Il 3 marzo

«Il 3 marzo, dite? Mah, io il 3 marzo sinceramente non me lo ricordo. Che giorno era, un martedì? Hmm… io mi sa che il martedì… insomma, non me ne ricordo. Voi vi ricordate tutto quello che fate ogni santo giorno? Scommetto di no. Io, del 3 marzo, non me ne ricordo. Sarò stato… ba’. Che importa, ora. Quella relazione mica l’ho vista. Non so, la segretaria, me l’avrà messa sulla scrivania, magari sotto altri fogli. L’ho ripescata quando, due giorni dopo, tre. Be’, ma considerando la lentezza delle pratiche in Italia, due o tre giorni son nulla, in definitiva. Poi, quando l’ho letta, mica ho capito subito che era così importante. Chiudere Alzano e Nembro. Che cazzo è, Alzano e Nembro? Chi li aveva mai sentiti nominare? Ora, ditemi che tutti voi sapevate di Alzano e Nembro prima che succedesse tutto quel casino. Quindi io, quando ho letto l’appunto del CTS, mi son voluto informare bene. Perché è facile fare degli spropositi, se non si sanno bene le cose. Così ho fatto un po’ di telefonate… e quello era irraggiungibile, quell’altro non rispondeva, un altro ha detto ti richiamo tra mezz’ora… e sono passati altri due o tre giorni. Che saranno mai, due o tre giorni, in confronto all’eternità. E poi sì, alla fine l’ho fatto, anzi ho fatto pure di più, ho chiuso dappertutto, così non mi potranno dire niente, ho pensato. Problemi? Qualcuno ha avuto problemi?»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Il 3 marzo

  1. Nonna Pitilla ha detto:

    l’ignoranza colpevole!! bravissima

  2. wwayne ha detto:

    Il tweet qui sotto dimostra che, se Conte avesse seguito il consiglio della Meloni, avremmo cominciato a prendere le contromisure per il virus già il 21 Febbraio.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Be’, Salvini e Meloni hanno consigliato tutto e il contrario di tutto, a seconda del momento…

    • wwayne ha detto:

      Erano all’opposizione, quindi il fatto che abbiano assunto posizioni contraddittorie tra loro non ha prodotto danni. La sottovalutazione iniziale di Conte invece di danni ne ha prodotti eccome, perché lui era al governo.
      Comunque, ieri ho letto un post in cui si confrontava la situazione dei vari paesi europei dopo la fine dei rispettivi lockdown (https://rudighedini.wordpress.com/2020/08/07/landamento-dellepidemia-in-europa-occidentale/). Come si può vedere dalla tabella, gli italiani hanno continuato ad assumere un atteggiamento di generale prudenza, e quindi il numero dei nuovi contagi si è assestato intorno ai mille e rotti casi settimanali; invece in Francia, Germania e soprattutto Spagna hanno ricominciato a spassarsela come se niente fosse, e quindi la loro curva dei contagi si è rialzata in maniera spaventosa. Italians do it better, come sempre.

  4. fulvialuna1 ha detto:

    Il caos…comunque c’è stato e c’è ancora…il caos.

  5. poetella ha detto:

    Ma che palle! È scusate il francesismo!
    Ma possibile che si debba sempre cercare un colpevole per scaricarci addosso tutta la rabbia?
    Un giorno Gigi Proietti, in uno sketch disse: “Aoh… ma viecce te!”

    Ecco

    • wwayne ha detto:

      Conte sarebbe un capro espiatorio se non avesse sbagliato un colpo, e nonostante questo gli italiani gli dessero addosso lo stesso. Ma dato che all’inizio ha sbagliato eccome, non è uno scandalo fargli rendere conto dei suoi errori. Te lo dice uno che complessivamente lo apprezza, e che approva il modo in cui ha gestito la situazione dopo aver capito quant’era seria. Il guaio è che avrebbe dovuto capirlo prima.
      Riguardo al “viecce te”, non è che se io sono incapace di fare politica allora devo mandar giù tutte le porcate che fanno i politici senza fiatare. In base a questo ragionamento allora gli antifascisti non avrebbero dovuto dire una parola quando Mussolini mandava la gente nei campi di concentramento, perché molti di loro non avrebbero saputo gestire l’Italia al suo posto.

  6. Paola Bortolani ha detto:

    Ma nessuno si ricorda che in quei pochi giorni sia industriali che operai della bergamasca, intervistati, erano fermamente contrari a chiudere tutto per le (ahimè vere) conseguenze economiche? In quella zona la concentrazione di fabbriche è altissima, chiudere anche pochi giorni spaventava tutti. Non voglio difendere nessuno, almeno non qui, ma sono anche consapevole che allora non si sapeva nulla di quello che ci aspettava, non era facile scegliere. A tirare le somme a posteriori siam buoni tutti. Intanto adesso abbiamo una plettora di incoscienti che rilancia il contagio, mentre sarebbe bene ricordare che un secondo lockdown non ce lo possiamo proprio permettere!

  7. wwayne ha detto:

    Nessuno era tenuto a prevedere il futuro né a sapere quali fossero le decisioni giuste da prendere all’infuori di chi ci comanda. Il potere comporta degli onori, ma anche degli oneri.

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