Vicini di casa (in preparazione a un nuovo lockdown)

Il mio vicino più vicino abita proprio alla mia sinistra. Un’esile ringhiera separa il mio terrazzino posteriore dal suo. Un tempo la vista era schermata da una fitta siepe di rincospermo, ma due anni fa il mio vicino di allora, prima di trasferirsi definitivamente a casa del diavolo, assassinò la mia siepe con la scusa che qualche rametto sconfinava nella sua proprietà. Così oggi quando mi siedo sul terrazzo a leggere un libro sono completamente esposta alla vista di chi mi vive accanto, e se quel che resta della siepe sta pian piano ricominciando a crescere, ci vorrà un bel po’ prima che funzioni da schermo protettivo.

Il mio vicino più vicino è un vecchietto che vive solo, sempre barricato nel suo appartamento, tenendo la porta finestra che dà sul cortile sempre sprangata e con le persiane chiuse. Io lo immagino con la luce accesa anche di giorno, intento a non so quali attività. Di tanto in tanto, preceduta da vari schiavaccii e cigolii, la porta finestra si apre e lui fa capolino sul terrazzo con la tovaglia da scuotere o qualche panno da stendere. Se è una giornata di sole succede che mi trovi sulla mia gislonga mentre leggo un libro o un giornale e allora si mette a chiacchierare. Mi racconta a puntate la sua vita – materiale che sto già catalogando per il mio prossimo romanzo: il mio ruolo è solo quello di fare cenni di approvazione con la testa o al massimo inserire qualche interiezione nel suo monologo. È “di laggiù”, ma viveva a Mantova, ma poi i suoi nipoti pistoiesi hanno insistito per farlo venire qui, salvo poi non andarlo mai a trovare. È stato calciatore, pittore, poeta, proprietario di una galleria d’arte: a a riprova di quanto afferma si scusa un attimo, entra in casa e ne riemerge con un libriccino che mi regala. Ho già un catalogo delle sue opere pittoriche, la brochure di una mostra e una silloge poetica. Mi manca l’album delle sue imprese sportive.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Vicini di casa (in preparazione a un nuovo lockdown)

  1. A questo punto sono curioso di sapere come sono le sue opere 🙂

  2. wwayne ha detto:

    La nostra società tende a far sentire le persone anziane come dei pesi inutili, dei ferrivecchi che prima tolgono il disturbo e meglio è, visto quel che costano tra medicine e badanti (per non parlare delle pensioni che noi contribuenti dobbiamo pagargli ogni mese). Almeno prima del covid potevano badare ai nipoti e far risparmiare qualche soldo sulla baby – sitter, adesso neanche quello.
    Gli anziani si accorgono benissimo di essere sopportati a fatica e di essere visti come un impiccio inutile, quindi spesso reagiscono come il Suo vicino abbandonato dai nipoti: affermando energicamente che non sono sempre stati così, anzi hanno avuto un passato pieno di grandezza e di esperienze da raccontare.
    Ovviamente a questi anziani va tutta la mia solidarietà, e disprezzo immensamente i parenti che li abbandonano o comunque li fanno sentire un peso. Questi ultimi dimostrano una profonda ingratitudine, e rivelano di aver introiettato in pieno la mentalità gretta per cui qualcuno o qualcosa ha valore solo finché è possibile trarne un guadagno di qualche tipo; quando invece questa possibilità viene a mancare, allora tanto vale abbandonarlo o aspettare con malcelata irritazione che si decida a togliere il disturbo. A chi si comporta in questo modo con i propri genitori o nonni auguro di cuore una vecchiaia altrettanto infelice.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ora poi si aggiunge l’ipocrisia del “tutelare i nostri anziani” lasciandoli più soli che mai, proibendo le visite se sono in casa di riposo, chiudendoli in casa e, se poi succede l’irreparabile, lasciandoli morire soli senza rivedere nessuno…

    • wwayne ha detto:

      Alcuni figli e nipoti agiscono così perché hanno davvero paura di trasmettere il virus ai loro parenti anziani. Altri invece, come ha detto Lei, hanno colto la palla al balzo e usano il virus come scusa per ignorare i loro genitori e nonni ancor più di prima. Grazie per la risposta! 🙂

  4. Nonna Pitilla ha detto:

    Beh le sue imprese sportive saranno favolose!🤪

  5. recensioni53 ha detto:

    Se si è anziani e sradicati dal proprio paese non è facile imbastire nuovi rapporti e spesso si resta impigliati nel filo malinconico, ed ormai arrugginito dal tempo, del proprio passato.

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