangia tutto, se non riesci a contrastarlo. Gli ospedali stanno scoppiando per questa patologia, e si rischia di non avere lo spazio e il personale per curare tutto il resto. Liberare posti mi sembra un dovere civico. Io ho 66 anni, per la cronaca, sarei sicuramente tra i candidati a essere chiusa in casa a doppia mandata. E non so se sembra, ma anch’io ho una vita attiva, un lavoro, lo studio, tanti interessi.

  9. marisasalabelle ha detto:

    Sì, queste cose le so, tuttavia, forse per egoismo, non ho alcun desiderio di farmi rinchiudere a casa. Capisco una misura di tutela per coloro che vecchi lo sono davvero, e comunque non riesco a biasimare quegli ottantenni che continuano a uscire: si vede che per loro il desiderio di vita è superiore a quello di proteggere la pura sopravvivenza. Il fatto di “tenere liberi gli ospedali per gli altri” non riesce a toccare il mio cuore. Tra l’altro i moltissimi vecchi morti la scorsa primavera in lockdown dimostrano che probabilmente questa misura non basta a salvaguardarli. Inoltre ritengo che si tratti di una misura discriminatoria e so che viene avanzata l’ipotesi che sia anticostituzionale. Poi, come ho già detto, se mi costringeranno, obbedirò: ma penso di avere almeno il diritto di dissentire!

  10. marisasalabelle ha detto:

    Assolutamente no, sono rispettosa delle leggi e prudente nel mio comportamento, purtroppo ho ancora un cervello pensante; inoltre in questi mesi di pandemia non mi sono ancora ammalata e quindi la mia esistenza in vita non ha, per ora, intasato ospedali e fatto morire persone innocenti!
    🙂 🙂

  11. blogdibarbara ha detto:

    La mancanza di movimento all’aria aperta e di contatti sociali abbassa le difese immunitarie, oltre ad aumentare enormemente il rischio di infarto nelle persone predisposte (e non a caso durante la reclusione le morti per infarto sono più che triplicate). Quindi, questi osceni propositi hanno lo scopo evidente di ammazzarci più in fretta. Per quanto mi riguarda, la corda per impiccarmi non la regalo a nessuno: se mi imporranno di restare chiusa in casa per non disturbare il manovratore, mi rifiuterò di obbedire, e contro le multe che prenderò farò ricorso, e ovviamente lo vincerò in quanto vittima di un provvedimento anticostituzionale.

  12. marisasalabelle ha detto:

    Fortunatamente l’idea della segregazione per età non sembra aver avuto seguito…

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