Tutto il resto era normale

In fila fuori dall’ufficio postale, una signora attacca discorso.
«Anche questa ci toccava vedere!»
«Eh, già.»
«Guardi, io ho visto anche la guerra, ma una cosa così, mai. In guerra, va bene, c’erano le bombe, ma poi tutto il resto era normale, come al solito!»
«Hmmm…»
«Io dico… neanche durante la guerra mondiale sono morte tante persone come ora!»
«Nooo…»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario, virus e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Tutto il resto era normale

  1. A. ha detto:

    Ma nooo😂😂😂

  2. chiccoconti ha detto:

    A me il barbiere disse “Questa non è vita” al che io gli risposi appunto “Beh per chi ha fatto la guerra è stato peggio” e lui “E ma non dovevano portare le mascherine”… 😬

  3. Alessandro Gianesini ha detto:

    Eh, già: si stava meglio quando si stava peggio! 🙄😅

  4. wwayne ha detto:

    Quando si stava peggio per uscire con la tua ragazza dovevi chiamarla a casa, invece di mandarle un messaggio su Whatsapp.
    Per farti il bagno caldo dovevi mettere l’acqua a scaldare sul fornello, e poi versarla in una tinozza.
    Per vestirti bene dovevi litigare con tuo padre, perché in casa c’era una sola camicia bianca e papà ne aveva bisogno per andare a lavoro.
    E nonostante la povertà di mezzi che c’era allora, la vita era comunque bellissima. Anzi, era migliore: perché proprio questa povertà di mezzi spingeva le persone ad essere solidali gli uni con gli altri, ad aiutarsi anche tra sconosciuti, anche a costo di rimetterci in prima persona.
    Adesso invece si sta un pochino meglio (giusto un pochino), ma la vita è peggiore, perché viviamo nella società del “cazzi loro”.
    La parrocchia organizza una raccolta fondi per i poveri del Mato Grosso? Cazzi loro.
    I vicini non hanno di che mangiare? Cazzi loro.
    Dei lontani parenti hanno un moribondo in casa? Cazzi loro.
    Una prova molto eloquente di quanto sia diventata individualista la nostra società è il successo della Lega, che sullo slogan del “cazzi loro” ha costruito la sua fortuna: inizialmente rivolgendolo contro i meridionali (Al Sud stanno con le pezze al culo? Cazzi loro), poi contro i migranti (Vengono qui perché da loro c’è la guerra? Cazzi loro).
    Come avrà notato, rimpiango i tempi in cui il valore della solidarietà contava ancora qualcosa, ma sono consapevole che non torneranno più. Non soltanto perché mandare indietro le lancette del tempo è impossibile, ma anche perché oggi coloro che provano a trasmettere quel valore lo fanno con un linguaggio stucchevole e retorico al massimo, e perciò ottengono l’effetto contrario: appena sento uscire dalle loro bocche una frase in stile “Prendiamoci per mano, facciamo un girotondo e cantiamo in coro We are the world” mi viene subito da sbuffare e alzare gli occhi al cielo.
    Ogni riferimento alla Boldrini è puramente voluto.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Sì, i tempi sono cambiati, ma non è detto che solidarietà e amore del prossimo non possano tornare, magari in altri modi e in altre forme. Io credo che come c’è stata una reazione a un eccesso di buoni sentimenti prima o poi ci sarà una reazione al cattivismo imperante

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...