Destrezza

Il nuovo gioco di destrezza che allieterà le nostre giornate si chiama: mani nel sacchetto. Quando vai al supermercato, in libreria o in qualunque altro esercizio devi indossare dei guanti usa e getta (alla faccia del consumo di plastica), li trovi all’ingresso, ma molti negozi ne sono sprovvisti, perciò ti danno dei sacchetti quadrati con delle mani raffigurate sopra. I sacchetti presentano molte caratteristiche peculiari: non aderiscono alla mano, non dividono le dita l’una dall’altra, annullano una delle più grandi conquiste dell’evoluzione, ovvero il pollice opponibile. Con le mani così infagottate già prendere un terzo sacchetto, quello dove infilare frutta o verdura, diventa un gioco entusiasmante. Tra guanto a sacchetto e sacchetto vero e proprio la gara è impari: il sacchetto da mani tende a sgusciare via, non afferra bene gli oggetti, non riesce a separare i lembi del sacchetto da frutta per aprirlo, fa cadere gli zucchini di mano, rende difficile digitare il codice del prodotto alla cassa, si incolla all’etichetta.
Sono impaziente di conoscere il nuovo passatempo che i nostri saggi governanti si inventeranno per rallegrare questa estate che si profila non facilissima.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario, virus e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Destrezza

  1. poetella ha detto:

    non ce la possiamo faaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa’!

  2. marisasalabelle ha detto:

    E non sono andata a comprarmi vestiti…

  3. quarchedundepegi ha detto:

    Sì, sembra che questo film surreale non finisca più.
    Buona serata.
    Quarc

  4. wwayne ha detto:

    Anch’io non posso soffrire i guanti in lattice, perché mi fanno arrossare e screpolare la pelle anche se li indosso soltanto per pochi minuti.
    Comunque sono d’accordo con lei, i tempi in cui invocavamo l’abbattimento del consumo di plastica sono belli che andati. E lo stesso vale per i tempi in cui demonizzavamo la tecnologia, dicendo che era alienante e annullava i rapporti umani “veri”: da quando è scoppiato il coronavirus la tecnologia è diventata improvvisamente fighissima, e si è scoperto che i rapporti umani non solo non li annulla, ma anzi li preserva (ovviamente sono ironico).
    Riguardo al problema che ha segnalato nel Suo post, si può risolvere molto facilmente: chiama un fruttivendolo e si fa portare la frutta a domicilio. Non so se a Pistoia funziona allo stesso modo, ma qua nella provincia di Firenze quasi tutti i negozietti lo fanno.
    P.S.: Mentre scrivo questo commento sto guardando Stasera Italia su Rete 4, e stanno esponendo quella che è stata la strategia di Boris Johnson nel gestire il coronavirus. In pratica stanno dicendo che tra le ragioni dell’economia e quelle della salute lui ha cinicamente dato la priorità alle prime, nella convinzione che tanto il coronavirus avrebbe mietuto vittime soprattutto tra gli anziani, e quindi non valeva la pena di bloccare l’economia inglese per qualche vecchio che tanto tra qualche anno ci avrebbe lasciato comunque. Come sa tra quegli anziani morti di coronavirus c’è anche la mia nonna materna, quindi nel sentire queste parole mi si è gelato il sangue, e ho ringraziato Iddio che Conte abbia ragionato in maniera diversa. Lo dico pur essendo consapevole che anche lui ha commesso degli errori, soprattutto nel sottovalutare la diffusione del virus nella sua fase iniziale.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Secondo me la strategia è stata in gran parte la stessa, anche per quanto riguarda il Nord Italia si è privilegiata l’economia sacrificando la vita, e la prova di ciò sta nella mancata chiusura di Alzano e Nembro, che ha provocato l’ecatombe in quella parte della Lombardia. Solo che i governanti italiani sono stati più ipocriti. Mi dispiace moltissimo per tua nonna.

    • wwayne ha detto:

      Domenica D’Alema è stato ospite della Annunziata, e su questo conflitto tra economia e salute ha detto una cosa molto intelligente: è molto pericoloso mettere l’economia davanti alla salute, perché la salute è un prerequisito per un buon funzionamento dell’economia. Se non c’è l’una, non c’è neanche l’altra. Purtroppo in Lombardia non hanno ragionato allo stesso modo.
      A Stasera Italia dopo aver parlato di Boris Johnson si sono spostati su Zaia, dicendo che secondo loro vuole approfittare della popolarità derivatagli dalla buona gestione del virus per fare le scarpe a Salvini. Io questo l’avevo intuito ben prima di loro, e l’avevo anche scritto nel Suo blog: vedremo se il tempo mi darà ragione.
      La ringrazio moltissimo per le Sue condoglianze.

  6. Massy ha detto:

    Il Coronavirus è stato ed è ancora purtroppo il paravento per le grandi manovre economiche e finanziarie di un sistema gestito da governi ombra o comunque da coloro che fanno parte di corporazioni nelle quale sono presenti esponenti di massimo livello di vari governi europei e mondiali. Focalizzerei l’attenzione però sul discorso morti anziani per Covid19 e morti anziani per altre patologie. E’ bene considerare che è vero che il virus avrebbe colpito la maggior parte delle persone over 60 ma è anche vero che le statistiche elaborate sono state totalmente a discapito della vera informazione (che poi vera non lo è mai). Anche oggi, mentre sto scrivendo, i dati sulla Lombardia non sono corretti eppure dal 3 giugno la regione si riapre. C’è da fidarsi?

    • wwayne ha detto:

      Mia nonna era anziana, ma non aveva nessuna patologia pregressa. Per usare una terminologia ormai invalsa nell’uso, è morta di coronavirus, non col coronavirus.

  7. marisasalabelle ha detto:

    Questa storia dei morti “di” o “col” coronavirus non mi ha mai persuasa. Perché in ogni caso anche chi aveva altre patologie se non avesse preso il coronavirus non sarebbe morto!
    Questa tragedia della morte di tanti anziani mi ha colpito molto, soprattutto perché sono dovuti morire soli, senza rivedere i loro cari, senza aver neanche diritto a un funerale. Penso al mio babbo, che al momento della sua morte aveva vicino a sé me e mia madre, penso a mia madre, e allo strazio che sarebbe, in aggiunta alla sua perdita, non poterle stare vicino in quel momento.
    Quanto alla riapertura delle regioni ancora a rischio di cui parla Massy, anch’io sono molto perplessa. Anche in questo caso le ragioni economiche hanno prevalso.

  8. chiccoconti ha detto:

    Cosa non sopporto è il montante negazionismo covid… E sarà sempre più pervasivo

  9. marisasalabelle ha detto:

    Bisogna guardarsi da due estremi: il negazionismo, senz’altro il più grave, e l’eccesso di paura, zelo, accettazione di qualsiasi misura e restrizione, anche le più stupide. Insomma, un sentiero non tanto facile da percorrere, perché anche in chi solleva l’isteria con un allarmismo eccessivo è pericoloso

    • chiccoconti ha detto:

      Concordo e in primo luogo sulla premessa che il negazionismo sia l’estremo più grave perché collide con complottismi di varia natura, antiscienza e populismo adolescenziale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...