Quale idea di scuola

Al di là delle rime buccali, dei banchi monoposto, dei compagni di classe che sull’autobus diventano congiunti, sulla riapertura della scuola si potrebbe fare un discorso quasi serio. Che ci sia una situazione seria, da non sottovalutare, con una pandemia tuttora in corso, non è in discussione. Che occorrano prudenza e rispetto di certe regole, lo stesso. Quello però che mi fa paura è il tipo di scuola, il modello educativo che ne sta venendo fuori. Una scuola dove le postazioni sono distanziate e fisse (ci sono scuole dove intorno ai banchi si è tracciato un perimetro col nastro adesivo bicolore), dove ogni alunno è un’isola autosufficiente, dove l’insegnante è alla cattedra e i banchi sono disposti nelle classiche tre file della scuola di una volta. Proibito il contatto fisico, permesso solo in certi casi l’abbassamento della mascherina, proibito scambiarsi oggetti. Mi presti la gomma? Posso leggere sul tuo libro? No. Ognuno deve avere le sue cose. Se non le hai ti arrangi. Sconsigliato urlare (be’, quello era sconsigliato sempre, ma quanti urlacci ho fatto, io, nella mia carriera!), sconsigliato cantare. Fate l’esercizio insieme, aiuta il tuo compagno: non si può più dire. Se tossisci, starnutisci o smoccichi sarai accompagnato nell’aula Covid in attesa di scoprire se sei un appestato o hai solo il raffreddore o l’allergia. E se non obbedisci 5 in condotta. Ah, perfetto.

Quello che mi chiedo, a questo punto, è quale sia la nostra  idea di scuola, quale generazione di giovani vogliamo crescere. Una generazione dominata dalla paura del contagio e dal feticcio della sicurezza, educata a non socializzare, tenuta ferma e silenziosa sotto minaccia: di ammalarsi, di far ammalare i nonni, di essere puniti severamente per ogni trasgressione, di essere allontanati e isolati per ogni starnuto.

Ho letto l’intervista a una preside toscana che diceva che, nella sua scuola, era stato deciso di distanziare le entrate degli alunni dalle 7.30 alle 9.30 e di fare altrettanto con le uscite. «Gran parte del tempo scuola sarà dedicato alle operazioni di ingresso e di uscita» commentava, non so se con rammarico o con l’orgoglio di chi sa di fare la cosa giusta.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Quale idea di scuola

  1. A. ha detto:

    Nella classe di mio fratello, (prima superiore) potranno non tenere la mascherina ma dovranno stare uno distante dall’altro 1 metro e 2 metri di distanza, in un luogo chiuso dove passano 6 ore, ritengo che la cosa sia senso… Mi ricordo che quando andavo a scuola dopo soltanto un ora l’ aria era così viziata che se solo uno aveva un raffreddore l’aveva tutta la classe. Per non parlare che sono in 30 e non so come sia possibile rispettare tutte quelle distanze.. però prima di entrare a scuola misureranno la febbre e dovranno entrare con la mascherina, ma non hanno preso nemmeno in considerazione che i ragazzi sono quelli ” asintomatici” che se uno asintomatico in classe avesse il covid lo attaccherebbe ai suoi compagni e poi cosa pensano che fuori scuola ( dove vige la regola di non mettere la mascherina all’aria aperta) non si mettono a parlare??? E sul pullman?? Noi abbiamo 3 pullman, dove stai su come sardine… Però a quello non hanno pensato… Mah chi vivrà vedrà

  2. A. ha detto:

    2 metri di distanza dall’ insegnante*

  3. marisasalabelle ha detto:

    Temo un anno scolastico molto, molto pesante per alunni e insegnanti

  4. wwayne ha detto:

    Per gli italiani la sicurezza era un feticcio (anzi, un obiettivo supremo) già molto tempo prima dell’emergenza covid. Non a caso Salvini, per creare consenso attorno alle durissime misure contenute nei suoi decreti, li chiamò decreto sicurezza e decreto sicurezza – bis: lo fece perché sapeva che gli italiani pur di sentirsi al sicuro avrebbero digerito qualsiasi cosa, anche la norma per cui se osi salvare un migrante dall’annegamento lo stato ti schianta sul capo 5.000 euro di multa.
    Per lo stesso motivo Salvini si è sempre mostrato inflessibile al massimo nei confronti dei ladri (memorabile il suo slogan “Se entri in casa mia e ne esci steso, è un problema tuo”): perché sapeva che gli italiani vogliono sentirsi al sicuro ovunque, ma in maniera particolare a casa propria, e quindi odiano i topi d’appartamento più di qualsiasi altra cosa.
    Un’altra prova del profondo bisogno di sicurezza insito negli italiani sono i negazionisti del covid: negano l’esistenza della malattia perché rifiutano ciò che essa comporta, ovvero una condizione di vulnerabilità estrema per loro inaccettabile. Gli esempi sarebbero infiniti.
    Venendo all’argomento del post, anche per la scuola qual è l’espressione più usata dal governo? Riaprire in sicurezza. Una parola che ricorre ossessivamente nelle dichiarazioni di ogni politico, perché crea consenso come poche altre. In questo caso però viene usata a sproposito, perché la scuola è per sua natura un assembramento di persone, e quindi riaprirla in sicurezza è assolutamente impossibile. Forse sarebbe stato possibile con interventi radicali e costosi (seconda succursale per ogni istituto, aumento vertiginoso degli scuolabus eccetera), ma per quelli è già troppo tardi.
    P.S.: Sarà pure spietato, sarà pure becera propaganda, ma lo slogan “Se entri in casa mia e ne esci steso, è un problema tuo” mi trova perfettamente d’accordo.

  5. marisasalabelle ha detto:

    L’ossessione per la sicurezza non è solo italiana, è un virus ancora più potente del corona, che da decenni circola in Europa e nel mondo. In particolare ne sono succubi gli americani, che sulla sicurezza e la difesa personale hanno costruito la loro ideologia portante. Senza voler fare la sbruffona e dire che della sicurezza non m’importa nulla, io non ne sono mai stata particolarmente ossessionata, la vita è un rischio di per sé, se per non correre pericoli si deve rimanere imbalsamati, meglio accettare una piccola dose di rischio.
    P.S.: naturalmente sai che sull’affermazione salviniana (anche questa di matrice statunitense) mi trovi in totale disaccordo

    • wwayne ha detto:

      Rimanendo in tema di politica, su Teletruria ho appena visto uno spot in cui un candidato alle regionali (David Marri) invitava a votare Fratelli d’Italia esprimendo anche la preferenza per lui. Peccato che in sottofondo ci fosse la colonna sonora del Gladiatore, una scelta musicale che rendeva il suo spot assolutamente ridicolo: se ha fatto spanciare dalle risate perfino me, che per quel partito stravedo, si immagini che effetto farà quel video sugli elettori indecisi… 🙂

  6. marisasalabelle ha detto:

    Non saprei, ci sono tante cose che per esempio a me sembrano ridicole o di cattivo gusto e che invece alla ggente piacciono da morire…

    • wwayne ha detto:

      Comunque sulle regionali in Toscana si sta facendo tanta disinformazione, cercando di pompare in maniera esagerata le chances di vittoria della Ceccardi. Ieri sera su RTV38 ho sentito dire addirittura che Giani potrebbe vincere per uno zero virgola. A mio giudizio è la stessa sinistra che sta creando questo clima, e il motivo è ovvio: il PD ha capito che potrebbe vincere con percentuali risicate, la cosa non gli piace per nulla e allora cerca di portare al voto gli astenuti di sinistra, agitando davanti ai loro occhi lo spauracchio di un’impossibile vittoria leghista. Stanno cercando di vincere con la paura, esattamente come il Salvini che tanto detestano. Un’ennesima riprova che il senso di superiorità morale della sinistra è del tutto ingiustificato.
      Le mie considerazioni La trovano d’accordo?

      • marisasalabelle ha detto:

        Il PD ha paura di perdere in Toscana, e secondo me non è una paura del tutto immotivata. Quindi a mio giudizio fa bene a fare di tutto per convincere i suoi potenziali elettori a votare. L’errore semmai è stato quello di candidare un uomo d’apparato incolore come Giani, che non suscita entusiasmo in nessuno. Ma questo errore a sua volta dipende dal totale sbandamento del PD. Personalmente riterrei la vittoria di Ceccardi una vera sciagura!

    • wwayne ha detto:

      La difficoltà a reperire leader carismatici è un problema storico della sinistra. Per capirlo basta scorrere l’elenco degli ultimi segretari del PD: da Bersani a Zingaretti, sono quasi tutti incolori quanto Giani.
      Riguardo alla vittoria della Ceccardi, è una possibilità che semplicemente non esiste. Di conseguenza non ha senso parlarne, come non ha senso parlare dell’eventualità che ci sia un’invasione aliena o una pioggia di rane. E non è un’iperbole: sono sinceramente convinto che la vittoria della Lega in Toscana sia probabile quanto i 2 eventi che ho appena citato. Grazie per la risposta! 🙂

  7. Nonna Pitilla ha detto:

    anche io non riesco a capire come sarà la scuola che lasciamo ai nostri nipoti, e anche io non sono mai stata ossessionata dalla sicurezza, mi fa paura l’isolamento perchè non so a cosa può portare!

  8. marisasalabelle ha detto:

    Non può portare altro che conseguenze negative!

  9. luisa zambrotta ha detto:

    Mi auguro che sia il buon senso degli insegnanti, come sempre, a rendere quest’anno scolastico meno confuso

  10. marisasalabelle ha detto:

    Me l’auguro anch’io!

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