Piove

Oggi piove e non potrò starmene sul terrazzo a leggere Proust e a prendere il sole, perciò ho tutto il tempo per scrivere un post noiosissimo. Premetto che ho rispettato tutte le norme e prescrizioni stabilite dai ripetuti DPCM: sono stata a casa, ho interrotto con dispiacere la mia attività di volontariato, ho camminato pochissimo non allontanandomi mai dalla mia abitazione, sono andata solo al supermercato, dal giornalaio e dalla mamma che è anziana e vive sola. Siccome le fette di prosciutto che avrei dovuto mettermi sugli occhi me le sono distrattamente mangiate, e siccome sono sempre stata dotata di un certo senso critico, molte delle parole dette dai nostri governanti e delle loro promesse non me le sono bevute. Qualche volta ho fatto dell’ironia su qualcosa che mi sembrava sbagliato o fatto male. Ieri mi sono beccata dei severi rimbrotti da alcune mie amiche, improvvisamente trasformatesi in guardiane del sistema, per aver postato su Facebook due semplici domande: gli amici del cuore si possono considerare congiunti? Quanti anni di fidanzamento sono necessari perché un affetto sia considerato stabile? Sono improvvisamente diventata una persona pericolosa, che col suo dissenso e col suo comportamento scorretto (un’altra volta avevo debolmente difeso il diritto di camminare da soli in una strada di campagna) sta annullando gli effetti benefici del lockdown. In piena pandemia ti preoccupi di queste cose? Non ti basta vederti intorno tanta gente che muore? E via colpevolizzando.
Ecco allora quello che penso.
1. Il lockdown era necessario. Magari più stretto e più breve. Due mesi di lockdown de’ noantri non hanno prodotto i risultati sperati e hanno esasperato le persone: alcune si sono limitate a desiderare e sperare un allentamento, altre hanno sgarrato, ma non sono state poi troppe, alla fin fine; altre si sono trasformate in sceriffi e in censori (anche delatori) del comportamento altrui
2. Come è noto, alcune misure necessarie non sono state prese a tempo debito per ragioni legate a interessi economici, comprensibili, forse, ma assolutamente inopportune. Tutti sanno, e non starò io ad approfondire la questione, che una chiusura totale e tempestiva di certe zone della Lombardia avrebbe risparmiato almeno in parte la strage che proprio in quelle zone è stata feroce
3. Allo stesso modo la ripartenza avrebbe dovuto cominciare dalle regioni in cui l’epidemia ha registrato pochi casi, pochi decessi, e un calo costante e visibile, invece la decisione è stata quella di far ripartire tutto il Paese nello stesso momento
4. Gli anziani, che a parole dovevano essere protetti come gioielli, sono stati sacrificati in modo ignobile, i bambini sono stati e saranno ancora a lungo sacrificati, degli adolescenti non importa niente a nessuno, le donne sono costrette alla cura dei figli senza alcuna prospettiva di qui a settembre e con ipotesi deliranti di scuola a giorni alterni (suppongo che anche loro potranno lavorare a giorni alterni)
5. Se le cose non sono andate troppo bene e se non andranno bene in futuro, ci vuole qualcuno che ne porti la colpa. E questo qualcuno sono i cittadini birbanti, che vogliono sedersi su una panchina, farsi una camminata, rivedere un caro amico, ritrovare un amore, anche se non “stabile”, a distanza di sicurezza, con la mascherina e tutto quello che volete. Sono quelli che “non vogliono bene all’Italia”.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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21 risposte a Piove

  1. Apparentemente ha detto:

    c’è un NON in più
    Alla fine sai,ci ho pensato e non so se è più la fame di cibo o quella di vita a farmi paura. Anzi no lo so ,è la seconda . E aggiungo ,le tue care amiche che preferiscono portare avanti tutto ciò, perché magari si sentono al sicuro non lo saranno per sempre,e avranno sulla coscienza persone impazzite,ma veramente, depresse ma veramente, bambini asociali ,adolescenti fobici e ancora più tiranni,oltre al suicidio di chi non ci starà, a vivere così.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Hai ragione, ci sono da considerare i danni collaterali causati dalla reclusione forzata!

  3. Condivido appieno tutto quello che avete detto!

  4. wwayne ha detto:

    E’ vero, di recente è circolata su molti siti dedicati alla scuola l’ipotesi che a Settembre le lezioni possano essere metà in presenza e metà online. Stando a quest’ipotesi ogni classe verrebbe divisa in 2 gruppi, che frequentano a giorni alterni: ad esempio il gruppo A viene a scuola il Lunedì, il Mercoledì e il Venerdì, il gruppo B il Martedì, il Giovedì e il Sabato. Nei giorni in cui i ragazzi non vengono a scuola seguono le lezioni online. Il senso della misura starebbe nel fatto che in questo modo le classi sarebbero sempre mezze vuote, e quindi si potrebbe garantire la distanza di sicurezza.
    Tuttavia, il mio preside ha detto che si tratta di un progetto inapplicabile: infatti per impostare la didattica in questo modo bisognerebbe che metà classe seguisse il professore dal vivo e l’altra metà in diretta streaming, ma il sistema informatico di una scuola non può “reggere” decine di dirette streaming in contemporanea. Di conseguenza, questa proposta è destinata a cadere nel vuoto.
    Ad ogni modo, il rientro a scuola a Settembre sarà un problema serio: infatti, anche se si riuscisse a garantire la distanza di sicurezza nelle aule (e già sarebbe un’impresa titanica, visto il numero di classi pollaio che abbiamo in Italia), si creerebbero comunque degli assembramenti nei corridoi, nei bagni e davanti al cancello d’entrata.
    Ad esempio, quello della mia scuola è bello stretto: di conseguenza, se dovessimo far entrare centinaia di studenti da quel cancello senza creare assembramenti si formerebbe una fila lunga chilometri, e l’ultimo della fila entrerebbe in aula alle 10 di mattina.
    Alla luce di tutto questo, sono sempre più convinto che si andrà avanti con la didattica a distanza fino alla scoperta di un vaccino, perché convivere con il virus all’interno di una scuola è semplicemente impossibile.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Sì, quello della scuola è un problema molto grosso, io ne ho frequentate tantissime e so che solo qualche piccolo plesso di scuola elementare, con aule spaziose e grandi spazi comuni, sarebbe forse in condizioni di attivare la riapertura in sicurezza. D’altra parte la DAD è un pannicello caldo, molti studenti non riescono a usufruirne, trascura l’aspetto relazionale,insomma, non so, sinceramente, come si farà, a meno che no si faccia come di solito in Italia: stesse condizioni, un po’ di mascherine e di disinfettanti e parola d’ordine “siamo al sicuro adesso”.

    • wwayne ha detto:

      Potremmo essere davvero al sicuro se gli studenti portassero effettivamente le mascherine dal primo all’ultimo secondo della loro permanenza a scuola. Ma considerato che gli adolescenti godono come porci nel ribellarsi alle regole, sperare che il 100% di loro mantenga un comportamento responsabile all’interno della propria scuola è pura utopia. Grazie per la risposta! 🙂

      • cristinabia ha detto:

        Sai wwayne, sono mamma di un quasi diciassettenne nella media, non dei più ribelli, ma abbastanza poco voglioso di obbedire. Sia lui che i suoi amici sono molto responsabilizzati, in realtà, e anche fifoni, credo proprio che si atterrebbero a qualunque regola, più di quanto ci aspettiamo.

      • wwayne ha detto:

        Ho visto troppi atti di disobbedienza gratuita per farmi delle illusioni sul senso di responsabilità dei giovani. Ti faccio soltanto un esempio: quando suona l’ultima campanella della giornata, secondo te è fattibile far stare a un metro di distanza l’uno dall’altro e far uscire in maniera graduale una fiumana di studenti che non vede l’ora di mettere qualcosa sotto i denti?

  6. Ilaria Bho ha detto:

    Concordo su tutto quello che hai scritto. Penso che gli amici del cuore debbano essere considerati congiunti e che non si possa stabilire quanto tempo renda una relazione un affetto stabile (e soprattutto dimostrare che lo sia); ma soprattutto penso ci sia bisogno di maggiore chiarezza da parte delle istituzioni su questi e su tantissimi altri temi importanti. Aggiungerei una cosa: si sta facendo qualcosa per tracciare i contagi? A che punto siamo con test seriologici, app di tracciamento ecc? Sarebbe bello saperlo…

  7. poetella ha detto:

    Che tu sia benedetta.
    Alla faccia di chi ti guarderà storto.
    😘

  8. cristinabia ha detto:

    Mi è successa la stessa cosa, sono stata ligia, sono rispettosa, ma credo di avere il diritto di dissentire, almeno parzialmente, in modo pacato, invece sono stata rimbrottata o accusata di essere fomentata dall’accoppiata Salvini-Meloni (io? Ma seri? Non scherziamo, ritengo ancora una delle nostre più grandi fortune che ad agosto Salvini abbia fortunosamente dato forfait).

  9. Apparentemente ha detto:

    Ma il vaccino per una ignoranza ancora più accentuata,poi ce l’avremo? E non parlo di ignoranza di nozioni ,ignoranza vera,quella che ti costringe ad avere un criceto in testa che fa sempre lo stesso percorso.

  10. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo che lo inventino presto!

  11. Fritz Gemini ha detto:

    Marisa, come non essere d’accordo. Ti quoto su tutti i punti. E poi comincio veramente a non sopportare più, questi ammonitori (in molti casi sui social si comportano da veri delatori e spie, in stile dittatura sudamericana) e disciplinatori fideistici. Non ho infranto una regola che sia una del lockdown qui in Belgio (ed avrei fatto altrettanto in Italia).. mi chiedo perché più passano i giorni e più non sopporto questa gente.

  12. marisasalabelle ha detto:

    Per lo stesso motivo per cui non li sopporto più io… 😉

  13. Paola Bortolani ha detto:

    Che cosa posso aggiungere? Vedremo il poi

  14. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo che il “poi” vada bene…

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