Party o non party?

Voglio fare una festa. Una festa con un mucchio di invitati. Una festa in maschera, con abiti veneziani, un vero e proprio party, dove servirò alcolici fino a notte inoltrata, e tutti saremo ammucchiati, e ci abbracceremo e baceremo fino a consumarci… Sarà un party bellissimo, una festa privata di cui si parlerà a lungo nel gran mondo.

Ah, già.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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17 risposte a Party o non party?

  1. Nonna Pitilla ha detto:

    ahahhaha auguri”

  2. poetella ha detto:

    m’inviti?
    Mi maschero da poetella….;-)

  3. wwayne ha detto:

    Limiti la festa ai Suoi congiunti, e fate un bel trenino al ritmo di questa canzone:

  4. marisasalabelle ha detto:

    Stavo pensando alla cena che di solito faccio per la vigilia di Natale… solo congiunti, ma siamo in genere tra 18 e 20 persone…

    • wwayne ha detto:

      Il mese scorso ho accettato di partecipare alla cena d’addio di un mio collega, che ci ha lasciati dopo tanti anni per trasferirsi in una scuola più vicina a casa sua. Non eravamo 20 e neanche 18, ma soltanto 7; in più eravamo tutti docenti, quindi si suppone che tutti gli invitati fossero stati prudenti e responsabili nel rispettare le misure anti – covid. Eppure, nonostante avessimo passato una bella serata, mi sono pentito quasi subito di aver partecipato a quella cena, perché poi ho vissuto per giorni e giorni nella paura che io o peggio ancora qualcuno dei miei familiari cominciassimo a manifestare i sintomi del covid. E quindi tutto sommato non ne è valsa la pena: se tornassi indietro farei come tanti altri miei colleghi, e declinerei l’invito per quella cena.
      Tutto questo per dirLe che fossi in Lei quella cena non la farei, perché anche se si mettesse a tavola con persone sulla carta affidabili il tarlo del dubbio di aver preso il covid comincerebbe a roderLe dentro lo stesso.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Da quando è stato possibile ho visto abbastanza regolarmente i miei amici, abbiamo anche cenato insieme diverse volte, sempre mantenendo un comportamento prudenziale; ho fatto la presentazione del libro con una trentina di persone (distanziate, con mascherina etc) e se riesco ne farò altre; dovendo scegliere se mettermi in clausura o cercare di continuare a vivere, ho optato per la seconda scelta. Per natura non sono particolarmente paurosa. Ho 65 anni: se il resto della mia vita dovessi passarlo chiusa in casa per paura di beccarmi il Covid, non credo che ce la farei. Rispetto le misure prudenziali, ci scherzo anche un po’ su, ma non rinuncio a quello che posso fare. Quanto alla cena di Natale, forse dovrò limitare il numero dei miei invitati…

    • wwayne ha detto:

      Le contesto solo l’uso dell’aggettivo paurosa, perché a mio giudizio bisogna stare molto attenti ad associare il concetto di paura (o peggio ancora quello di codardia) al coronavirus. Si rischia non soltanto di far passare per cagasotto quelli che rispettano le regole anti – covid, ma anche di far sentire fighi quelli che le calpestano: infatti, se nella mentalità comune chi si comporta in maniera prudente è un cagasotto, a quel punto chi se ne infischia delle regole anti – covid diventa un coraggioso, e quindi un modello da imitare anziché biasimare.
      La verità è che chi rispetta le regole anti – covid non è un cagasotto, ma un prudente; chi le calpesta non è un coraggioso né tantomeno un figo, ma un incosciente. Sono convinto che Lei condivida queste considerazioni, ma usando parole come paurosa rischia di lanciare involontariamente un messaggio sbagliato.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Guarda che io le regole le rispetto anche se non sempre le condivido. Conosco persone che si sono fatte prendere letteralmente dalla paranoia e quasi non ragionano più. Il virus esiste, è pericoloso, d’altra parte al momento nessuno è in grado di sconfiggerlo, quindi dobbiamo imparare a non temerlo più del dovuto, perché mentre tremiamo per il corona potremmo morire di incidente auto, di cancro o di qualsiasi altra cosa. Del resto, come diceva Svevo, di tutte le malattie la vita è l’unica che è sicuramente mortale.

    • wwayne ha detto:

      Molti faticano a rimanere equilibrati anche in situazioni ordinarie, figuriamoci nel bel mezzo di una pandemia. Di conseguenza è normale che questi soggetti oscillino verso i 2 estremi: da un lato i paranoici da Lei menzionati, dall’altro nomask, negazionisti, complottisti e semplici menefreghisti. La fascia di persone che non sono riconducibili né agli uni né agli altri è sottile, e io stesso ammetto di essere più vicino alla frangia degli iperprudenti che a quella di coloro che vivono il virus con serafico fatalismo.
      Riguardo a Svevo, lui era affascinato più dalle malattie mentali che da quelle fisiche, ma se fosse ancora vivo il coronavirus gli avrebbe sicuramente ispirato un altro capolavoro. Grazie per la risposta! 🙂

  7. Paola Bortolani ha detto:

    Speriamo di fare presto una bella festa così. Nel frattempo prepariamoci a un Natale a rate! Tutto sommato potrà essere anche divertente

  8. wwayne ha detto:

    https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/conte-lockdown-a-natale-non-faccio-previsioni-possibili-misure-restrittive-per-le-regioni-1445262
    Prima Conte aveva escluso un secondo lockdown, adesso dice che “dipenderà dal comportamento della popolazione”. In pratica se lui dice una cosa e poi ne fa un’altra è colpa nostra, non della sua incoerenza. Del resto, come Le ho scritto anche di recente, Conte si è già cimentato più volte nell’arte scaricare sugli altri la responsabilità o la colpa di una decisione difficile.

  9. marisasalabelle ha detto:

    C’è la tendenza a far credere che se la pandemia avanza o retrocede tutto dipende dal comportamento delle persone, che naturalmente ha un peso, ma certo non è il solo né il principale fattore. Il fatto è che c’è un virus che gira, gira da un anno o più e in tutto il mondo, e non basteranno certo le mascherine a fermarlo… e comunque fa molto comodo spostare tutto sulle responsabilità individuali! Così non si pensa ai mezzi pubblici strapieni o agli ospedali ancora impreparati o ai vaccini che non arrivano: si pensa solo a multare chi non ha su la mascherina, magari in una strada di periferia dove passano tre persone all’ora.

    • wwayne ha detto:

      Comunque questo è l’ennesimo segnale che il vaccino entro fine anno si rivelerà una promessa da marinaio: se fossimo davvero così vicini alla soluzione del problema si penserebbe già a quando e come distribuire il vaccino, non a quando e come fare un secondo lockdown. E per un politico non c’è niente di più mortifero di una promessa non mantenuta, soprattutto se riguarda una questione sentitissima come questa…

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