40 netti

Ore di lezione di quaranta minuti perché si sa, i ragazzi d’oggi hanno tempi di attenzione molto brevi. Ottima idea, perché mai non ci abbiamo pensato prima? Io farei ore di mezz’ora, anzi, di venti minuti, to’.
Chi non ha mai messo piede in una scuola dalla parte della cattedra immagina che i 55 o 60 minuti di cui è composta un’ora siano minuti di lezione pura, netta, distillata. Non sa, il meschino, come si scompongono e si sgretolano i minuti scolastici. La prima ora, per esempio. I ragazzi devono arrivare, salutarsi, cazzeggiare un po’, prendere posto. L’insegnante deve arrivare, anche lui, o lei. Ufficialmente l’ora di lezione inizia con la seconda campanella, ma i minuti cominciano a scorrere già dalla prima. A questo punto il docente inizia a darsi da fare col registro elettronico, lo accende, si collega, la connessione è lenta, il portatile antidiluviano. Durante tutto il tempo che gli ci vuole per aprire il registro elettronico alunni continuano ad arrivare, sono quelli su cui si chiude un occhio, perché anche a mandar tutti dal vicepreside si rischia un forte intasamento. Ai miei tempi tutti gli adempimenti della prima ora richiedevano non meno di dieci minuti, dopo i quali tiravi un sospiro di sollievo, guardavi i ragazzi ed esclamavi lieto: «Bene, direi che possiamo cominciare!» A quel punto i quaranta minuti azzoliniani ti spettavano di diritto. Ma quando l’ora nascerà già decurtata, quello che ti resterà sarà un quarto d’ora o poco più. E non c’è da dire che le ore intermedie si trascinino dietro meno tempi morti. Tutt’altro. C’è il cambio, che richiede come minimo 5 minuti, tra il professore uscente che finisce di assegnare gli esercizi, li scrive sul registro elettronico, raccoglie la sua roba ed esce, e quello entrante, che anche lui ha da sistemarsi, e soprattutto deve convincere i reclacitranti studenti a tornare ai loro posti. C’è l’ora con la ricreazione, c’è l’ora dopo la ricreazione, c’è l’ultima ora, che fra stanchezza vera o simulata, alunni che hanno il permesso di uscire 5 minuti prima, raccolta del materiale e attesa spasmodica dell’ultima campanella vanta tempi di lezione tra i più bassi della storia dell’Istituzione scolastica.
Insomma, per fare 40 minuti di lezione ce ne vogliono 60, o almeno 55. Se ne hai 40 in partenza ne fai 20. Matematico. E i compiti in classe? Il laboratorio? Be’, un tema in un quarto d’ora si può fare, perché no. Che poi lo pubblichiamo su twitter.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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18 risposte a 40 netti

  1. Borghettaro ha detto:

    Hai perfettamente ragione

  2. Assolutamente corretto. Alla scuola si pensa solo con una forbice in mano. Di aggiungere qualcosa, che so, contenuti, novità, sfide, ecc, non se ne parla proprio. Eppure, tutto parte da qui. Ma pare che lo pensino in pochi. Almeno, non quelli che, purtroppo, decidono.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ho dimenticato di aggiungere che così facendo saranno moltiplicati i pani e i pesci, perché l’insegnante invece di due ore da 60 minuti ne farà tre da 40, coprendo quindi più classi, ma dovendo lavorare molto di più perché ogni lezione ha il suo carico di preparazione, assegnazione di compiti, correzione… tutte cose che gli insegnanti da sempre sono abiutuati a fare in smart work…

    • rodixidor ha detto:

      Brava, stavo aggiungendo nel mio commento la vera ragione per cui si vuole fare questa furbata: il 3 x 2 degli insegnanti. Poiché bisognerà fare dei turi per la questione delle classi troppo affollate, allora occorrerebbero più docenti. Così facendo gli stessi docenti fanno più ore di lezione. Questi le pensano la notte queste grandi idee.

    • wwayne ha detto:

      Sono convinto che le ore da 40 minuti verranno conteggiate come se fossero ore da 60. Se invece le scuole si organizzassero come dice Lei, dovremmo fare 27 lezioni a settimana anziché 18: di conseguenza, un docente che di norma fa 2 lezioni a settimana per classe (come ad esempio quelli di Diritto) si ritroverebbe ad avere 13/14 classi. Un numero ingestibile.
      Inoltre, non sono un esperto di matematica, ma credo che sia molto più facile far quadrare un orario lavorando con i numeri pari che con i numeri dispari: di conseguenza, anche per motivi organizzativi far fare a un docente 18 lezioni a settimana anziché 27 sarebbe più saggio.

      • marisasalabelle ha detto:

        Ho letto che col recupero delle ore risparmiate i docenti potranno coprire più classi… in ogni caso mi sembra che ancora niente sia deciso, né il numero massimo di alunni, né le modalità di sdoppiamento, né il servizio dei docenti. Ogni giorno un’idea diversa, ogni giorno parte un treno. Chissà quanti ne partiranno di qui a settembre! In ogni caso non vorrei essere nei tuoi panni…

      • wwayne ha detto:

        Ma no, io invece ritengo di essere un privilegiato. E non solo per la bellezza intrinseca del mio mestiere, ma anche perché ho potuto affrontare questa quarantena con la serenità di chi sa di non rischiare il proprio posto di lavoro.
        L’unico lato veramente negativo del nostro mestiere è l’aggressività dei genitori: quasi nessuno di loro è disposto ad accettare placidamente un giudizio negativo da parte di un professore. Di conseguenza cercheranno di indurlo ad alzare il voto in tutte le maniere più sporche possibili: talvolta venendogli a ringhiare sul muso a ricevimento, talvolta cercando di delegittimarlo agli occhi dei suoi superiori, talvolta adottando entrambe le soluzioni in questione.
        Quest’anno ho avuto ben 2 mamme (ovviamente amiche tra di loro) che si sono comportate in questo modo. Domani ho lo scrutinio dei loro pargoletti, e si può immaginare con quanta ansia io lo stia aspettando.
        Attenzione: non sto dicendo che proporrò dei voti bassi per quei ragazzi solo perché le loro mamme mi hanno rotto le scatole da Settembre a Maggio. Questo sarebbe gravissimo, e non sarebbe professionale. Se quei ragazzi meritassero la sufficienza, gliela darei nonostante il comportamento indegno delle loro mamme. Ma dato che in entrambi i casi sia l’alunno che la madre hanno dato il peggio di sé, ritengo che un voto basso sia la giusta punizione per l’uno e per l’altra. L’uno imparerà che deve studiare di più, l’altra imparerà che giocare sporco non paga. O almeno si spera.

  4. luisa zambrotta ha detto:

    Bellissima descrizione, divertente, ironica (che a me ha fatto tornare la nostalgia dei vecchi tempi…)

    • marisasalabelle ha detto:

      No, a me la nostalgia non viene. Ho amato molto la scuola, ma non ci tornerei… gli ultimi anni (sono in pensione dal 2016) mi sentivo a disagio perché capivo di non essere adatta a come la scuola si stava trasformando.

      • luisa zambrotta ha detto:

        Io manco dal 2007, per cui non so quali sono i reali cambiamenti in una classe delle superiori. Dal 2007 ho insegnato in corsi di lingua per i miei ex colleghi, per diplomati, e all’università della terza età, in cui le persone sono sempre interessate e motivate.
        Ricordo che, durante i primi giorni di insegnamento a un corso di lingue serale, appena andata in pensione, mentre scrivevo alla lavagna, mi sono accorta che c’era qualcosa di insolito, mancava qualcosa… non c’erano chiacchiere. Erano tutti così silenziosi e attenti che mi avevano lasciata quasi intimorita

      • marisasalabelle ha detto:

        Quante volte ho pensato: come mi piacerebbe poter parlare di letteratura o di storia con persone cui davvero queste cose interessino… ma in realtà, il lavoro della scuola è proprio questo, lavorare con giovani che non necessariamente sono interessati alle tue materie, e cercare di stimolarli, di far nascere la fiammella… Quando insegnavo ero abbastanza esigente sul comportamento, però la vivacità, le risate, gli scherzi e anche le arrabbiature sono il vero pane della scuola! Altrimenti, ti immagini che noia!

      • luisa zambrotta ha detto:

        E’ proprio così … 🧡

  5. poetella ha detto:

    Meno male che sono in pensione da settembre!

  6. marisasalabelle ha detto:

    Visti questi chiari di luna…

  7. Paola Bortolani ha detto:

    benedico ogni giorno di non avere rapporti con la scuola in questo periodo

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