Occhi

Pieno di occhi per terra, in quel liceo di Roma, e in tutte le altre scuole del Regno dove ci siano ragazze in minigonna. Perché ai professori gli cade l’occhio, l’ha detto la vicepreside, quindi, ragazze, se invece della minigonna vi mettete un bel gonnellone alla caviglia, è meglio. Se no, con tutti quegli occhi sul pavimento, va a finire che qualcuno ci fa un ruzzolone.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a Occhi

  1. Di sicuro i professori maschi non avevano protestato….

  2. marisasalabelle ha detto:

    È il solito stereotipo… il maschio sempre arrapato e quindi la femmina si deve coprire

  3. wwayne ha detto:

    E’ stato un palese caso di cattiva comunicazione. Per giustificare il divieto della minigonna la vice – preside di quel liceo avrebbe dovuto puntare sull’argomentazione per cui un abbigliamento sobrio è una forma di rispetto nei confronti del luogo in cui ci troviamo; invece ha deciso di puntare su quella per cui il divieto è funzionale a non creare rapporti equivoci tra professori e alunne, ed è stata una scelta così sbagliata che l’ha fatta passare dalla parte della ragione a quella del torto.
    Mi meraviglia che ad esprimersi in maniera così incauta sia stata una vice – preside, e quindi una persona con una formazione da professoressa: infatti chi fa questo mestiere sa bene che dobbiamo misurare ogni singola parola che pronunciamo, perché ci sono sempre dei genitori col fucile puntato che aspettano solo un pretesto per andarci a denunciare. Poi se la denuncia è pretestuosa finirà nel nulla, ma intanto l’avvocato te lo devi pagare, e prima che si arrivi ad un lieto fine possono passare anche anni.
    Un’altra cosa: non mi è mai capitato di incontrare un professore porco, né da studente né da insegnante. Una mia collega mi aveva raccontato di un docente che aveva tirato una pacca sul culo ad una sua studentessa, ma è stata l’unica a riferirmi quest’episodio, e quindi credo che fosse una panzana: se fosse stato vero ne avrebbe parlato tutta la scuola. Di conseguenza, non sono un grande esperto in materia. Ad ogni modo, suppongo che, se un professore ha delle pulsioni così sbagliate nei confronti delle proprie alunne, quelle pulsioni emergeranno comunque, anche se le ragazze si presentano a scuola con il maglione e i pantaloni larghi. E’ illusorio pensare di poter far rigare dritto un soggetto così deviato semplicemente non incoraggiandolo. La frase “Se non lo provochi lui se ne sta buono” può essere applicabile a chi ha dei problemi di controllo della rabbia, non dei problemi di natura sessuale.
    Inoltre, la frase pronunciata dalla vice – preside rischia di spostare per l’ennesima volta la colpa sulle vittime di violenza sessuale, rispolverando il solito discorso per cui se le donne si mettono la minigonna o un vestito scollato poi non possono lamentarsi se vengono fissate, molestate verbalmente o abusate sessualmente.
    Insomma, è stato un errore di comunicazione dagli effetti devastanti, che mi fa dubitare seriamente dell’adeguatezza di questa vice – preside per quel ruolo. Fossi stato il preside, l’avrei destituita seduta stante.

    • mocaiana ha detto:

      Concordo pienamente. Una forma di comunicazione molto inefficace. Aggiungo che la morale dell’abbigliamento ai nostri giorni ( o la pseudo morale) non va a centimetri di pelle scoperta, ma in base a quanto si adatti il vestito al luogo. A me le minigonne non sembrano adatte alla scuola, come non lo sarebbero i calzoncini a battichiappe per gli alunni maschi.Non è questione di di essere femministi o meno. Mai io sono molto antica, temo.

      • poetella ha detto:

        siamo antiche in due. E i calzoncini a battichiappe (tipo mutande) neanche per le femmine secondo me vanno bene.
        A scuola, per lo meno. ma mica è il mare! A scuola si dovrebbe andare per studiare e crescere, non per mostrare il didietro. O il davanti.
        Per fortuna sono in pensione da un anno, ma a quando insegnavo sognavo classi in divisa, con gonnelline blu e camicine bianche o analogo, versione pantaloni (lunghi) per i maschi. Senza sfoggio di marchi famosi, o di fette di pelle. Tutti sobri, seri e intenti a studiare.
        Ma io so’ antica, se sa…

      • mocaiana ha detto:

        Concordo anche con te, carissima poetella. E ti dirò di più, vorrei una divisa anche noi docenti :). Basta alzarsi la mattina e pensare a cosa mettere!

      • poetella ha detto:

        ben detto!
        😀 😀

      • wwayne ha detto:

        Anch’io ritengo che le minigonne siano inadatte alla scuola, ma questo e tutti gli altri divieti (compresi quelli anti – covid) vanno spiegati ai ragazzi con le parole giuste: se usi quelle sbagliate, come ho scritto sopra, passi dalla parte della ragione a quella del torto. Grazie per la risposta! 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Sono d’accordo con te su tutto. Sono poi preoccupata perché, sebbene io non parteggi per abbigliamenti discinti o volgari (e avendo insegnato in un Istituto prevalentemente maschile ne ho viste di tutte anche nei ragazzi) vedo avanzare una sorta di nuovo medioevo, o meglio, visto che il medioevo tutto sommato era abbastanza libertino, una sorta di nuova età vittoriana nei confronti delle donne…
    Io nella mia carriera di professori abusanti ne ho conosciuti almeno due, ed entrambi furono sgamati, uno fu processato, non ricordo bene con che esito, era un insegnate di educazione fisica e molestava le allieve; l’altro era stato denunciato da una studentessa che aveva molestato, e non era la sola. Nemmeno di lui so come sia andata a finire, ma il nostro preside lo fece “sparire” da un giorno all’altro…

  5. auacollage ha detto:

    Eh bè una bella divisa, magari dei bei pantaloni larghi con maglione informe…raderei anche i capelli a zero, così non molestiamo questi poveri insegnanti allupati.

  6. auacollage ha detto:

    La divisa per uniformare e non alimentare le “gare” consumistiche che alimentano i social, sarebbe utile, come nelle scuole anglosassoni. Per il resto la scuola potrebbe imitare la corte imperiale cinese e proporre agli insegnanti maschi una semplice e pratica castrazione ( con relativi adeguamenti e privilegi pensionistici) . Potrebbe essere creata la categoria “profco” o “teachco” crasi tra professore/eunuco, teacher/eunuco. Dove il taglio risulta anche ribadito dal nome …

  7. marisasalabelle ha detto:

    Non sono mai stata simpatizzante delle uniformi… non mi piace l’idea della scuola caserma dove tutti devono indossare una divisa. Sono d’accordo che sia necessario indirizzare ragazzi e ragazze verso un vestire adeguato alla situazione scolastica, ma non vedo di buon occhio gli eccessi puritani e soprattutto non posso accettare che si dia colpa a una gonna corta e naturalmente alla donna che la indossa! Frasi come “l’uomo è uomo”, “lo sguardo per forza va lì” o addirittura “mostrare le parti intime” le trovo veramente sessiste

  8. Paola Bortolani ha detto:

    Attenzione! Una vicenda che dovrebbe farci riflettere. Un’amica insegnante, molto attendibile, ci dice che le cose non sono andate affatto così, ma che c’è stata una strumentalizzazione da parte della stampa. Addirittura pare sia stato riportato un virgolettato non corrispondente. La preside del liceo è attiva in movimenti di appoggio alle donne, anti sessisti, ed è furibonda per la piega che ha preso la vicenda. Gli effetti della stampa si amplificano in pochi attimi, oramai, e poi è quasi impossibile far tornare tutto nei binari giusti. Poi possiamo discutere su tutto quello che è stato detto qui e altrove, perchè l’argomento in sè è tutt’altro che risolto

  9. marisasalabelle ha detto:

    Non so che dirti, ho visto le foto dei cartelli fatti dalle ragazze di quell’Istituto e ho letto l’intervista a una studentessa, quindi propendo a credere che la storia sia vera

  10. wwayne ha detto:

    Lascio anch’io una risposta a Paola Bortolani.
    Un bravo leader difende i suoi collaboratori in pubblico e li sgrida soltanto in privato, perché sa che criticarli pubblicamente sarebbe una forma di delegittimazione. In questo caso tuttavia il preside del liceo Socrate avrebbe dovuto fare un’eccezione, perché ciò che ha detto la vice – preside è così sbagliato da risultare indifendibile anche per un principe del foro.
    Peraltro, non mi è piaciuto neanche il modo in cui il preside ha deciso di difendere la sua collaboratrice: infatti, dicendo che non c’è nessun riscontro “fattuale o documentale” di quella dichiarazione, sta indirettamente dando di bugiarde a tutte le sue studentesse, e quindi rischia di rendere la situazione ancora più esplosiva di quanto già non sia. Peraltro, se davvero queste ragazze si sono inventate tutto di sana pianta, allora è stranissimo che la vice – preside non abbia mai negato l’accusa: non è proprio una reazione da innocente.
    Mi è piaciuta ancora meno una successiva dichiarazione della stessa vice – preside, in cui dice che “La questione dovrà essere affrontata nelle sedi competenti e quindi con le studentesse”. Mi è sembrato un avvertimento minaccioso in stile “Dopo facciamo i conti”, come se ad aver fatto una cazzata fossero state le sue alunne anziché lei.
    Insomma, in quella scuola fanno a gara a chi comunica peggio, e quindi fossi in loro mi chiuderei in un rigoroso silenzio stampa, nella speranza che arrivi presto un altro scandalo a far passare in secondo piano il disastro che hanno combinato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...