A proposito del Giorno del Ricordo

Erano gli anni ’90 quando tra i miei colleghi con simpatie destrorse si cominciò a mormorare: E le foibe? Nessuno parla di quello che è successo nelle foibe! Vergogna! Io, lo devo ammettere, delle foibe sapevo molto poco. Era un argomento in effetti piuttosto trascurato dai manuali scolastici e dai corsi di aggiornamento per insegnanti. Ma nel giro di pochi anni cominciarono a fiorire convegni, ricerche, studi, e l’argomento fece capolino anche sui libri di storia per la scuola superiore. Così venimmo a sapere che le foibe erano delle cavità carsiche situate nel territorio dell’Istria e della Venezia Giulia e che dentro alcune di esse erano stati gettati i corpi di molti italiani. Quanti? In che occasione? In seguito a quali fatti? Tutto era molto nebuloso, l’unica cosa chiara era che i comunisti avevano occultato i fatti, poiché screditavano la loro parte politica. Menomale adesso c’erano Berlusconi, Fini, La Russa e compagnia cantante che avrebbero fatto luce sui tragici accadimenti. È così che una questione meritevole di approfondimento e di chiarificazione si è trasformata nel festival della propaganda neofascista.
Non si preoccupi il presidente Mattarella: non sono una negazionista. So che in quelle zone di confine vi sono stati scontri feroci e che molte persone sono state uccise. Molte di esse erano compromesse col fascismo e con gli occupanti tedeschi, altre invece erano persone innocenti finite nel calderone delle rappresaglie o vittime di vendette personali. So che molti crimini sono stati commessi dai partigiani, italiani o jugoslavi, e non me ne scandalizzo più di tanto. È giusto che la Resistenza esca dal mito e che si riconoscano i delitti commessi anche da parte di coloro che stavano da quella che a me, e a molti altri, continua a sembrare “la parte buona”. Sono passati quasi 30 anni dalla pubblicazione della fondamentale opera di Claudio Pavone, Una guerra civile, e io me la sono letta tutta. E ho letto anche altre cose, cose che coloro che hanno voluto istituire il Giorno del Ricordo non si ricordano mai di dire. Per esempio, quanto fu oppressivo il fascismo a Trieste, in Slovenia, in Istria. Per esempio, che i fascisti occuparono la Jugoslavia e la dominarono con ferocia. Per esempio, che gli italiani hanno rinchiuso in campi di concentramento migliaia di slavi, sottoponendoli a un regime che ha poco da invidiare a quello dei campi di concentramento nazisti. Per esempio, che le vittime delle foibe non sono state le decine di migliaia sbandierate dalla propaganda. Con questo, anche un solo morto è di troppo, per me: ma proprio perché qualcuno è morto non se ne deve fare materiale di propaganda.
La storia è una disciplina seria, e va studiata con cura e rigore.
Solo un paio di precisazioni: non è vero che “ci hanno strappato” l’Istria, la Croazia e la Dalmazia. Prima di tutto, la Croazia e la Dalmazia non erano affatto italiane. E l’Istria lo è stata per poco più di 20 anni, dal 1919 fino a 1943. In secondo luogo, abbiamo perso la guerra, ricordate? E i confini italiani sono stati ridimensionati nei trattati di pace. Succede, a chi perde. E non c’è andata neanche male.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a A proposito del Giorno del Ricordo

  1. Speranza ha detto:

    È una parte di storia che non conosco bene e che mi sono ripromessa di approfondire al più presto. Prima di presentare in geografia le regioni del nord.

  2. marisasalabelle ha detto:

    È molto complessa, perché quel territorio ha una storia complicata ed è sempre stato multietnico, ha subito l’oppressione fascista, la guerra, e dopo il regime comunista… proprio per questo bisogna guardarsi dalle semplificazioni

  3. recensioni53 ha detto:

    Anche io tempo fa ho scritto un articolo sulle foibe, pagina di storia dolorosa e complicata

  4. Paola Bortolani ha detto:

    Grazie della perfetta spiegazione, ormai consolidata e accettata. Durante la guerra ci sono stati crimini da entrambe le parti, i numeri e le sopraffazioni pendono pesantemente da una parte sola

  5. marisasalabelle ha detto:

    Consolidata senz’altro, accettata direi di no, visto che sulla questione circolano fake e se ne fa un uso politico strumentale!

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