Alla caccia del leon

C’è un periodo, nella vita di molte di noi, in cui la nostra colonna sonora sono le canzoncine per bambini. È il periodo in cui abbiamo figli piccoli, chiaramente, ma il fatto di ascoltarle insieme a loro e di cantargliele a richiesta ci rende un po’ sceme, per cui ci ritroviamo a canticchiarle anche quando siamo sole o in contesti assolutamente adulti. Noi, cresciute a dosi massicce di Lucio Battisti, Fabrizio De André e Bob Dylan, non abbiamo per la testa altro che Il caffè della Peppina.
Poi passa. Per fortuna. I figli crescono, scoprono nuove canzoni, e noi torniamo ai nostri amati David Bowie e Francesco De Gregori. Ma non si dovrebbe mai abbassare la guardia, perché certe situazioni possono riprodursi da un momento all’altro. Così io, diventata nonna, abbandono i miei amati cantautori e mi ritrovo a canticchiare tra me e me: Singing ya ya yuppi yuppi ya…
P.S.: il cartone è assai politically incorrect, ma è delizioso e a Dario piace da morire!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in bambino, diario, Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Alla caccia del leon

  1. Il politically correct è un miraggio, come la privacy.
    O uno specchietto per allodole (altro animale cacciato, per fare un parallelismo col motivetto)
    Io non ci ho mai creduto, nel senso che usare una perifrasi per dire la stessa cosa è solo una gran perdita di tempo… che sarebbe impiegabile per discutere di robe più importanti che il politacally correct! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola. Ogni persona ha dentro di sé una certa dose di aggressività: è legittimo (anzi è doveroso) impedire che possa sfogarla fisicamente, ma almeno verbalmente la libertà di sfogarla gli va concessa. Se invece gli si impedisce di sfogarla anche solo verbalmente tappandogli la bocca con il politically correct, a quel punto gli si creerà dentro una rabbia repressa che poi esploderà tutta insieme, e in maniera infinitamente peggiore di quanto non sarebbe successo se gli fosse stato permesso di parlare fuori dai denti senza che gli altri lo facessero sentire uno screanzato.
      Inoltre, chi dice pane al pane e vino al vino magari correrà il rischio di essere brutale, ma di sicuro non sarà mai ipocrita. E tra una persona brutalmente sincera e una falsamente gentile io preferirò sempre la prima.
      Insomma, il politically correct ha creato una società di repressi e di falsi, la gente se n’è accorta e infatti ne è ampiamente stufa. Non a caso i personaggi che sfidano apertamente il politicamente corretto acquisiscono una popolarità pazzesca, perché la gente li sente parlare a briglia sciolta e dice: “Oh, finalmente uno che dice le cose come stanno!”. Basti pensare alla vittoria di Trump 4 anni fa, e a tutti i voti che è riuscito ad ottenere Sgarbi: è stato consigliere comunale di Milano, sindaco di 2 paesi diversi, 5 volte deputato, una volta eurodeputato… secondo te piace così tanto agli elettori perché ha chissà quali abilità politiche o perché non ha peli sulla lingua?

      • Non che la violenza verbale faccia meno male, intendiamoci, anzi: a volte è brutta e pure più incisiva di un pugno in faccia. Però dire a uno che è cieco usando il termine “non vedente” secondo me si sottolinea ancor di più il gap e quindi, a che pro? Poi la rabbia è una cosa sana, se indirizzata, ma per saperla indirizzare c’è da lavorare.
        Certo è che una “parolaccia”, per brutta che sia, è una cosa migliore di una coltellata. 🙂

      • wwayne ha detto:

        Il punto è proprio questo: come ti dicevo prima, se costringi le persone a mordersi la lingua fai montare dentro di loro una rabbia che non trova sbocco in nessun modo, e questo è pericolosissimo. Come hai detto tu, se ci sentissimo tutti liberi di dire quel che pensiamo senza edulcorazioni ed eufemismi ci sarebbero tante coltellate in meno. Grazie per la risposta! : )

      • marisasalabelle ha detto:

        Intendevo politicamente scorretto perché ci sono i “neri” raffigurati in modo abbastanza stereotipato, non c’è nulla di aggressivo nella canzoncina. Sono d’accordo che il politicamente corretto inteso in senso stretto rasenti l’ipocrisia a talvolta il ridicolo, ma non venirmi a citare come esempi di libera espressione pazzi furiosi come Trump o Sgarbi: preferisco persone più gentili, grazie

      • wwayne ha detto:

        Non intendevo elogiarli: al contrario, il fatto che persone politicamente così scarse siano riuscite ad ottenere cariche prestigiose grazie al loro modo di esprimersi prova in maniera molto chiara che la gente non ne può più del politicamente corretto, e quindi erge ad eroe chiunque ci sputi sopra. Ci sputo sopra anch’io, ma non ho nessuna intenzione di fare politica attiva: c’è già una grande donna che porta avanti tutte le mie battaglie, quindi mi limito a sostenerla con tutto il cuore e con tutta l’anima. Grazie per la risposta! 🙂

  2. poetella ha detto:

    … io non corro rischi.
    Non sarò mai nonna😉

  3. Nonna Pitilla ha detto:

    Io ormai anche io nonna ho da un mesetto nelle orecchie “il contrabbasso” che la mia nipotina adora e non mi lascia nemmeno a letto!!😩

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...