La tecnologia

Una volta, quando non ti sentivi bene, andavi dal dottore e quando uscivi dall’ambulatorio avevi in mano la ricetta per comprare le medicine, entravi nella farmacia di fronte e in un batter d’occhio avevi i tuoi farmaci. Ora no, c’è la tecnologia che semplifica ogni cosa, non importa che vada dal medico, puoi mandare le tue richieste alla signorina della segreteria con un semplice WhatsApp, dopo qualche giorno ti arrivano dei messaggi criptici che contengono i codici dei tuoi farmaci e tu puoi andare in farmacia a prenderli. Comodo, no? Peccato che, se quella medicina per caso era urgente, se magari avevi una cistite o la febbre alta, ti tocca aspettare magari una settimana, se hai avuto la sfortuna di inoltrare il tuo messaggio di giovedì, perché, signora, per elaborare le ricette elettroniche ci vogliono due giorni lavorativi, quindi venerdì e lunedì, che così poi il codice ti arriva martedì o mercoledì.
Per non parlare di cose più complicate come analisi o esami da fare. Perché lì, una volta ricevuto il codice della richiesta, devi fissare un appuntamento al laboratorio, e poi aspettare che arrivino i risultati, e poi mandarli al medico che te li aveva richiesti tramite la posta elettronica.
«Questa è la mia mail, signora: appena ha il referto della risonanza magnetica me lo invii come allegato e nel giro di due giorni le risponderò.»
Ritiro il referto di venerdì pomeriggio: è colpa mia? Vado al tabacchino per trasformare le due pagine fitte di testo in un pdf che mi faccio mettere su chiavetta, torno a casa, scrivo al medico una mail e gli inoltro i risultati. Il dischetto con le immagini, purtroppo, non glielo posso allegare. Passa il sabato, passa la domenica, arriva il lunedì, poi il martedì: niente. Spedisco una nuova mail, ma al mio server non piace, e mi ritorna indietro. Avrò sbagliato indirizzo? No. Riprovo, nel frattempo vado di persona all’ambulatorio dove il dottore mi ha visitato.
«Hmm… il dottor *** non tornerà fino alla fine del mese.»
«È in ferie?»
«No, è solo che viene qui ogni quindici giorni!»
«E come posso contattarlo?»
«Gli mandi una mail!»
«Ho provato, ma non mi ha risposto.»
«Impossibile! Il dottor *** risponde sempre alle mail!»
Torno a casa, accendo il pc ed effettivamente trovo una risposta da parte del medico.
«Gentile signora, non riesco ad aprire il suo allegato. Sarebbe così gentile da rimandarmelo? E già che c’è, potrebbe dirmi chi è lei, visto che dalla sua mail non l’ho capito?»
Scrivo una nuova mail, allego nuovamente il referto, spedisco: in un baleno il server mi rimanda indietro il tutto. Secondo il laconico messaggio, l’invio ha richiesto troppo tempo. Riprovo. Arriva mio marito, mi dice che forse l’allegato è troppo pesante, «aspetta, facciamo in un altro modo.»
Così proviamo: la cartella compressa, il giga allegato, l’invio tramite wetransfer, spediamo dal mio indirizzo tin.it e da gmail.com, inviamo dalla posta di mio marito… Intanto passano le ore. Nel silenzio notturno sentiamo un’auto della polizia che si avvicina a sirene spiegate, la frenata sotto casa, lo sportello che sbatte. Che sarà successo? Una rissa al circolo di Casapound, proprio di fronte, o una lite dai vicini? Un incidente sul ponte?
No. È il nostro campanello che suona. Apriamo, preoccupati. Un poliziotto in divisa ci consegna un documento: è un ordine restrittivo, siamo diffidati dall’avvicinare a meno di cento metri il dottor *** e dal mandargli messaggi di qualsiasi tipo tramite SMS, WhatsApp, posta elettronica e posta ordinaria.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a La tecnologia

  1. Nonna Pitilla ha detto:

    sì hai ragione, ma non dappertutto è così, io qui a Parma ho la ricetta o il farmaco in farmacia dopo due ore! dipende molto anche dai medici e dalle farmacie!

  2. marisasalabelle ha detto:

    Qui è un incubo…

  3. Silvia Lo Giudice ha detto:

    Sembra la descrizione di una realtà distopica!!!

  4. marisasalabelle ha detto:

    Invece è la realtà reale (a parte l’ordinanza restrittiva, quella è stata una mia aggiunta!)

  5. fulvialuna1 ha detto:

    Qui da noi no, vado ad esempio, in farmacia, do il numero e midanno i farmaci…

  6. Paola Bortolani ha detto:

    per me la tecnologia in campo farmaceutico ha semplificato molto la vita, ma davvero il medico ti ha diffidato?

  7. marisasalabelle ha detto:

    Ma no… L’aneddoto è vero, ma la conclusione è un parto della mia fantasia, però devo dire che dopo tutte le mail incrociate che gli ho mandato quasi quasi mi aspettavo che mi mandasse la polizia. In compenso non mi ha mai risposto…

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