Banchi

Il ritorno a scuola sarà una festa. Prima di tutto i bambini e ragazzi avranno a disposizione aule immense. Come sarà possibile? Facile, dove prima c’erano 27 alunni ce ne saranno 12. E gli altri? Be’, gli altri a casa. Vorrà dire che verranno il mese dopo. Poi sarà un grande divertimento inventare luoghi nuovi dove far lezione. Ad esempio al museo, dove seduti sotto la Primavera di Botticelli potranno ritemprarsi lo spirito e imparare ad apprezzare la bellezza, specialmente se ci sarà anche Chiara Ferragni. A Pistoia la Primavera di Botticelli non c’è, ma abbiamo l’Arazzo Millefiori e l’Altare d’argento che sono pure belli. E poi al cinema, che sulle poltroncine rosse si starà benissimo, sono proprio l’ideale per una scuola al passo coi tempi, o al parco, sotto un albero. E se piove? Ma no che non piove, dai. E finalmente la cosa più bella di tutte, il banco monoposto con mensola e rotelle. Lo sai che begli autoscontro si faranno in classe?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Banchi

  1. wwayne ha detto:

    E’ vero, con ogni probabilità le scuole si appoggeranno a dei locali esterni per piazzarci le classi troppo numerose per le loro anguste aule. Tuttavia, mandarle nei musei sarebbe semplicemente irresponsabile: infatti alcune classi sono piene di delinquenti che agiscono nel più totale disprezzo delle regole (comprese quelle del codice penale), quindi se piazzi dei ragazzi del genere in un museo da Settembre a Giugno a fine anno ti ritrovi con mezze opere sfasciate. E poi chi li paga i danni? Il ragazzo, la scuola o il ministero che ha dato origine a tutto con questa bella pensata?
    I cinema e i teatri sono un’altra soluzione molto gettonata, perché fanno spettacoli solo al pomeriggio e alla sera, e quindi al mattino sono liberi. Dobbiamo tenere di conto tuttavia che più è grande il locale e più è costoso sanificarlo: ad esempio, sanificare quotidianamente una sala cinematografica da 200 posti sarebbe una spesa immane. E sarebbe possibile fino a un certo punto, perché le poltroncine in tessuto non sono sanificabili (me l’ha detto proprio una bidella della mia scuola).
    Insomma, anche stavolta siamo in presenza di soluzioni non applicabili e/o non convincenti, ed è inevitabile che sia così: infatti la scuola, in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo la si faccia, è per sua natura un assembramento di persone, e quindi qualsiasi tentativo di riorganizzarla in base alle regole anti – Covid è destinato a fallire.

    Chi vota Giorgia ama la destra.
    Chi ama la destra ama l’Italia.
    Chi ama l’Italia vota Giorgia.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Il tuo sillogismo non mi convince… sul resto sono d’accordo. Pensa che in tutta Pistoia ci sono tre cinema, uno dei quali ha tre sale. Quindi 5 sale in tutto. E quante scuole? Quante classi? E che tipo di lezione fai in un cinema?

    • wwayne ha detto:

      Tra un’ora vado a comprare il Fatto quotidiano, che proprio oggi ha pubblicato un’intervista al ministro Azzolina: vedremo se il giornalista che le ha posto le domande è riuscito a fare un po’ di chiarezza. Ne dubito fortemente, perché l’intervistata è una maestra nel dare risposte fumose e nel parlare a lungo senza dire mai nulla di concreto: in altri tempi sarebbe stata perfetta come sacerdotessa dell’oracolo di Delfi.
      A proposito, Le segnalo che da oggi in poi il Fatto quotidiano pubblicherà tutti i giorni un articolo sulla scuola, in cui si racconta come varie figure del nostro mondo (da quelle apicali come appunto la ministra a quelle basali come i docenti) si stanno organizzando per il rientro a Settembre. Chissà che da questi articoli non esca fuori qualche buona idea.
      Voglio comprare il Fatto quotidiano anche per capire come funziona sta faccenda del freno di emergenza del recovery fund. In base alla descrizione di Giorgia è un veto vero e proprio: in pratica, ogni volta che l’Italia vorrà attingere al recovery fund, basta che uno stato dell’Unione Europea su 27 tiri il freno di emergenza e noi avremo le mani legate. In base alla descrizione di Conte invece questo freno di emergenza è un’obiezione che può essere sollevata solo in casi eccezionali, e se viene sollevata i fondi non sono bloccati automaticamente, ma sarà la Commissione Europea a decidere se l’obiezione è fondata o meno (e quindi se i fondi vanno bloccati o se invece possono arrivare all’Italia). Dato che entrambi hanno interesse a fornire una versione ottimista o pessimista della questione, l’unico modo per capire come stanno veramente le cose è farsele spiegare da un giornalista.
      Ad ogni modo, mi pare evidente che Conte ha raggiunto un risultato importantissimo: non soltanto è riuscito prima a isolare e poi a battere Rutte, ma ha anche evitato di mettere il piede sulla tagliola del MES, nonostante da mesi molti stati europei (compresi alcuni che all’ultimo si sono schierati con lui) cercassero di spingerlo in quella direzione.
      Lei che ne pensa del freno di emergenza e dell’accordo raggiunto in generale?

  3. marisasalabelle ha detto:

    Secondo Repubblica, dopo lunghe ed estenuanti discussioni, grazie al cambio di un aggettivo, la perentorietà del freno di emergenza è stata smussata, così da non essere più una minaccia. Repubblica però parteggia per Conte, quindi bisogna vedere se la sua interpretazione è corretta. Senza dubbio questi paesi cosiddetti frugali ci hanno rotto… anche se bisogna ammettere che chiedere di sapere come vengono investiti i fondi e raccomandare certe riforme anziché altre è il meno che i nostri partner possano pretendere!

    • wwayne ha detto:

      Anche il Fatto quotidiano dà parzialmente ragione a Conte: non è vero che si può sollevare un’obiezione solo in casi eccezionali (i paesi membri potranno farlo ogni volta che vogliono, e state certi che Rutte lo farà), ma è vero che tale obiezione non fa sfumare automaticamente l’erogazione dei fondi, la congela soltanto finché la Commissione Europea non si è espressa in merito.
      Ad ogni modo, Conte ha compiuto ben 2 capolavori diplomatici: il secondo è stato battere Rutte, il primo è stato portare dalla nostra parte la Merkel. Ricordiamoci che all’inizio lei era frugale quanto Rutte, e allora nessuno avrebbe mai potuto prevedere che alla fine si sarebbe schierata al fianco di Conte. Probabilmente quest’ultimo (con le capacità di persuasione tipiche dell’avvocato) è riuscito a farle capire che, se non ci fossimo aiutati tra stati membri neanche in un caso estremo come questo, allora sarebbe crollato il concetto stesso di Unione Europea. E’ d’accordo con me, o invece ritiene che la Merkel abbia fatto la voltagabbana per altri motivi?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Non ne so abbastanza per esprimere un’opinione fondata. Indubbiamente Conte ha delle buone doti diplomatiche, ma sono certa che anche altri fattori abbiano contribuito alla presa di posizione della Merkel, che poi, non dimentichiamolo, è frutto di un accordo franco-tedesco, quindi indipendente dai buoni uffici di Conte. Inoltre la Merkel è una donna che sa prendere decisioni anche a rischio di impopolarità, se pensa che siano giuste.

    • wwayne ha detto:

      Non è l’unica a ridimensionare i meriti di Conte dicendo che hanno fatto tutto Francia e Germania: la stessa identica cosa l’ha scritta anche Il Giornale. Io invece ritengo che il suo ruolo sia stato assolutamente decisivo: se tutti parlano di un braccio di ferro durato giorni e giorni tra Conte e Rutte vuol dire che c’è stato davvero, altrimenti avrebbero scritto che a vedersela con il premier olandese c’erano la Merkel e Macron.
      E poi, a prescindere da chi abbia realmente battuto Rutte, ricordiamoci che se siamo arrivati a questo punto è stato unicamente grazie alla determinazione con cui Conte ha sempre rifiutato di infilare la testa nel cappio del MES: un premier più arrendevole e pessimista avrebbe ceduto a questa tentazione, e in tal caso avremmo fatto la fine della Grecia.
      Insomma, sono convinto che un domani i libri di Storia dedicheranno un intero capitolo al coronavirus, e all’interno di quel capitolo almeno un paragrafo sarà una narrazione di come Conte salvò l’Italia in uno dei momenti più difficili che abbia mai affrontato dai tempi della fondazione di Alba Longa. Giorgia invece, lo dico con dispiacere, su quei libri è destinata a non finirci mai. Ma in fondo lei non ha bisogno di comparire sui libri di Storia… perché lei è già Leggenda.

      Più bella cosa non c’è
      Più bella cosa di te
      Unica come sei
      Immensa quando vuoi
      Grazie di esistere, Giorgia.

  5. Nonna Pitilla ha detto:

    Giorgia è una splendida cantante il suo ultimo disco da urlo! Mi piace il tuo post e il tuo occhio sempre attento sul possibile!

  6. luisa zambrotta ha detto:

    Che descrizione gustosa!!
    Anch’io ritengo che i banchi a rotelle saranno un vero spasso per gli studenti 😉

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