Silvia

Oggi che tutti dovremmo essere felici per la liberazione di Silvia Romano, e felici tutti non lo siamo, perché c’è già chi mugugna sull’eventuale riscatto pagato, voglio riportare un articolo di Massimo Gramellini, uscito nel novembre 2018, all’indomani del suo rapimento. Gramellini evidentemente non ama coloro che si dedicano al prossimo, che fanno volontariato, che rischiano del proprio per aiutare chi ne ha bisogno. Ho già citato le parole scandalose che dedicò a Massimo Biancalani, da lui simpaticamente soprannominato “il prete-sardina”, e voglio ora ricordare quelle che scrisse su Silvia, alla quale affibbiò un altrettanto grazioso soprannome, “Cappuccetto rosso”.

Cappuccetto rosso.
Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto.
Ci sono però una cosa che non riesco ad accettare e un’altra che non riesco a comprendere. Non riesco ad accettare gli attacchi feroci a qualcuno che si trova nelle grinfie dei banditi: se tuo figlio è in pericolo di vita, il primo pensiero è di riportarlo a casa, ci sarà tempo dopo per fargli la ramanzina. E non riesco a comprendere che tanta gente possa essersi così indurita da avere dimenticato i propri vent’anni. L’energia pura, ingenua e un po’ folle che a quell’età ti spinge ad abbracciare il mondo intero, a volerlo conoscere e, soprattutto, a illuderti ancora di poterlo cambiare. Le delusioni arrivano poi, quando si diventa adulti e si comincia a sbagliare da professionisti, come canta Paolo Conte. Silvia Romano non ruba, non picchia, non spaccia. Non appartiene alla tribù dei lamentosi e tantomeno a quella degli sdraiati. La sua unica colpa è di essere entusiasta e sognatrice. A suo modo, voleva aiutarli a casa loro. Chi in queste ore sul web la chiama «frustrata», «oca giuliva» e «disturbata mentale» non sta insultando lei, ma il fantasma della propria giovinezza.

No, hanno detto alcuni, non bisogna leggere solo la prima parte, volutamente provocatoria: nella seconda infatti l’astuto giornalista ribalta l’assunto iniziale. In verità anche la seconda parte gronda paternalismo e maschilismo a buon mercato, oltre a un indulgente biasimo nei confronti dell’unico, grande difetto di Silvia: essere giovane, “entusiasta e sognatrice”. Meglio, molto meglio essere aridi e benpensanti come Gramellini.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Silvia

  1. Scusa lei può fare quello che vuole ma poi sono anche fatti suoi se succede qualcosa.
    Se rapiscono mia figlia in Italia e vogliono un riscatto, la magistratura mi blocca tutti i conti, ora non si capisce se uno va all’estero per sua passione, sia poi lo stato italiano a dover pagare.
    Due pesi e due misure inaccettabile.
    Ti ricordi quanti rapimenti c’erano in Italia?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, mi ricordo. Furono adottate certe misure anche crudeli, non saprei dire oggi se giuste o no, per sradicare il fenomeno. In Italia le forze dell’ordine italiane possono salvare gli ostaggi grazie alle indagini anche senza pagare, difatti molti furono salvati così. Inoltre, se per Moro fu scelta la linea “dura” e fu lasciato morire, dopo due anni lo Stato italiano decise ben diversamente sulla sorte di un altro uomo politico, Ciro Cirillo, per salvare il quale fu pagato un consistente riscatto.
    Ma nel caso dei rapimenti internazionali mi sembra che le cose siano diverse, perché se anche l’Italia decidesse per una linea ferrea questo non avrebbe alcun effetto nello sgominarli. Per quanto mi riguarda, sono contenta che Silvia sia stata liberata, come le due Simone anni fa e altri nostri concittadini, e non m’importa che sia stato pagato un riscatto. Il mio post tuttavia non verteva esattamente sulla questione del riscatto quanto sul biasimo che certe persone hanno verso chi dedica la propria vita ad aiutare gli altri.

  3. quarchedundepegi ha detto:

    Non ho mai seguito particolarmente il Gramellini e, non posso neanche dire che mi piaccia. In questo caso, da quello che ho letto, non credo che si sia distinto. D’altra parte è risaputo che, a certi livelli il rischio c’è e, se la Patria dà una mano non c’è niente di male.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

  4. marisasalabelle ha detto:

    Nemmeno io lo seguo, ma da quel poco che ho potuto verificare, trovo che sia particolarmente qualunquista e perbenista, scusa la rima

  5. wwayne ha detto:

    Nel caso di Greta e Vanessa successe ancora di peggio. Ricordo che dopo il loro ritorno in Italia cominciò a spargersi la voce che avessero avuto rapporti consenzienti con i loro rapitori. Anche se fosse stato vero, questa non sarebbe stata assolutamente una colpa per loro, perché sarebbe stato un classico caso di sindrome di Stoccolma. Tuttavia, a Gasparri questa notizia proprio non andò giù: di conseguenza copio&incollò sul suo profilo Twitter il link di un articolo che riportava l’indiscrezione, e lo corredò con il seguente commento: “Sesso consensuale con i rapitori? E NOI PAGHIAMO!!!”. Come a dire: se stavano così bene con i loro rapitori potevamo pure lasciarle là e risparmiare i soldi del riscatto. Che ne pensa di questa esternazione?

  6. marisasalabelle ha detto:

    Sì, me ne ricordo bene. Gasparri è veramente una persona oscena!

    • wwayne ha detto:

      Ricordo che una volta lasciai un commento ad un articolo, e che lo conclusi con la consueta dedica musicale alla Meloni: “Giorgia sei nell’anima, e lì ti lascio per sempre”. Un altro utente mi rispose con un commento che mi fece molto ridere: “Allora la tua anima puzza di merda”. Ecco, diciamo che pure quella di Gasparri non profuma… 🙂

  7. Nonna Pitilla ha detto:

    Devo dirti che mi aveva sorpreso quell’articolo di Gramellini perchè altre volte mi era piaciuto, trovo che speculare su chi rischia se stesso giovane o vecchio per aiutare gli altri in casa o sull’uscio di casa meriti come minimo rispetto profondo, e io sono molto felice per Silvia moltissimo!

  8. Farida Hakim ha detto:

    E’ stata una bellissima notizia!!!

  9. Massy ha detto:

    Una bellissima notizia, che è emersa da sotto lo strato o meglio da sotto la punta dell’iceberg delle notizie sul covid-19. Infatti è da notare come adesso le notizie sul covid-19 si riducono lentamente mentre è automatico che altre notizie riemergono in superficie. Discorso chiuso. Mentre per quanto riguarda la liberazione della ragazza protendo sempre a pensare con la mia testa e con il mio punto di vista e su questa delicata operazione di intelligence e di recupero dell’ostaggio credo che il denaro abbia fatto la sua buona parte. Tra qualche giorno sarà tutto dimenticato.

  10. Apparentemente ha detto:

    Ma vedi,anche questo,allontanare i giovani dalla visione vera della nostra realtà, rendendoli in qualche modo eroi,ci aiuta ad avere il paese che abbiamo ora.
    E con ora,o da sempre, diciamo ora più che mai,perché i bisognosi li abbiamo sempre avuti,è lo stato stesso che ci ostacola nel vederli. Chiediamoci perché .

  11. marisasalabelle ha detto:

    Be’, questo è un Paese che i giovani non li sa proprio vedere, in particolare se sono di genere femminile

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