Tu chiamale se vuoi

Scena 1

Pomeriggio estivo in montagna. Alcune donne prendono il fresco e chiacchierano sotto il gazebo, davanti alla porta di casa. Passa una ragazza con un bambino in braccio: è la figlia di un’amica. Si avvicina al gruppo per scambiare due parole di cortesia quando una delle donne si alza bruscamente, fa due passi indietro e tende le mani avanti: «A distanza! A distanza!» La ragazza, che non si era avvicinata più di tanto, indietreggia a sua volta. Il bambino rinuncia alla sua voglia di socializzare.

Scena 2

Interno del supermercato. Mascherina obbligata per tutti, guanti per prendere i prodotti freschi. Un uomo e una donna si incontrano. Sono amici da molti anni, da giovani hanno organizzato campeggi, caricato macchine all’inverosimile, frequentato ladruncoli e prostitute, sono persino scampati a un incendio scoppiato nei locali della loro associazione. Hanno trascorso praticamente tutta la vita insieme, ciascuno con la rispettiva famiglia, condividendo avventure di ogni genere. Appena vede la sua amica, l’uomo alza una mano in segno di allarme. «Stai lontana!»

«Che succede?» dice la donna. «Siamo a due metri di distanza, io ho la mascherina, tu pure, e io non ho la peste né la lebbra…»

«Scusa, scusa» dice l’uomo. «Non è per te…»

Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi paranoie

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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10 risposte a Tu chiamale se vuoi

  1. Nonna Pitilla ha detto:

    col le ari che tirano!! ah ah

  2. marisasalabelle ha detto:

    La prima scena è accaduta d’estate, quando il virus era o pareva attenuato, e sinceramente il rischio che quella ragazza e il suo bambino fossero portatori di contagio era infinitesimale; la seconda risale a pochi giorni fa, comunque in piena sicurezza. Entrambe mi fanno pensare a quanto il terrore di ammalarsi ci stia togliendo la nostra umanità.

  3. wwayne ha detto:

    In verità il Suo amico non è paranoico al massimo: se lo fosse non andrebbe neanche al supermercato, ma si farebbe portare la spesa a domicilio.
    Comunque, dato che il virus ha ripreso a macinare dei numeri impressionanti, più che di paranoia sarebbe opportuno parlare di giustificata prudenza. Inoltre, aneddoti come quello che ha raccontato in questo post dovrebbero rallegrarci, perché rivelano che gli italiani stanno mantenendo quell’atteggiamento assennato che già in Estate ha permesso loro di avere molti meno contagi rispetto a tutti gli altri popoli d’Europa (ricordiamoci che la Spagna aveva DODICI volte i nostri contagi giornalieri, 24.000 contro 2.000).
    Tuttavia, come ha detto anche Lei nella nostra ultima conversazione, la prudenza degli italiani non può bastare, se lo stato non crea le condizioni affinché possano spostarsi in sicurezza. Ad esempio, quando esco da lavoro devo salire su un treno, e per entrarci c’è sempre un assembramento pauroso: se ci mettessimo tutti in fila a un metro di distanza si formerebbe una coda lunga un chilometro, e il treno dovrebbe stare fermo 10 minuti in ogni stazione.
    Come si risolve questo problema? Aumentando i mezzi pubblici: un sacrificio la cui importanza decisiva era già nota in Estate, ma che il governo non ha mai voluto fare. Tra l’altro sarebbe un salasso a livello economico, ma a livello pratico sarebbe un gioco da ragazzi: come hanno detto ieri a Piazzapulita, basterebbe noleggiare tutti i pullman che di norma trasportano i turisti, e che adesso con il turismo in crisi sono rimasti a prendere la polvere.
    Rimanendo in tema di covid, negli ultimi giorni stanno crescendo le pressioni sul governo affinché richiuda le scuole. Hanno cominciato i presidenti delle regioni, chiedendo di reintrodurre la didattica a distanza per le superiori: la Azzolina ha detto subito di no. De Luca per tutta risposta ha chiuso tutte le scuole fino al 30 Ottobre: ieri sempre a Piazzapulita hanno elogiato in maniera sperticata la sua decisione dicendo che andrebbe allargata a tutta Italia, perché toglierebbe dalla circolazione 8 milioni di persone senza gravi conseguenze economiche per il paese.
    Quest’ultima considerazione non mi trova d’accordo, perché (almeno nella mia zona) la stragrande maggioranza dei contagi tra i ragazzi avviene non a scuola, ma nelle scuole calcio: di conseguenza, anche se chiudessero le scuole, i ragazzi continuerebbero ad andare a giocare lì e ad infettarsi a tutto spiano.
    Ad ogni modo, il punto non è questo. Il punto è che abbiamo da un lato dei gruppi di persone che stanno facendo pressione sul governo (a livello sia politico che mediatico) affinché richiuda le scuole, e dall’altro i membri del governo che non vogliono farlo. Il motivo è evidente: hanno passato tutta l’Estate a dire tutti i giorni che le scuole avrebbero riaperto in sicurezza, e quindi se alzassero bandiera bianca dopo un mese perderebbero la faccia.
    Le chiedo una previsione: secondo Lei come andrà a finire? Il governo cederà a queste pressioni, oppure per non ammettere di aver perso la sfida tirerà a dritto contro tutto e tutti fino alla fine?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Il governo, come già entrambi abbiamo ribadito più volte, sta cercando di far passare l’idea che tutto dipenda dal nostro comportamento individuale, ma come ben sappiamo il buon comportamento non è sufficiente, come nel caso dei mezzi pubblici che mi citi. Il fatto è che è stato fatto ben poco per affrontare le riaperture e il prevedibile rialzo dei contagi, ed è fin troppo facile dire che “tutto dipende da come ci comporteremo”. Così chi dovrebbe tentare di risolvere i problemi se ne lava le mani allegramente.
    Riguardo alle scuole, non so proprio come andrà a finire. Dipende molto dall’andamento dei nuovi contagi nelle prossime settimane.

  5. etiliyle ha detto:

    Speriamo si risolva tutto al più presto

  6. Paola Bortolani ha detto:

    Ieri parlavo con un’amica psicologa e, più tardi, con un amico pneumologo. L’amica psicologa è distrutta da questo clima di terrore perchè tanti suoi pazienti, i più fragili, trovano molta difficoltà a gestire questo periodo. L’amico pneumologo (del quale conosco per racconto diretto cosa è stato e cosa è lavorare in reparti covid) si augura che le persone vengano terrorizzate al punto da fare, finalmente, davvero attenzione. In mezzo sta la virtù?

  7. marisasalabelle ha detto:

    Secondo me terrorizzare le persone non va bene. Chiaramente bisogna osservare una certa prudenza, anch’io, nonostante i miei post un po’ dissacranti, sono una persona attenta. Ma penso che alla lunga creare un clima in cui paura e paranoia prosperano possa fare grossi danni. Quindi, per me, se ci riusciamo, prudenza, comportamenti corretti, ma anche meno stress e un pizzico di fatalismo.

  8. poetella ha detto:

    “ma anche meno stress e un pizzico di fatalismo.”
    concordo in pieno…

  9. marisasalabelle ha detto:

    Che poi magari mentre siamo tutti presi a controllare che chi ci cammina accanto indossi correttamente la mascherina, passa una macchina e ci mette sotto…

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