Un posto più sicuro

L’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) ha diffuso una serie di dati relativi agli effetti dei decreti sicurezza varati, come sappiamo, lo scorso anno. Questi dati confermano ciò che i più avveduti avevano previsto fin dall’inizio: con la revoca dei permessi di protezione umanitaria, con la chiusura degli SPRAR, con l’abolizione dei corsi di lingua italiana per i richiedenti asilo e con le molte altre clausole contenute nei due testi fortemente voluti e poi sbandierati dalla Lega e dal suo impareggiabile leader Matteo Salvini, centomila migranti regolari, molti dei quali avevano una casa e un lavoro, sono piombati nell’illegalità, hanno perso il lavoro, in molti casi hanno perso l’alloggio. I famosi rimpatri tanto vantati si limitano a circa 7000, una cifra che rappresenta poco più dell’1% dei migranti irregolari tuttora presenti sul suolo italiano. La chiusura degli SPRAR ha mandato molte persone in CAS sovraffollati o direttamente in mezzo alla strada, le possibilità di integrazione sono bruscamente calate, 12000 italiani che lavoravano nel settore dell’assistenza ai migranti hanno perso il lavoro. In compenso abbiamo difeso i confini e reso l’Italia un posto più sicuro, oh yes.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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13 risposte a Un posto più sicuro

  1. wwayne ha detto:

    In Italia si era creata una grandissima invidia sociale, provata dagli italiani poveri nei confronti dei migranti per i quali lo stato spendeva molti soldi (40 euro al giorno per migrante: che fossero soldi nostri o fondi europei poco importa, comunque li spendeva). Salvini ha capito che cavalcare questa rabbia avrebbe avuto risultati fenomenali in termini di consenso: così quand’era all’opposizione postava continuamente foto e video sulla bella vita fatta dai “profughi” (rigorosamente tra virgolette), quand’era al governo ha fatto capire che “la pacchia era finita” chiudendo gli SPRAR. Molti italiani hanno goduto come ricci quand’è successo, perché il nostro popolo è notoriamente incline alla Schadenfreude (termine tedesco che sta ad indicare appunto la gioia per le disgrazie altrui). Io invece sono rimasto più freddo, per vari motivi: perché intuivo che era un provvedimento preso per pure ragioni di consenso, perché mi mettevo nei panni di chi ne avrebbe subito le conseguenze, e soprattutto perché ritengo che il vero obiettivo di un governo dovrebbe essere quello di far stare meglio i suoi cittadini, non limitarsi ad emanare dei provvedimenti che magari placano la loro rabbia, ma non mutano in niente le loro condizioni economiche.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, so bene che la propaganda di Salvini ha funzionato, è stata astuta, usando e amplificando un sentimento diffuso, e tuttavia non era certo quello il problema principale dell’Italia, e i decreti sicurezza, oltre ad essere profondamente ingiusti, hanno sortito risultati opposti a quelli propagandati. Ma sono certa che molti degli ammiratori di Salvini non sapranno o non vorranno fare un ragionamento razionale e continueranno a sostenere il loro idolo. Spero comunque che una parte di essi si sia stufata di tante rozze chiacchiere inconcludenti.

    • wwayne ha detto:

      Colgo l’occasione per dirLe che ieri ho visto Richard Jewell. Di norma i film sul giornalismo tendono a santificare i reporter, e a raffigurarli come degli eroi che combattono coraggiosamente contro nemici cento volte più potenti di loro pur di far conoscere la verità al mondo; Clint Eastwood ha deciso di andare nella direzione opposta, focalizzandosi su quei giornalisti che invece inseguono il successo personale a tutti i costi, e pur di mettere le mani su uno scoop non si fanno alcuno scrupolo a raccontare falsità e a rovinare la vita delle persone. Il pubblico è rimasto spiazzato da questo nuovo modo di raccontare il giornalismo al cinema, non l’ha apprezzato e quindi Richard Jewell è stato un insuccesso al botteghino. Ma io ritengo che sia un ottimo film, e che Clint Eastwood sia solo da ammirare per la volontà di esplorare strade nuove anche adesso che ha 90 anni suonati. Hollywood è piena di registi che all’anagrafe hanno la metà dei suoi anni, ma dal punto di vista cinematografico sono vecchi il doppio di lui.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Clint Eastwood è sempre Clint Eastwood… ieri ero incerta se andare a vedere Richard Jewell o Jojo Rabbit… alla fine ho scelto il secondo.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Jojo Rabbit è un bel film, drammatico ma anche divertente, gli attori sono molto bravi, ha degli sprazzi di genialità ma non è il tipo di film che mi rimarrà per sempre nel cuore. L’altro non l’ho visto, quindi non so

    • wwayne ha detto:

      Vada a vedere anche l’altro, non se ne pentirà. Tra l’altro in Richard Jewell il personaggio della mamma del protagonista è davvero indimenticabile, e sono convinto che Lei da madre saprà apprezzarlo ancora più di me. Buona serata! 🙂

  5. massimolegnani ha detto:

    sono convinto che Salvini avesse ben in mente le conseguenze negative che hai descritto ma penso che queste fossero il suo reale obbiettivo: lui, infatti, ha tutto l’interesse a che l’immigrato sia portato a delinquere, confermando così la pericolosità della “categoria” e la giustezza delle sue campagne pubblicitarie.
    ml

    • marisasalabelle ha detto:

      Certo, anch’io penso che il suo obiettivo fosse proprio questo: creare più insicurezza in modo da cavalcare l’onda e poter proporre leggi ancora più restrittive: Sperando che qualcuno si svegli!

  6. Paola Bortolani ha detto:

    Il problema fondamentale è quello fatto emergere dalle Sardine: la non voglia, o l’incapacità di informarsi, di ragionare, di approfondire. Non ci voleva molto a capire cosa sarebbe successo con la chiusura degli Sprar, ma tutti felici perchè “è finita la pacchia”.

  7. marisasalabelle ha detto:

    Informarsi richiede sforzo, fatica, ricerca, spirito critico, e di essere disposti ad abbandonare i propri stereotipi… non è facile!

  8. Ulrico Rubino ha detto:

    Articolo verissimo. L’accoglienza migranti la conosco in quanto ci lavoro (C.A.S. e Siproimi (ex S.P.R.A.R.). I nuovi decreti hanno prodotto anche altri problemi, come una’ulteriore stratta nei rilasci di permessi di soggiorno definitivi e la mancanza di iscrizione in residenza (o convivenza) porta schiere di richiedenti asilo a non poter avere una carta d’identità, dunque un conto bancario, dunque un regolare contratto di lavoro.
    Altro piccolo appunto riguardo i famosi 35 euro. Non tutti i soldi sono investiti dalle Cooperative in servizi di accoglienza. E la progettualità in molti casi latita. Ora il decreto sicurezza ha introdotto il taglio drastico della retta giornaliera, con al conseguenza che, anche le Cooperative che cercavano faticosamente di fare un lavoro dignitoso, saranno costrette al mero assistenzialismo di base e alla gestione del contenimento di ulteriori conflitti. Da progetti di emergenza a nuova ulteriore emergenza.

  9. marisasalabelle ha detto:

    Lo so, conosco abbastanza bene questa realtà. I decreti Salvini hanno fatto solo danni e il bello è che non saranno abrogati, perché “quello che conta è la percezione”.

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