Code

Di nuovo in centro, dopo tanto tempo. C’è gente in giro, ma non tanto da non poter mantenere le distanze. Quasi tutti indossano le mascherine. Davanti alla farmacia c’è un po’ di coda. Il marciapiede è stretto, perciò alcuni aspettano dall’altro lato della strada. C’è un distributore di numerini, ma si trova all’interno, per cui bisogna entrare, prendere il numero, uscire e posizionarsi in attesa. Nello stesso tempo da quella porta, che non è larghissima, escono i clienti con gli acquisti ed entrano quelli il cui turno è arrivato. Tutti cercano di mantenersi a distanza con goffe piroette, passi indietro, inchini. Arriva un signore incazzatissimo:
«Ma badate! Che casino c’è! Rispettate le distanze! Questo è assembramento! Io chiamo i vigili! E lei» rivolgendosi a un uomo in paziente attesa di entrare, «cosa ci fa qui? Non lo vede che è vicino all’entrata?»
«Sono il prossimo» dice l’uomo. «È vero, c’è troppa gente qui intorno: vada un po’ più in là, per favore.»
Invece davanti al negozietto che vende sanitari, prodotti per l’igiene e trucchi c’è solo una donna in attesa. Mi accodo a lei: magari lo trovo qui il gel per le mani invece di far la fila alla farmacia, e così mi compro anche una matita per gli occhi, mi voglio rovinare, va’!
La donna entra e io mi piazzo in pole position quando dietro di me sbuca una signora:
«Eh, mi scusi, starebbe a me, ora. Ero qui prima di lei!»
«Mi scusi lei, non l’avevo vista!»
Da dietro un angolo fa capolino un’altra: «Dopo la signora ci sono io!»
«Poi io!» fa un giovane uscendo dal tabaccaio.
Una ragazza esce da un portone: «E io!»
«L’ultimo sono io» urla un vigile del fuoco calandosi da una finestra, «poi finalmente tocca a lei» conclude accennando alla mia persona.
«E io allora?» protesta un operaio sporgendo la testa da un tombino. «È tutta la mattina che sono qui!»
Ripensandoci, non ho poi così bisogno di quegli articoli.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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12 risposte a Code

  1. E’ già qualcosa che rispettano la fila e portano la mascherina: qui la tengono finché sono in macchina e poi giù sul mento quando scendono e ti parlano! 😅🤦‍♂️

    • marisasalabelle ha detto:

      Portare la mascherina in macchina la trovo un’assurdità, così come se ci si trova in spazi aperti senza altre persone vicine (a parte i familiari), mentre va messa senz’altro quando si parla con qualcuno!

      • Io la tengo anche in macchina, più per questioni di praticità (non dimenticarmela e non appoggiarla dove si può sporcare) e quindi mi sta bene, ma poi se parlo con qualcuno la tengo, non la abbasso, altrimenti è inutile. Però questo è sintomo del buonsenso della gente. Quindi siamo rovinati! 😭

  2. Nonna Pitilla ha detto:

    bellissimo!!! mi ci sono ritrovata! le file nascoste! come da me alla coop , prendi il numero e poi se ne vanno e poi ritornano , il loro numero è stato chiamato ma non c’erano e urlano come folli per entrare!! quasi quasi penso alle file a Londra….

  3. wwayne ha detto:

    In vita mia mi è capitato molto raramente di fare la fila. Il motivo è molto semplice: difficilmente desidero così tanto qualcosa da essere disposto a sorbirmi una fila chilometrica pur di agguantarla.
    Tra l’altro è proprio questo il motivo per cui al liceo smisi quasi subito di frequentare le discoteche: in qualsiasi discoteca andassi, c’era da fare una fila talmente lunga che quando arrivava il mio turno mi era già passata la voglia.
    Tuttavia, adesso dovrò cominciare ad abituarmi a situazioni come questa: infatti, come ha messo in luce nel suo post volutamente iperbolico, fino alla scoperta di un vaccino le file sono destinate a diventare la normalità. L’unico modo per evitarle è farsi portare la roba a domicilio, e infatti il boom del commercio online si spiega anche così.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Non è solo il desiderio che spinge a fare la fila, spesso è la necessità: alle poste o dal medico ho fatto spesso la fila anche ante covid. Non è una cosa che mi disturbi più di tanto, porto sempre qualcosa da leggere. A proposito ricordo una volta, quando andavo all’Università. Alla segreteria, che allora era in piazza San Marco (a Firenze) c’erano code mostruose e io, lo ammetto, sgomitavo un po’, anche per non essere sommersa. E una volta un ragazzo mi apostrofò: “Te tu se’ piccina, ma tu spingi tanto!” 😀

    • wwayne ha detto:

      Alla segreteria studenti dell’Unifi è legata una delle angosce più tremende della mia vita. Avevo ottenuto la laurea triennale, e dovevo immatricolarmi nuovamente per potermi iscrivere ad un corso di laurea specialistica. Ebbene, quest’immatricolazione si rivelò un’impresa titanica: infatti era necessaria un’enorme quantità di documenti perché la domanda venisse accolta, e ogni volta che andavo in segreteria c’era sempre un foglio che non avevo presentato, era compilato male o comunque non aveva tutto ciò che doveva avere. Talvolta mancava un timbro, talvolta una marca da bollo, talvolta la firma di un professore difficilissimo da rintracciare.
      Ogni volta che mi presentavo a quella segreteria loro mi segnalavano una lacuna, io tornavo da loro dopo aver risolto l’intoppo e loro puntualmente trovavano qualcos’altro che non andava bene. Ogni volta sorgeva un problema nuovo: proprio per questo, ad un certo punto era nato in me il timore che non ce l’avrei mai fatta ad arrivare in fondo a questa cosa. Se non ce l’avessi fatta, avrei perso un intero anno universitario, e sarei andato fuori corso.
      Alla fine invece ce la feci, grazie ad una segretaria che voglio ringraziare pubblicamente: Ilaria Guia Soldani. Lei si era accorta dell’angoscia che provavo, e le feci così tanta tenerezza che decise di prendersi a cuore il mio caso, dandomi tanti consigli assolutamente fondamentali. Se non fosse stato per lei, non sarei mai riuscito a uscire dalla selva oscura della burocrazia italiana.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Tipica burocrazia italiana! Menomale che hai trovato l’altrettanto classica impiegata dal cuore d’oro… 🙂

  6. Gufo a molla ha detto:

    questo episodio è veramente comico, ce lo vedrei davvero trasposto in una comica tv

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