Patate a colazione

Romanzo storico ambientato nel secolo XVI. I protagonisti, principi e granduchi e loro legati, viaggiano tra una corte e l’altra per stipulare alleanze e combinare matrimoni. L’autore non perde occasione per descrivere dettagliatamente i menu dei vari banchetti cui partecipano. Selvaggina in quantità, pasticci ripieni, salse agrodolci, verdure varie. Si dev’essere documentato bene, l’autore, in base alle ricette dell’epoca e ai diversi contesti geografici. Per esempio, durante un viaggio in Germania, nel cuore dell’Impero, a pranzo e a cena è sempre compreso un piatto a base di patate: arrosto, grigliate, bollite. D’altra parte, che volete che mangino, i tedeschi, ora e sempre? Patate. Strano però… dev’essergli sfuggito, all’autore… che le patate vengono dall’America e, sì, all’epoca in cui si svolge la storia erano già conosciute in Europa, ma considerate immangiabili da parte degli esseri umani e destinate all’alimentazione animale. In effetti gli europei cominciarono a mangiare le patate solo alla fine del ‘700, due secoli dopo i sontuosi banchetti descritti nel romanzo. Ahi ahi, signora Longari…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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10 risposte a Patate a colazione

  1. mocaiana ha detto:

    la scoperta delle patate sarà il mio prodssimo racconto 🙂

  2. rodixidor ha detto:

    Ed il libro ? L’autore?

  3. Harley ha detto:

    Nel XVI c’erano tantissimi casi di gotta e di pellagra, la prima dovuta all’eccessiva quantità di farinacei e patate utilizzate nella preparazione dei cibi.

  4. marisasalabelle ha detto:

    La gotta era molto diffusa soprattutto presso la nobiltà, perché conseguenza dell’eccessivo consumo di selvaggina e conseguente accumulo di acido urico nel sangue. La pellagra è una malattia che si diffonde molto più tardi, intorno al XVIII secolo, e le cui cause sono rimaste a lungo incerte, fino a che non si è capito che era causata da un’alimentazione scarsamente proteica, basata sul consumo di mais, che sazia ma non nutre. In Sudamerica, sebbene le popolazioni consumassero molto mais, sapevano trattarlo in un modo particolare. In quanto alle patate, è certo che in Europa non venissero mangiate dalla popolazione fino alla seconda metà del Settecento.

  5. wwayne ha detto:

    Commento qua perché sotto il Suo ultimo post non è possibile farlo: quali atti di cattiveria ha visto compiere al Suo collega?

  6. marisasalabelle ha detto:

    Come mai non è possibile?
    Era apparentemente scherzoso e bonaccione, anche se rustico, ma sapeva essere ingiusto e prevaricatore verso i ragazzi più deboli… non si trattava solo di dare brutti voti, che li davo anch’io, ma di accanirsi verso qualcuno, ripeto, verso i più deboli, e questo non lo sopportavo. Ricordo un ragazzo difficile, ma non cattivo, con cui non andava d’accordo. Gli dissi: non prenderlo di petto, non provocarlo e lui si comporterà bene. Ma non ne era capace (il prof, non il ragazzo). Continuava a dirgli che avrebbe dovuto ritirarsi da scuola. Un giorno finalmente il ragazzo smise di venire. Chiesi ai compagni perché e loro mi risposero: eh, tra lui e il prof ha vinto il prof…

    • wwayne ha detto:

      E’ evidente che quest’uomo propugnava una sorta di eugenetica applicata alla scuola: nella mia classe voglio solo cervelli sopraffini, gli acefali vanno buttati fuori a calci in culo.
      Nella scuola moderna questi professori sono in via d’estinzione: la necessità di mantenere sempre alto il numero degli iscritti porta le scuole a cercare di tenere a bordo gli studenti anziché buttarli a mare. Ci sono inoltre dei docenti che partono dal 6 non per questo motivo, ma per evitare tutte le noie connesse alle insufficienze: aspre litigate con i genitori, ferie accorciate a causa degli esami di riparazione… ad alcuni colleghi dopo un po’ salta in testa la classica frase “Ma chi me lo fa fare”, e da quel momento in poi trovano il modo di dare 6 anche agli studenti più platealmente incapaci e/o nullafacenti. Quando mi trovo a dover lavorare con “professori” di questa risma mi viene l’orticaria, ma riesco a mordermi la lingua e a mantenermi in rapporti civili anche con loro; il suo ex collega probabilmente li avrebbe morsi alla giugulare.

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