L’esame di Stato

Il candidato entrò timoroso nell’Istituto, dove non aveva più messo piede da oltre tre mesi. Per l’occasione indossava una tuta bianca isolante antiepidemica, corredata di copricapo e visiera in plexiglass, guanti di lattice e sovrascarpe coordinate. Dopo essere stato identificato tramite documento elettronico e sanificato con un getto di vapore a 90 gradi fu accompagnato dalla bidella Norina, irriconoscibile sotto la sua tuta isolante antibatterica, lungo un percorso segnato con nastro fosforescente, fino all’aula dove si sarebbe svolto il colloquio d’esame. Aula, si trattava in realtà della palestra, poiché nessuna aula dell’Istituto aveva una larghezza superiore ai 12 metri necessari per ospitare il tavolo dei commissari, sei più uno, tra i quali la distanza minima necessaria era di due metri. A un metro e mezzo dall’imponente bancata, proprio al centro, era collocato un tavolino che immaginò essere lì per lui. Il presidente di commissione glielo indicò con un cenno. Il candidato si tolse il casco protettivo e rimase esposto, il volto protetto dalla sola mascherina. Tutti i commissari ne indossavano una analoga.
«Mmmm mm mmmmm» disse il presidente indicando il verbale e la penna.
«Mm mm» rispose il candidato e firmò.
La bidella Norina, con spregio del pericolo, raccolse il foglio e lo passò al presidente della commissione che diede inizio al colloquio.
«Mmmm mmmm mmm mmmm mmmm?»
«Hmmm… mmm?»
«Mmm, mmm. Mmmm mm!»
Dopo vari tentativi andati a vuoto uno dei commissari, che conosceva il linguaggio dei sordi, provò a tradurre le domande dei colleghi, ma purtroppo il candidato non era riuscito a impadronirsi appieno di quella lingua che pure aveva accompagnato le quotidiane conferenze e i bollettini medici sugli schermi televisivi. Una commissaria attempata provò allora a usare l’alfabeto muto che andava di moda ai suoi tempi, ma il candidato era troppo giovane e non lo conosceva. Si tentò di passare all’esibizione di cartelli con su scritte le domande, ma un ispettore di passaggio fece capire che ciò non era permesso, dovendo trattarsi tassativamente di una prova orale. Fortunatamente l’ora di tempo assegnata per il colloquio era terminata, un altro candidato aspettava di essere introdotto, così si passò ai saluti e alle congratulazioni. Il candidato aveva superato egregiamente la prova. Uscì dall’Istituto e dopo essersi tolto di dosso l’ingombrante bardatura, sotto la quale indossava pantaloni corti e t-shirt, raggiunse gli amici ai tavolini del bar, dove la distanza minima consentita era di un metro. Abbassò la mascherina sul mento:
«Ci ho fatto una sudata» disse «e non ho capito nulla di quello che mi hanno chiesto, ma sono rimasti contenti, è andata, vai!»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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23 risposte a L’esame di Stato

  1. Il problema di questo racconto è solo uno: che potrebbe essere realistico! 😅

    👏👏👏

  2. luisa zambrotta ha detto:

    Racconto delizioso … quasi quasi mi piacerebbe tornare in servizio per godermi scenette come questa, che sembrano surreali, ma…

  3. mocaiana ha detto:

    Ah,mi hai fatto ridere davvero!

  4. wwayne ha detto:

    Tra un mese io dovrò trovarmi per davvero in questa situazione, anche se nella posizione meno ansiogena possibile (quella dell’esaminatore e non dell’esaminato).
    Sono d’accordo con chi scrive che questo racconto è realistico, ma manca un elemento che a mio giudizio finirà per diventare indispensabile: il microfono. Infatti i commissari devono decidere il voto dell’orale anche basandosi sulle interrogazioni dei colleghi: se tra un professore e l’altro c’è un metro di distanza, a quel punto tra il primo e l’ultimo commissario ci sono SEI metri di distanza, e sono troppi per sentire bene cosa si stanno dicendo il professore e l’alunno. Se poi tra un commissario e l’altro verranno installati dei divisori in plexiglass, questi saranno un’ulteriore barriera acustica, che renderebbero l’uso del microfono ancora più indispensabile.
    A mio giudizio verrà dotato di un microfono anche l’alunno, perché con ogni probabilità la sua sedia verrà piazzata a debita distanza dai commissari, e questo (unito all’uso della mascherina) gli impedirà di farsi sentire con chiarezza senza un amplificatore.
    Ovviamente un altro nodo è la sanificazione degli ambienti scolastici, perché non possiamo essere certi che tutti i bidelli d’Italia facciano il loro dovere fino in fondo tutti i giorni. Anzi, direi proprio che è statisticamente impossibile.
    Purtroppo temo che questi punti interrogativi rimarranno tali fino a pochi giorni dall’esame. Non solo perché è tipico di questo governo lasciare le cose in sospeso fino all’ultimo (ad esempio, a 2 giorni dalla riapertura i negozianti ancora non sanno che protocollo dovranno rispettare), ma anche perché adesso il dibattito pubblico ruota attorno ad altri temi, come Silvia Romano, la regolarizzazione degli immigrati clandestini e la manifestazione del 2 Giugno indetta da Salvini e Meloni.
    Nonostante il mio apprezzamento nei confronti di Giorgia, non ho problemi a riconoscere che quest’ultima iniziativa è semplicemente irresponsabile: infatti, anche se la leader di Fratelli d’Italia assicura via Twitter che ci sarà “il pieno rispetto di regole e disposizioni per la sicurezza”, appare chiaro che (sempre per motivi statistici) qualche manifestante pazzerello che se ne frega delle regole ci sarà di sicuro.
    C’è chi la politica la fa per noia
    chi se la sceglie per professione
    Giorgia Meloni né l’uno né l’altro
    lei la fa solo per passione.

    • marisasalabelle ha detto:

      No, non puoi profanarmi Fabrizio con Giorgia! In ogni modo, è chiaro che il racconto è parodistico, però delle problematicità grosse ci sono, e tu ne hai elencate di importanti. Personalmente non credo che ci saranno microfoni, cosa che poi secondo me renderebbe la performance ancora più grottesca, ma a quel che ho capito i candidati potranno “abbassarsi la mascherina durante il colloquio”. Ancora una volta cito il grande Fantozzi: com’è umano lei!

  5. Nonna Pitilla ha detto:

    anche io ho paura che sia molto realistico!! bellissimo racconto!

  6. Fritz Gemini ha detto:

    Mi è piaciuto un sacco questo racconto. Si nota che ha degli spunti fortemente reali.

  7. Paola Bortolani ha detto:

    no comment, ma proprio no, su questa ministra e le sue pensate

    • marisasalabelle ha detto:

      è una persona del tutto inadeguata!

      • wwayne ha detto:

        La cosa più sconvolgente è che questa ha vinto prima un concorso docenti (tra l’altro in una materia con pochissimi posti in palio, Storia e Filosofia), poi un concorso per dirigenti. A guardare il suo curriculum sembrava avere tutte le carte in regola per essere un buon ministro, e invece…

  8. marisasalabelle ha detto:

    Sto mettendo a punto un piccolo post sulla questione degli imbuti… quei dannati imbuti che non si vogliono riempire!

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