Letture pandemiche 1

Avete presente quelle persone snobbissime con la erre moscia che dicono come se nulla fosse: «Oh, sai, ho approfittato della quarantena per rileggere Proust…»
Be’, sono una di quelle, a parte l’erre moscia, che non ho. Avevo letto la Recherche negli anni ’80: una lettura impegnativa ma meravigliosa, all’altezza della sua fama. Da molto tempo pensavo di rileggerla, il tempo passato aveva cancellato dalla mia memoria buona parte di quell’opera straordinaria, anche se alcuni personaggi (Gilberte, Albertine, Madame Verdurin, Swann, il barone di Charlus) e alcuni luoghi avevano lasciato in me un’impronta indelebile. Ricordavo, come se ci fossi stata di persona, le passeggiate del Narratore bambino “dalla parte di Guermantes” e “dalla parte di Méséglise”, i biancospini, il Bois de Boulogne, il Grand Hotel di Balbec con la sua vetrata… ma sentivo il desiderio di riprendere quell’opera monumentale (la statua di Marcel Proust, come dicevano i miei alunni fraintendendo) anche se temevo di annoiarmi un po’. Ma in questi tempi di casalinghitudine forzata e di lunghe ore sulla sdraio in cortile, senza nuovi romanzi da leggere, ho avuto tutto l’agio possibile per affrontare Monsieur Proust. E ora che ho concluso l’opera devo dire che la rilettura mi è piaciuta forse ancora di più. Le digressioni del Narratore non mi sono sembrate pesanti, ho apprezzato certe finezze psicologiche che forse allora non ero ancora in grado di capire appieno, mi sono divertita nelle parti comiche che non mancano, ho adorato le riunioni mondane, le chiacchiere, i pettegolezzi, tutto quel pullulare di conti, marchesi e principesse, e tutto quel gran miscuglio di amori, gelosie, tradimenti, vendette, ripicche… Perciò: armatevi di pazienza e iniziate con il piccolo Marcel e il bacio della buonanotte. Vi catturerà.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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13 risposte a Letture pandemiche 1

  1. Non so perché, ma ho difficoltà a identificarti come snob! 😉

  2. Fritz Gemini ha detto:

    Ciao Marisa, se hai riletto il romanzo, ti suggerisco la visione del film di Raul Ruiz a questo punto: Il tempo ritrovato. Lo si trova su YouTube. A causa della visione di quel film (di cui ovviamente non avendo letto il romanzo) non ci capii nulla, decisi di leggere la Ricerca. Anni dopo rividi il film. Il puzzle si completo’. Personalmente credo che la lettura di Proust sia molto contrastante, a volte la sopportavo a volte no. Dare utilità anche all’inutile fu la mia personale ed estrema “sintesi”. Poi lessi una felice definizione di un giornalista (di cui non riporto il nome): “la recherche” è come guardare al XIX secolo con lo specchietto retrovisore del XX secolo. Li ho capito l’importanza del “tempo” e il suo dissolversi. Scusa il lunghissimo commento.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Perché scusa? È un commento interessante, invece! Cercherò il film. Il tempo ritrovato, l’ultimo volume dell’opera, è impressionante, per quella carrellata di personaggi invecchiati, mummificati, e anche molto divertente, perché il Narratore sa essere crudele nelle sue descrizioni…

  4. mocaiana ha detto:

    Per me sono quasi testi sacri, meravigliosi…

  5. Una bella compagnia, e giusto rileggerlo ora, che il tempo non manca!

  6. cristinabia ha detto:

    Io purtroppo non ho avuto più tempo di leggere, durante questa quarantena, ma avevo pensato anch’io di iniziare La Ricerca, ma pensi che potrei fare delle pause tra un volume e l’altro o ha poco senso?

  7. marisasalabelle ha detto:

    Io non l’ho letto continuativamente, né la prima né la seconda volta, ho sentito il bisogno di lasciare un intervallo tra un volume e l’altro, leggendo altre cose diverse. Perché comunque è una lettura impegnativa e deve sedimentare. Prova con La strada di Swann e vedi se ti invoglia… buona lettura!

  8. vengodalmare ha detto:

    Una delle letture che più ho apprezzato in assoluto. Una lettura leggera e profonda, mai noiosa.

  9. Rita Bonfanti ha detto:

    Mio figlio l’ha acquistato un mese fa nella versione francese, e io non credo di avere le capacità di affrontare un’opera così impegnativa in lingua originale, ma se riuscissi a farlo, mi piacerebbe recensirlo in rima

    • marisasalabelle ha detto:

      Sai che recensione chilometrica ti ci vorrebbe! Io l’ho letto in italiano, sto leggendo in francese L’oevre au noir di Marguerite Yourcenar ma sebbene interessantissimo lo trovo un po’ pesante, come ho trovato pesanti le Memorie di Adriano

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