Basta

Alla fine gli emiliani e i romagnoli non ne hanno avuto voglia di farsi liberare, non se la sono sentiti di consegnare la regione a una donna le cui virtù personali, politiche e amministrative restano a tutt’oggi sconosciute: ma soprattutto, non se la sono sentita di mettersi in casa un’amministrazione che prometteva di governare in nome del Santo Rosario e della Vergine Immacolata. Sóccmel! Devono aver pensato, quei senza Dio. Ma soprattutto-tutto, questo è quello che penso io, devono aver maturato un senso di sazietà, di bravomabasta dopo 150 comizi di Matteo Salvini, dopo centinaia di foto raffiguranti il leader della Lega estatico di fronte al prosciutto, alla coppa, ai tortellini e a tutte le altre buone cose da mangiare che loro sanno fare ma che rischiano a questo punto di uscirgli dagli occhi, così come dagli occhi gli esce il leader onnipresente, ultrafotografato, ipertwittante, maxifacebookiano e adesso anche supertiktokante: basta, leviamocelo di torno, devono essersi detti. È il principale difetto di questi soggetti roboanti, accentratori, dall’ego smisurato: dopo un po’ la gente non li sopporta più, anche se per un periodo più o meno lungo li ha adorati. Ce n’era anche un altro, mi ricordo, che faceva il piacione, twittava come un disperato, era lui solo contro il mondo, e alla fine anche a quello gli hanno detto, bravo ma basta. O come si chiamava? Mi pare… Matteo… no, Matteo è quest’altro… o forse son Matteo tutt’e due?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Basta

  1. wwayne ha detto:

    La Meloni aveva fiutato la volontà dell’Emilia – Romagna di restare così com’è, e quindi ha furbescamente diviso il suo tempo in maniera equanime tra quella regione e la Calabria: in questa maniera, può dire che per lei il bilancio è in pareggio. Salvini invece ha investito tutte le sue energie nell’Emilia – Romagna, trasformando di fatto le sue regionali in un referendum su di lui. Come ha suggerito Lei nel Suo post, è lo stesso errore che fece Renzi quando trasformò il referendum sulla Costituzione in un referendum sulla sua persona, con il famoso annuncio “Se perdo lascio la politica”.
    Tra le parabole discendenti dei 2 Matteo c’è però una differenza fondamentale: Renzi cominciò a declinare già prima del 4 Dicembre 2016, e tuttora non si è rialzato, perché anche se è riuscito a tornare al governo il suo partito raccoglie pochissimi consensi; Salvini invece ha subito un duro colpo, ma la sua popolarità è ancora alle stelle. E soprattutto, ad oltre 3 anni da quel 4 Dicembre 2016, la sinistra non ha ancora trovato un vero erede di Renzi da contrapporgli. Se pensano di sfidarlo con Zingaretti al timone, auguri…

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, tutto quello che dici è vero: Salvini ha preso una batosta ma non è finito, almeno per il momento; Renzi invece nonostante il suo impegno non riesce a tornare a galla, e al PD manca un leader, mancano anche idee e strategie… io non mi riconosco più nel PD da tempo, ma sono molto contenta che in Emilia Romagna abbia tenuto!

    • wwayne ha detto:

      La stupirò: ne sono contento anch’io. Anche se non mi è piaciuto il modo in cui ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento, la Azzolina ha ammesso tutti i principali problemi della scuola, anche quelli che soltanto pochi addetti ai lavori conoscono (come l’enorme discrepanza tra cattedre di fatto e cattedre di diritto), e si è già adoperata per risolverli: di conseguenza, sarebbe stata una vera ingiustizia se il suo lavoro fosse stato troncato sul nascere perché qualche emiliano o romagnolo si era fatto sedurre dalle ruffianate gastronomiche di Salvini.
      Riguardo al destino del PD, delle idee e delle strategie può anche farne a meno, ché tanto gli italiani che votano dopo attenta e scrupolosa analisi dei programmi elettorali sono una larghissima minoranza; il vero problema è l’assenza di un leader forte, che buchi lo schermo quanto Salvini e sappia captare la volontà popolare con la sua stessa efficacia. Il PD ha quasi 400.000 iscritti: per la legge dei grandi numeri, almeno uno con queste caratteristiche dovrebbe esserci…

  3. recensioni53 ha detto:

    Si da qualche parte c’è. Bisogna solo dargli spazio……..

  4. Menti Vagabonde ha detto:

    Tutto interessante, il punto è: perché nonostante la storia abbia ampliamento insegnato che bisogna guardarsi dal leader “forte e carismatico”, questo popolo di cui tutti si riempiono la bocca, continua a cercarlo? Non me ne faccio una ragione. Per ora ringrazio l’Emilia Romagna

  5. marisasalabelle ha detto:

    Purtroppo molti, in Italia e non solo, vanno pazzi per queste figure che io, personalmente, ho sempre detestato. Diffido dal cosiddetto uomo forte, diffido dalla mitizzazione del leader… ma a molti invece piace!

  6. Paola Bortolani ha detto:

    Anche io non sopporto l’uomo forte, e qui abbiamo un uomo forte che, oltre a non aver fatto niente di serio e concreto per l’Italia (ricordiamo che è stato al governo per un anno e mezzo), ha idee precise nel volerci portare fuori dall’Europa, qualora vincesse a livello nazionale. E quello sarebbe il vero disastro, quanto mi fa più paura

  7. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo che gli italiani rinsaviscano!

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