Delitto e castigo

Appartengo a una generazione (i nati negli anni ’50) e a un ambiente sociale (piccola borghesia intellettuale) che trangugiava classici come niente fosse dalla prima infanzia all’adolescenza e oltre. Mio padre è stato il mio mentore e dopo avermi fatto esplorare il mondo della letteratura per ragazzi mi ha proposto dosi massicce di Dickens, uno dei suoi autori preferiti. A Dostoevskij ci sono arrivata grazie al mitico sceneggiato I fratelli Karamazov, con mostri quali Umberto Orsini, Lea Massari, Corrado Pani. Dopo averlo visto ho voluto leggere il libro, avevo 14 anni e credo di averci capito molto poco, ma l’ho amato svisceratamente e riletto più volte negli anni. Mio padre insisteva perché leggessi Delitto e castigo, ma io, forse a causa del nascente spirito adolescenziale di ribellione, forse per via di quel titolo che mi pareva bigotto, mi rifiutai a lungo di prenderlo in considerazione. Naturalmente, quando l’ho letto, è stato un grande amore, che si è poi trasmesso ai miei figli, ad alcuni dei miei alunni e persino a mio genero, che di libri ne ha sempre letti pochi. Mamma, invece, sempre un po’ ribelle nei confronti di mio padre, al quale non mancava un certo sussiego che poteva renderlo antipatico, ha tenuto il punto: Delitto e castigo non ha mai fatto parte delle sue letture.

Poco tempo prima che mio padre morisse un giorno andammo tutti a trovarlo, io e mio marito coi nostri figli. A un tratto il discorso cadde sulla lettura e sui libri preferiti da ognuno di noi e qualcuno nominò Delitto e castigo. Fu bellissimo vedere i ragazzi avvicinarsi al nonno e prendere parte alla discussione con entusiasmo.
«Vedi nonno» disse la mia figlia più grande, «è tutto merito tuo: sei stato tu a far conoscere Delitto e castigo alla mamma e lei l’ha fatto conoscere a noi!»
Al nonno brillavano gli occhi, la nonna invece faceva una smorfia scettica. Lei, quel mattone, non l’avrebbe mai letto.

Ora che è sola, mamma legge moltissimo, e sono io la sua spacciatrice. A volte le propongo dei libri che penso le possano interessare, ma spesso è lei a chiedermeli in base alle trasmissioni che vede in TV.
«Marisa» mi fa un giorno, «ieri Augias ha parlato di Delitto e castigo. Dev’essere proprio un bel libro! Tu ce l’hai?»
Ho comprato una copia del romanzo in formato economico, dato che la mia storica (BMM, copertina grigia cartonata) era in condizioni di estremo degrado e simulando la massima indifferenza gliel’ho portata.
«Lo sto leggendo!» mi ha annunciato qualche giorno dopo.
«E ti piace?»
«Ah! È una cosa meravigliosa! Com’è che non l’ho letto prima?»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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22 risposte a Delitto e castigo

  1. wwayne ha detto:

    Attenta a dichiararsi spacciatrice, che poi Le citofona Salvini! 🙂

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sarà un piacere… 😉

  3. Nonna Pitilla ha detto:

    Fortissima tua madre!! A casa mia era il contrario !
    Siamo 4 figli tutti il classico 😀❤️

    • Nonna Pitilla ha detto:

      Scappato il mess, e tutti con due anni di differenza! Mia madre quando si presentava ai colloqui era una comica: “da quale cominciamo Signora?” Era obbligatorio leggere tutti i classici e ti dirò che delitto e castigo insomma ero arrivata in fondo, ma guerra e pace!! Mi ci sono voluti 20 anni per gustarlo😀😀

  4. marisasalabelle ha detto:

    Anch’io Guerra e pace l’ho letta da adulta, io preferisco Dostoevskij a Tolstoj, ma è una lotta tra titani!

  5. poetella ha detto:

    beh… io non l’ho letto né mai lo leggerò. I russi erano di mia sorella (gemella)
    Da bambina ero ancora per le sorelle Brontè e tutta l’allegra compagnia vittoriana… poi sono passata bruscamente, su consiglio di una compagna di classe che “Ma tu giri ancora con Piccole donne? Vergogna!” agli americani, Hemingway in testa e poi tutti gli “allegri” compari bruciati,,,
    e poi i francesi… e qualche italiano… e la poesia! Pavese primo amore…
    ma poi… milioni e milioni di libri, alcuni sicuramente dimenticati, fino a scoprire finalmente quello che avevo cercato da sempre, in età davvero matura (ma c’è chi non lo conosce affatto!) e divorare tutto quel po’ che c’è di pubblicato in Italia. Molto meno di quello che ha scritto. E chi segue il mio blog sa chi è. Per chi invece non lo sapesse… beh, sto parlando di António Lobo Antunes e lo so, lo so che non lo conosce quasi nessuno, ma… io lo adoro e lo leggo e rileggo e rileggo e nessuno mai è come lui. Mai.

  6. Lucy the Wombat ha detto:

    Anch’io all’inizio mi opponevo a Delitto e Castigo, perché con il mio ragazzo avevamo come un’appartenenza esclusiva o a Dostoevskij o a Tolstoj e io ero di quest’ultimo 😂 Ovviamente poi l’ho amato alla follia 😄♥️

  7. marisasalabelle ha detto:

    Dostoevskij/Tolstoj, Inter/Iuve, Beatles/Rolling stones… i grandi dilemmi della vita!

  8. cristinabia ha detto:

    Delitto e castigo è anche per me uno dei classici del cuore! L’ho letto sul mare, a 18 anni, con Vale che schiacciava dei sonnellini importanti e io approfittavo per dedicarmi a Dostoevskij. Ma belli voi che ve lo state passando di generazione in generazione, anche a ritroso, io sono l’unica ad averlo letto in casa e non sono capace di convincere nessuno. Spero un giorno in Ludo o in Vale, passata questa fastidiosissima adolescenza di ribellione!

    • marisasalabelle ha detto:

      Se un giorno si appassioneranno alla lettura, attingeranno alla tua esperienza! A me è successo, con i miei figli, ma bisogna aspettare che sia passata la fase del “bastian contrario”!

  9. Cinicamente ha detto:

    Anche io lessi delitto e castigo da “bambina”, andavo in terza media e di tanto in tanto mi rigodo quella fantastica lettura, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo

  10. Paola Bortolani ha detto:

    Metto pace: i russi sono tutti strepitosi, letti e anche riletti

  11. marisasalabelle ha detto:

    Hai proprio ragione, Paola!

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