Il manuale

Finalmente risolto il mistero della mancata attivazione della zona rossa ad Alzano e Nembro. «Non avevamo il manuale», ha detto Conte. Tutto chiaro, allora. Il manuale non c’era. Lui ha fatto del suo meglio, ha cercato in tutta la casa, ha letto attentamente il libretto di istruzioni della lavatrice, ha letto il bugiardino di tutte le medicine che tiene in casa e cioè la Tachipirina per quando gli viene la febbre, il Moment per quando gli viene il mal di testa e il Viagra per quando non gli viene
Ha anche rovistato in soffitta alla ricerca del Manuale delle Giovani Marmotte di quando era ragazzino: lì c’è veramente tutto. Ma come comportarsi ad Alzano e a Nembro, neanche le Giovani Marmotte gliel’hanno saputo dire. E che altro poteva fare quel pover’uomo?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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10 risposte a Il manuale

  1. Tra tutti, non ne fanno uno buono. Che ci sia lo zampino di confindustria?

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Proprio un pover’uomo… ma non proprio uomo… Mensch.
    BUONGIORNO.
    Quarc

  3. marisasalabelle ha detto:

    “E adesso, pover’uomo?”

  4. wwayne ha detto:

    Con Giorgia non sarebbe successo. E invito chi sostiene il contrario a leggere il tweet qui sotto:

  5. marisasalabelle ha detto:

    In realtà, se proprio vogliamo essere pignoli, non si trattava tanto di mettere in quarantena chi veniva dall’estero, quanto di chiudere un focolaio ormai autoctono in una delle zone più produttive del Paese, questo senza nulla voler togliere alla cara Giorgia!

    • wwayne ha detto:

      Sì, ma era per dire che Giorgia aveva capito fin da subito la gravità della situazione. Conte invece l’aveva sottovalutata. Va detto comunque che in seguito si è parzialmente riscattato: sia tenendo duro con l’Europa (se avesse ceduto al MES sarebbe stata la fine), sia nel mostrarsi sempre equilibrato e rassicurante davanti alle telecamere. In una situazione così critica sarebbe bastata una parola sbagliata, perfino una goccia di sudore di troppo, e gli italiani sarebbero subito andati nel panico.
      Mi si potrebbe dire: ma se Giorgia era consapevole fin dall’inizio della gravità della situazione, com’è che poi il 2 Giugno ha fatto quella manifestazione? Ebbene, non ho problemi ad ammettere che quello è stato un grave errore da parte sua. Tuttavia, credo che l’abbia fatto non per incoscienza, ma per la sua eccessiva disponibilità a fare gioco di squadra. A differenza di quanto avviene a sinistra (dove sono sempre a litigare e a farsi dispetti tra di loro), gli uomini e le donne di destra marciano sempre tutti uniti: di conseguenza, se Salvini invita la Meloni a fare qualcosa (che sia una rischiosa manifestazione o uno stupido boicottaggio del decreto scuola) lei dice di sì anche controvoglia, perché mette l’unità della coalizione davanti a tutto. Dovrebbe imparare a dire anche qualche no? Sicuramente, ma anche così resta una politica coi fiocchi.
      Colgo l’occasione per segnalarLe che nei commenti ad un post (https://lapinsu.wordpress.com/2020/06/08/mississippi-burning-le-radici-dellodio/) ho raccontato l’episodio più bello e quello più brutto della mia carriera, e ho anche parlato di un film imprescindibile per chiunque faccia il nostro mestiere. Vorrei il Suo parere in merito a tutte e 3 le questioni.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Allora, in sintesi:
    non credo che la Meloni sia succube di Salvini o che aderisca a iniziative che non approva solo per amore dell’unità della destra. Tra l’altro così, tu che la ammiri, non fai onore alla sua intelligenza. La Meloni è in sintonia con Salvini quasi su tutto, ha solo deciso, ultimamente, di apparire un po’ meno becera di lui (però di suo altroché se è becera!)
    mi sono letta i tuoi commenti sul post di lapinsu. Riguardo agli episodi di vita scolastica che racconti, be’, certamente le scuole sono piene di bulletti che godono a fare dispetti a ragazzi e/o ragazze più vulnerabili. Il secondo episodio mi è sembrato squallido, la ragazza che “si offre” al brufoloso, chissà perché, magari il suo ragazzo l’infezione se l’era beccata andando con un’altra, e lei perciò voleva vendicarsi; il ragazzo che fa “il gran rifiuto”… va be’, lodevole, ma è una storia che non mi ha commossa…
    Il film “La scuola” l’ho visto e ho visto anche la pièce teatrale; è tratto da uno spassoso libro di Domenico Starnone (che per l’appunto ha curato anche la sceneggiatura) intitolato Ex Cattedra. Il libro, ormai più che trentenne (è del 1989) è molto superiore alle sue trasposizioni sia cinematografica che teatrale. In effetti io non ho apprezzato né il film né la commedia, mi sono sembrati di un umorismo troppo carico, ricordo con fastidio la lunga discussione sul ragazzo che sapeva fare solo il verso della mosca: nel libro è un piccolo episodio, nel film e nello spettacolo è diventato il motivo portante e mi è parso molto tirato per le lunghe. Starnone è uno scrittore bravo ma io non l’adoro; ho letto molti suoi libri, mi piacciono, ma non ci faccio una passione. Sua moglie, Anita Raja, è quasi sicuramente l’autrice che si nasconde sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante e questo è stato appurato confrontando i pagamenti ricevuti dalla Raja da parte della casa editrice e/o per la quale fa traduzioni: compensi troppo profumati per una traduttrice, molto probabilmente royalties per la saga dell’Amica geniale che come sappiamo vende moltissimo da anni.

    • wwayne ha detto:

      Anche secondo me la scena incentrata sul ragazzo che fa il verso della mosca è troppo lunga. Evidentemente lo sceneggiatore era rimasto colpito da quell’episodio in particolare, e non si è reso conto di avergli dato un peso eccessivo.
      Riguardo alla Meloni, forse ha ragione quando dice che sono troppo indulgente con lei per il troppo amore (politico) che nutro nei suoi confronti. Ha invece sicuramente ragione quando dice che lei “si è data una ripulita”: ha capito che alla prossima elezione può farcela per davvero ad andare al governo, e sa che per riuscirci deve apparire moderata, equilibrata, ragionevole, il più possibile posata. Se invece continua a presentarsi come una burina i moderati non la votano, e le rimane solo il solito 5% di elettori estremisti.
      Attenzione: nel suo caso “darsi una ripulita” non significa rinnegare la sua immagine di popolana o apparire meno infuocata nei comizi, ma semplicemente non urlare e mantenere la calma quando va in televisione. In pratica, come direbbe Pirandello, indossa una maschera quando va nei salotti televisivi e un’altra quando fa i comizi e le manifestazioni. La vera Giorgia è quest’ultima, ma è bene che i moderati non lo sappiano. 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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